Kahlil Gibran: Il Profeta (recensione)

È tempo per Almustafa, l’eletto e l’amato, di fare ritorno nella terra natia. “Dodici anni aveva atteso nella città di Orfalese che ritornasse la sua nave e lo riportasse nella sua isola“. Gli abitanti di Orfalese sono profondamente tristi: Almustafa, il profeta, ha donato molto alle loro vite. Incamminandosi verso il porto “vide da lontano uomini e donne che lasciavano i loro campi e i loro vigneti e si affrettavano verso le porte della città“: con il cuore colmo di tristezza, pieno di pensieri, il profeta non rispose alle suppliche di coloro che volevano non salpasse. “Chinò solo la testa; e quelli che gli erano dappresso videro le sue lacrime cadergli sul petto“.  Ma da un santuario si fa avanti una profetessa, Almitra, la quale chiede ad Almustafa di parlare al popolo e trasmettere la sua verità riguardo agli argomenti chiesti.
Così ogni cittadino interroga il profeta sull’argomento che più tiene a cuore: amore; matrimonio; figli; doni; mangiare e bere; lavoro; gioia e dolore; le case; l’abito; comprare e vendere; colpa e castigo; leggi; libertà; ragione e passione; dolore; conoscenza; l’insegnare; amicizia; il discorrere; tempo; bene e male; preghiera; bellezza; religione; morte. Dopo avere risposto Almustafa prende il largo, con il rammarico di tutti. Ma fa una promessa: “Non dimenticate che sarò di nuovo tra voi“; “Un attimo, un momento di calma nel vento, e un’altra donna mi partorirà“. 
È sorprendente la profondità e al contempo la semplicità con cui l’autore parla dei temi proposti: il registro elevato e il lessico orientaleggiante e lirico non fanno perdere di vista il messaggio, grazie anche alle innumerevoli similitudini per immagini tratte dal mondo della natura e del quotidiano. L’ambientazione antica e il modo di discorrere di Almustafa si fondono con l’attualità degli argomenti: Gibran è consapevole che il contrasto tra antico e moderno possa essere superato solo se il messaggio che filtra è vivo e attuale. Ma per un motivo ben preciso Il Profeta è amato dai giovani: la chiarezza e la genuinità delle risposte ai quesiti più importanti della vita. 
Gibran sa rispondere a molte delle domande che spesso ci poniamo. Che cosa fa l’amore?Come l’amore v’incorona, così vi crocifigge. È egualmente pronto sia a farvi fiorire che a potarvi./ Egualmente ascende fino alla cima ad accarezzare i rami più teneri che tremolano al sole,/ E discenderà fino alle vostre radici e le scuoterà là dove più sono abbarbicate alla terra“. Che cos’è il piacere? “Il piacere è un canto di libertà,/ Ma non è libertà./ È la fioritura dei vostri desideri,/ Ma non è il loro frutto“. I riferimenti dell’autore spaziano da Nietzsche alle filosofie orientali, ed è per questo, forse, che le risposte appaiono soddisfacenti e nuove. Con la poeticità e la liricità del suo stile, che si fonde sapientemente con vive e concrete immagini, Kahlil Gibran è riuscito a fondere mondi diversi per dimostrare che siamo tutti accomunati dalle stesse passioni

Giulia Bitto