A Milano le opere di Kandinsky, uomo-simbolo della pittura astratta – Dal 17 dicembre al 4 maggio 2014

Dal 17 dicembre prossimo al 4 maggio 2014 al Palazzo Reale di Milano va in scena l’artista fondatore della pittura astratta con le sue opere dallo stile retrospettivo e autobiografico: Vassily Kandinsky (1866-1944).

Kandinsky, laureato in legge nel 1892 a Mosca, vive in un contesto socio-culturale importante per l’arte, la cultura e la musica, e vedremo come col suo acquarello riuscì a unire queste importanti discipline nella stessa tela. Inizialmente infatti prende confidenza con la pittura sperimentando temi fantastici  appartenenti alla tradizione russa e al medioevo tedesco. Nel 1910 esordisce con le sue prime opere astratte dove troviamo un innesto di colori vivaci, specialmente giallo, blu e rosso, che spaziano sulla tela annientando la dimensione della profondità. I colori protagonisti si inseguono, si contrastano, si vincono come forze naturali che disorientano l’osservatore con lo scopo di condurlo in una visione poetica e musicale.

Difronte all’ ”Arco azzurro” il susseguirsi di linee irregolari accompagnate dalle tonalità chiaroscurali non concede spazio alla rappresentazione del materiale di un soggetto; al contrario ne scorgiamo l’esaltazione della fantasia retrospettiva, del sentimento nascosto e della più pura ricerca della spiritualità. Per questa sua fedeltà al misticismo nell’arte Kandinsky pone le basi per la formazione di un nucleo di artisti strettamente espressionisti che prende il nome de – Il cavaliere azzurro – (Der Blaue Reiter).
Assieme a Franz Marc e Paul Klee, in questo gruppo si sviluppano teorie illuminanti che associano le componenti dell’arte astratta alla musica in un legame simbolico che viene spesso riproposto dal pittore russo. Se è vero che le tele di Kandinsky non sono sempre di facile interpretazione, è altrettanto sincero l’impatto “musicale” che ci regala una sua tela in cui i colori sembrano corrispondere a delle note. Una tonalità cromatica ne riprende sempre una sonora ma allo stesso tempo una emotiva e trascendentale; le sensazioni vanno oltre ciò che la retina cattura e come dice il pioniere dell’arte ideale: “L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.”

 Raffaele Pinna

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