Il cacciatore di donne, Nicolas Cage a caccia di un Serial Killer – Recensione film

Come il titolo italiano, “Cacciatore di donne”, rivela immediatamente, si tratta di un film su un serial killer che stupra e uccide le sue vittime. Finché Cindy non riesce a sfuggire.

Un film sicuramente intenso, girato bene che ti spinge a guardarlo tutto per sapere se ci sarà giustizia o se, e come, Cindy verrà uccisa. Premetto subito che dal poster, con il volto in primo piano di Nicholas Cage e John Cusack, ero sicura che il depravato fosse Nicholas la Gabbia. E invece no, lui, ovviamente è il buono che non si arrende.

John Cusack si rivela un ottimo attore, molto convincente nel ruolo del cattivo, così come mi sento costretta a spendere due parole su Vanessa Hudgens. Non so se per vocazione personale, ma nel ruolo della prostituta vittima del serial killer è stata sorprendentemente brava. Il film, tuttavia, è lungi dall’essere un capolavoro. Un film scontato che segue con precisione scolara i ritmi e dogmi del genere, non riuscendo mai a distinguersi per originalità e ad emozionare.

La regia di Scott Walker diventa noiosa per quanto scontata. Ricalcando i temi modaioli (e attualissimi) del femminicidio, del serial killer e del poliziotto buono che tutto può, “Il cacciatore di donne” non si ricorda però cosa rende questo genere un genere di grande successo: il macabro desiderio dello spettatore di vedere sesso, sangue, malattia, perversione, mutilazioni e morte.

La telecamera non acconsente a questo desiderio voyeur, nemmeno subliminandolo a semplici racconti approfonditi sulla cartella clinica di Robert Hansen. Lo stesso racconto della povera Cindy, che confessa di aver subito molestie da piccola da parte di uno zio, viene raccontato solo in breve frasi.
Nemmeno un piccolo flashback per immagini. Forse vi sembrerò spietata, cinica, ma credo che lanciare il sasso del tema “scottante” e poi accovare la mano in virtù di un (possibile) buonpensiero sia ridicolo. La storia è tratta da fatti reali. Robert Hansen è davvero esistito. Dopo il finale risolutivo, sullo schermo nero, appaiono in fila i volti veri delle ragazze seviziate e uccise da Hansen. Lo spettacolo mi ha lasciato attonito, tra il cattivo gusto di dimostrare che è tutta roba vera unito (o mascherato) al desiderio di fare informazione, di ricordare le vittime. Un film “piacevole”, da vedere con dvd a noleggio una domenica sera, aspettando di vedere sul grande schermo un’impagliatrice di uomini.
Annunci