Lampedusa, nuova tragedia. Decine di morti nel silenzio della politica (e dell’UE)

Un barcone con oltre 500 migranti si è ribaltato e ha preso fuoco stamattina a circa mezzo miglio dall’Isola dei Conigli, a largo di Lampedusa. Nonostante il celere intervento della Guardia Costiera, intervenuta su segnalazione di due pescherecci, è stato finora possibile recuperare meno della metà dei naufraghi, tra i quali 62 cadaveri: il bilancio, tuttavia, è destinato a salire. Dalle prime ricostruzioni sembra che sia stata l’accensione di fuochi per farsi notare la causa della tragedia, dato che il fatiscente mezzo di trasporto perdeva carburante. Sconvolto il sindaco, Giusi Nicolini: “Non so cosa dire, sono sconvolta, il mare è pieno di morti. Abbiamo arrestato uno scafista, ma sono morte tantissime persone
Già nella notte si era sfiorata la tragedia, con l’arrivo di un barcone di oltre 400 persone finite nel centro di prima accoglienza già saturo per gli sbarchi precedenti, ma la tragedia di stamattina rischia di mandare in tilt l’intero traffico nel canale di Sicilia e l’equilibrio di Lampedusa, valvola di sfogo della disperazione del Sud del mondo.

E, a pensarci bene, tutta la stagione estiva appena conclusa è stata costellata di sbarchi, vittime, scafisti, arresti: innumerevoli sfaccettature drammatiche di una situazione cui la politica non sembra sapere né volere porre un freno, divertendosi ad irriderci con un sempre più irritante gioco delle larghe intese. Chi, come me, ha assistito ieri alla pantomima sul voto di fiducia, potrà testimoniare il distacco tra mondo della politica e paese reale. Chi, oggi, ha visto cosa accade a Lampedusa, potrà capire come servano soluzioni, e in fretta, ai problemi sempre più globali della migrazione, cui l’Italia, colpevolmente lasciata sola dalle organizzazioni sovranazionali, non sembra saper dare risposte. 

Roberto Saglimbeni
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