Christophe Jacrot e le immagini di un mondo capovolto

Ci sono fotografi che attendono le giornate piene di sole per correre fuori e andare a fotografare, così da immortalare un paesaggio nella sua esplosione di colori.
Christophe Jacrot, giovane fotografo francese, attende, invece, con ansia giornate piovose e nevose. E più le condizioni climatiche sono sfavorevoli, più le sue fotografie diventano autentici capolavori.
Una città sotto un acquazzone è una città che si trasforma: i toni del cielo assumono varie intensità di grigio e la realtà sembra sdoppiarsi, riflettendo un mondo capovolto di luci, riflessi, striature e specchi d’ acqua. Quasi fosse un universo parallelo al nostro.

Così, mentre tutti corrono al riparo, Jacrot riesce a raccontare momenti di vita urbana che solitamente sfuggono a molti di noi. Un passante con un ombrello rosso, che transita casualmente sotto la Torre Eiffel, riesce a catturare l’ attenzione e a trattenere l’ occhio dell’ osservatore in un momento apparentemente fugace ma carico di intensità.

L’ acqua che si riversa sulle strade crea la superficie ideale per cogliere riflessi di auto, luci e cartelli pubblicitari.

Ogni passaggio umano davanti l’ obiettivo di Jacrot si traduce in una fuga verso il riparo, la sicurezza, in quanto ci ritroviamo costantemente vinti dalle forze della natura: acqua, vento o neve che sia.

Ovunque si sia trovato – Parigi, Tokyo, Hong Hong, New York – l’ obiettivo artistico di Jacrot ha immortalato le medesime situazioni di fuga verso il nostro luogo di sicurezza, mostrandoci momenti, a noi invisibili, in cui la vita rivela tutta la sua unicità e bellezza.

Ma lui, il nostro impavido fotografo, ha sfidato persino l’ Uragano Sandy, raccontando gli attimi cruciali in cui la forza della Natura si è abbattuta su New York, costringendola a fermarsi. Il blackout totale, che ha oscurato tutti i quartieri di Manhattan, gli ha permesso di rivelare la città nel suo momento di maggiore fragilità e sottomessa alla forza della tempesta.
Il risultato del suo progetto, “New York in black”, sono immagini di grande impatto visivo e dalla bellezza quasi spettrale.

Altri interessanti progetti sono visibili sul suo sito http://christophejacrot.com/

di Cinzia Catanzaro
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Uragano Sandy, un anno dopo: le foto in mostra al City Museum di New York


Esattamente un anno fa, l’ uragano Sandy si abbatteva furioso sulla città di New York, dopo aver attraversato sette Paesi del nord e sud America, provocando 286 morti e distruzione per miliardi di dollari.

A distanza di un anno, il City Museum di New York vuole dedicare un’ esposizione di immagini a quella che, almeno finora, è stata definita la tempesta del secolo.
La mostra, dal titolo “Rising Waters: Photographs of Sandy”, inaugurata martedì 29 ottobre e visitabile fino al 10 febbraio 2014, raccoglie oltre 200 immagini provenienti da fotografi professionisti e amatori che hanno avuto la possibilità di scattare spettacolari fotografie di quell’ evento, tanto catastrofico quanto eccezionale.

Molte delle immagini in mostra sono state riprese da smartphone e condivise istantaneamente. Tutto questo conduce a riflettere su quello che è il concetto di notizia flash e di immagine di impatto: vivere e condividere, in tempo reale, ciò a cui milioni di persone stanno assistendo nello stesso momento e dall’ altra parte del mondo.

Stupirsi della spettacolarità di un evento che, probabilmente, potrebbe non essere l’ unico di simili dimensioni del nostro secolo. La tecnologia, così, ci viene incontro con la stessa tempestività con cui questi disastri si ripetono periodicamente ovunque nel nostro pianeta.
Alcune di queste immagini mostrano la distruzione lasciata dall’ uragano dopo il suo passaggio.

© Lukas Jackson (Reuters/Contrasto)