La scienza conferma che videogiochi e violenza non sono affini

Sebbene da anni la critica mediatica starnazzi senza sosta a riguardo, mai nessuno è riuscito a provare scientificamente che i videogiochi suscitino e stimolino comportamenti violenti o pericolosi nei bambini.
Al contrario, uno studio condotto dall’Università di Glasgow conferma l’assoluta inesattezza delle suddette congetture.
L’esposizione ai videogiochi non provoca alcuna alterazione nel comportamento, nell’attenzione e nella sfera emozionale.
Di contro, guardare 3 ore di televisione ad un’età di 5 anni potrebbe condurre a un piccolo aumento di problemi comportamentali in soggetti dai 5 ai 7 anni.
Né la televisione né i videogiochi causano disturbi recettivi o caratteriali.
Nei risultati non è stata riscontrata nessuna differenza tra soggetti maschili e femminili.
Si tratta di uno tra i più vasti ed accurati studi mai intrapresi nel settore e lascia poco spazio ai detrattori che a mio parere non valutano l’aspetto migliore dell’intrattenimento videoludico, ovvero l’influsso benefico e stimolante che ha verso l’immaginazione di grandi e piccini.
Al di là di tutto, comunque, il buon senso dovrebbe guidare ogni mente umana nella scelta di ciò che è giusto e sbagliato per il singolo, senza esser schiavi di pregiudizi e dogmi di alcun tipo e senza deresponsabilizzarsi affibbiando la colpa delle proprie azioni a terzi (animati o inanimati che siano).
E, in fin dei conti, questo studio non racconta proprio nulla che non sapessimo già.
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