Rdio lancia i propri servizi in più di 20 paesi e batte Spotify

Dopo aver lanciato un servizio gratuito in Nord America e Australia, Rdio estende il proprio mercato a 20 nuovi paesi con il servizio a pagamento. Tra queste ci sono l’area del Sud America, tra cui Argentina e Venezuela, il Sud Africa, Israele e l’Ungheria e porta il totale a 51, che posiziona Rdio seconda per numero di paesi davanti a Spotify, ma ben dietro a Deezer, che serve ben 182 nazioni. Il servizio è disponibile su tutte le piattaforme, desktop, smartphone e tablet.
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Un regalo di Natale da Google: Youtube a pagamento

Secondo il New York Times Google è pronta al passo epocale: YouTube a pagamento con un servizio premium a canone mensile. I dettagli precisi ancora non ci sono, anche se il prestigioso giornale ipotizza un costo al mese di 10 Euro e il lancio verso Dicembre, in piena euforia natalizia. 
Il gesto di Google non è poi così inaspettato: già da qualche mese sono trapelati dei contatti tra big G e le Major discografiche e cinematografiche; sono loro infatti la croce e la delizia del noto sito di condivisione video. Google spende moltissime energie e risorse per rimuovere tutti i contenuti che violano i copyright anche se l’artista o chi per lui non ne segnala l’uso illecito. Ha inoltre creato un algoritmo per identificare in automatico la musica caricata sul portale grazie ad una partnership con l’azienda che produce il famosissimo software Shazam. 
Ma tutto questo non basta più dalle parti di Mountain View e quindi si sono decisi per il grande passo. Grazie alla base mobile Android con cui Google è regina del mercato si potrebbe creare quello che Apple ha fatto una decina di anni fa con il suo iTunes store: vendere musica e video e creare un utile, sperando superiore a quello che oggi ha con la pubblicità.
Oltre alla vendita diretta del prodotto, Google gestirebbe interamente l’esperienza utente e soprattutto la sua anagrafica, quindi potrebbe creare ancora più di oggi offerte dedicate ai gusti dei suoi utilizzatori, incrementando l’affetto per il brand da parte degli utenti. Qualcuno potrebbe contestare che di questi servizi il web è pieno, visto anche l’ultimo sbarco in Italia di Spotify insieme ad iTunes Radio, ma loro non hanno il pubblico di Youtube.

Quindi ci aspetta un futuro a pagamento per tutti noi? Anche dall’azienda che ci ha regalato sempre tutto, dalle mappe alla giga mail passando per il più grande motore di ricerca? Per ora potremo scegliere tra le due versioni. L’abbonamento consentirà di vedere senza pubblicità e di salvare i video per poi essere riguardati offline. La versione normale sarà come ora con la pubblicità e la visione solo online. Il dubbio rimane sul numero di spot, se saranno incrementati oppure no. Aspettiamo solo l’annuncio ufficiale, ma se i prezzi e i servizi saranno confermati, sarà un successo.