Elogio a Boris, quando l’Italia sa renderci fieri

Parliamo spesso e volentieri male dei prodotti culturali made in Italy, i motivi li abbiamo e non voglio negarlo, ma è anche vero che a volte si tende ad esagerare. È come se ci facesse sentire un po’ più intellettuali denigrare tutto, non neghiamolo: dire cattiverie dà un fascino che non passerà mai di moda. 
Oggi andrò in controtendenza e l’ispirazione mi è venuta leggendo un annuncio (aspettate a brindare): ritorna Boris! Questo era stato detto pochi giorni fa, una delle pochissime serie TV, totalmente, italiane che possiamo riconoscere a petto alto uscirà con una nuova, sicuramente meravigliosa, quarta stagione!
Già ero trepidante nel vedere nuovamente Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti), il mitologico René Ferretti (Francesco Pannofino), la mia amata Arianna (se non amate Caterina Guzzanti non so quanto possiate valere!) e ovviamente il povero (molto relativamente) Alessandro (Alessandro Tiberi), ma ogni singolo personaggio di questo stupendo telefilm merita attenzione e di essere menzionato. 
Arianna, l’aiuto regista, già detto che amo la Guzzanti?
Poi cosa è successo? Totale smentita, nonostante gli autori si dicessero alquanto sicuri del ritorno di Boris ecco che FOX dichiara che sono tutte fandonie… Ho bisogno di una delle sfuriate di René. La vita spesso ti gioca scherzi amari, ti attrae con la prospettiva di darti felicità per poi buttarti a terra, ma (leggetelo con molta enfasi) potrebbe mai essere un ostacolo a fermarci? Giammai! Quindi eccoci ancora qui, a dare un tributo ad una di quelle poche cose che non potremo mai disprezzare del nostro paese, perché a quanto pare se non saremo noi di Epì a valorizzare questo gioiello, chissà chi sarà il prossimo! 

Stanis… in tutta la sua espressività

Boris è un perfetto specchio della realtà televisiva, culturale, dell’Italia; il tutto ruota intorno al set televisivo della soap opera Gli Occhi del Cuore 2, che è un ovvio rimando ai meravigliosi prodotti italiani che tanto meritano di essere criticati. René è il suo regista, un uomo che in passato ha firmato lavori di immenso rispetto, ma che ora si ritrova a dirigere prime donne (o “cagne maledette”) e folli di ogni tipo che navigano tra il ridicolo alla pura mediocrità. Non solo attori, ogni componente della troupe ha la sua particolarità e la sua storia da raccontare, usando come collegamento lo stagista Alessandro: l’ultimo arrivato che dovrà combattere con chiunque e cercare di sopravvivere, tenendo sempre in mente il suo grandissimo amore per la recitazione e la volontà di non mandare alle ortiche la sua vita sociale, come è prevedibile la sua esistenza sarà tutt’altro che semplice. 

Ovviamente questo è solo uno degli aspetti di Boris, non verranno risparmiati i richiami politici, infatti saranno continui e non casuali i rimandi alla raccomandazione, facendo ben capire che certi attori e certe persone potranno fare sempre quello che vorranno, perché totalmente intoccabili grazie all’assessore, ministro o amico del deputato di turno. Praticamente non mancherà mai una fortissima accusa alla totale mancanza di meritocrazia, che sia dentro la loro soap opera o dovunque nel mondo dello spettacolo e non solo.
Il grande René in un attimo di foga
Boris è, mi rifiuto di usare il passato, uno show maturo, ma non fatevi ingannare dal mio tono perché è follemente divertente, dove le infinite avversità, di un mondo irrazionalmente razionale, vengono vissute con una brillantezza che solo raramente possiamo vedere. A tal proposito non posso non citare l’immenso Corrado Guzzanti, che nonostante non faccia parte delle presenze fisse del cast quando c’è si sente eccome!
Infine c’è da fare un’ultima citazione necessaria: oltre le 3 serie del telefilm è uscito al cinema anche un film di Boris. 
Quando decisi di scivere questo articolo avevo davanti una realtà ben diversa, speravo di usare toni ancora più entusiastici per il ritorno di un telefilm di cui si sente un immenso bisogno, un telefilm di incredibile qualità che è stata una vittima dello stesso sistema che ha, strenuamente, criticato. 
Spero che tramite le mie parole abbiate capito, nel caso non lo aveste mai visto, che cosa ci stiamo perdendo.
Questo articolo voleva essere un elogio all’Italia, ma vedendo la fine che hanno fatto fare, ad un suo dei suoi figli più meritevoli, forse potrei aver raggiunto l’effetto contrario; però ci sono persone che meritano il nostro supporto in questo paese, quindi è nostro dovere credere in tutti loro, sennò non saremmo molto diversi dalla FOX. 
Alex Ziro