Fabio Volo nei Meridiani da gennaio?

Ebbene sì, lo ha annunciato ieri sera lo stesso Fabio Volo con un tweet rivolto ai suoi followers: << Da gennaio usciranno i miei romanzi nella collana Meridiani>>. Ora non sappiamo se sia una semplice boutade dell’autore o un’affermazione seria, sta di fatto che dal 2014 insieme a Proust, Joyce, Mann e a tantissimi altri nomi importanti della letteratura novecentesca troveremo nella raffinata e colta, nonché costosa, collana mondadoriana anche Fabio Bonetti, questo il vero nome dell’attore, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo, doppiatore e sceneggiatore. Ultima fatica di Volo si intitola La strada verso casa edito appunto da Mondadori e presentato dallo stesso autore qualche settimana fa nella trasmissione di Rai Tre Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio.
Ora, non si tratta di critiche intellettualistiche o di chiusura in una turris eburnea letteraria, a cui il volgo profano non può e mai sarà in grado di accedere, ma si tratta a nostro avviso semplicemente di porre le debite distinzioni. Trovarsi nel catalogo mondadoriano un autore che il professore emerito dell’Università degli Studi di Milano, Vittorio Spinazzola, definirebbe paraletterario, ovvero collocato all’interno della letteratura ma entro spazi fruitivi e distributivi differenti, accanto a premi Nobel della Letteratura italiana novecentesca crediamo possa in qualche modo destabilizzare il lettore medio, che di fronte a questa miscellanea si ritrova spaesato e non sempre in grado di utilizzare la sua capacità critica.
Sicuramente i processi di democratizzazione e laicizzazione letteraria che hanno preso avvio fin dalla seconda metà dell’Ottocento hanno reso possibile che in letteratura ci sia certamente posto per tutti e non si debba affermare l’esistenza di una letteratura di serie A ed una di serie B, ma ciononostante entro questo ambito così vasto e apparentemente indifferenziato, è necessario porre delle catalogazione ed inserire i vari testi nelle caselle più appropriate. Il rischio è davvero di non dare a ciascuna opera il giusto valore e la debita importanza che merita.
Lucia Piemontesi
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