Irréversible: omofobia e stupro della Bellucci per 8min. – Recensione Film

Scena iniziale dello stupro.
Irréversible è un film diretto da Gaspar Noé, a Cannes venne giudicato come film estremamente controverso. Numerose sono state le critiche mossegli contro.
La pellicola inizia con un dialogo, da parte di due poco di buono, su di un incesto con la figlia di uno dei due. Tale dialogo iniziale prelude il clima di gratuità e di sfondo malato che caratterizzerà tutto il film. Terminato il dialogo la scena si sposta su di una rissa che era avvenuta al “Rectum“, locale malfamato frequentato da omesessuali, nel quale avvengono orge e pratiche sadomaso.
La struttura narrativa ricalca quella di Memento di Christopher Nolan, ovvero la narrazione parte dalla fine per poi proseguire a ritroso sino all’inizio della vicenda, il che sembra un effetto voluto per dare una parvenza mainstream e di un intento nel voler uscire fuori dagli schemi del cinema convenzionale, obiettivo che però non viene raggiunto. Tra il linguaggio narrativo di Nolan in Memento e Irréversible vi è un abisso. Mentre in Memento se si premesse il tasto rewind il film sarebbe compreso perfettamente, con Irréversible ciò risulta impossibile. In Memento ogni sequenza narrativa era indipendente ma al tempo stesso connessa con quella precedente, in tal modo lo spettatore man mano che avanza la narrazione viene a conoscenza di maggiori dettagli. In Irréversible ogni seguenza è strettamente interdipendente con la precedente e lo spettatore comprende a metà ogni azione, lasciando solo un senso di confusione.
La regia è veramente un disastro nonostante, le “scelte artistiche” sembrano essere volutamente contro lo spettatore, il quale esce con un pugno allo stomaco al termine di ogni sequenza narrativa. L’apice di tale scempio lo si raggiunge verso l’inizio della pellicola con uno smodato uso della steadycam (nei prossimi articoli sulle teorie del Cinema, al termine di ognuno troverete un mini glossario con la terminologia del Cinema) che dà un senso di nausea tanto che è veramente difficile poter seguire per intero tutta la scena. Volute o meno tali scelte donano un persistente senso di nausea e disgusto, ma non tanto agli ambienti rappresentati ma quanto alla pellicola stessa, poiché il resto del film è caratterizzato dell’estrema gratuità di ogni singola azione.
Gaspar Noé

Il risultato di tutto ciò è una pellicola vuota di qualsivoglia messaggio morale o poetico. Ne emerge soltanto un senso di razzismo, ignoranza e omofobia. Fino agli ultimi minuti ho sperato che ci potesse essere un’ultima scena che potesse spiegare o quanto meno dare un valore a tutto quello che c’è stato prima, ma purtroppo niente. Si è deciso di raffigurare una Francia malata, di un male che è rappresentato dagli omosessuali e gli stranieri. Un film basato su pregiudizi e ignoranza. Tale male non solo è raffigurato dalle tecniche cinematografiche adottate ma anche da lunghe riprese all’interno del Rectum, del sadomaso e delle orge omosessuali, tanto omofobica è la pellicola che il regista propone l’omicidio di uno di essi e contrappone loro la coppia rappresentata dall’unione tra uomo e donna.

La visione del suddetto film è altamente sconsigliata agli occhi di uno spettatore ingenuo poiché estremamente fuorviante
Non ho trovato niente di artistico nella visione di questo film, se non la pura gratuità di ogni cosa: si giunge addirittura alla misoginia ed al razzismo quando una prostituta straniera viene malmenata dal protagonista. Significativa è la scena dello stupro della Bellucci, che dura più di otto minuti, in cui lo stupratore, assiduo frequentatore del Rectum, fa anche uso di “popper”. Immagini veramente crude che mettono in luce, che chi ha girato tali scene deve aver provato un gusto malato in esse.
-Köröshi
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