Quentin Tarantino annuncia: "Sarà ancora una volta Western"

Dopo il successo mondiale di Django Unchained, coronato con 2 premi oscar, miglior attore non protagonista (Christoph Waltz) e miglior sceneggiatura originale, Tarantino ha annunciato che il suo prossimo film sarà ancora una volta un western.
Lo ha rivelato durante Tonight Show with Jay Leno, precisando che non esiste alcun collegamento con Django: “Voglio dirvi una cosa che non ho ancora svelato a nessuno: il genere. Sarà un western. Ma non sarà un sequel di Django, sarà un altro tipo di western. Mi sono divertito moltissimo durante la lavorazione di Django e amo talmente tanto i film western che dopo aver imparato come farne uno mi sono detto Ok! Adesso che so cosa sto facendo ne voglio girare un altro”.

Ma Tarantino è famoso per i suoi tanti progetti (pseudo) annunciati e lasciati poi circolare in giro per il mondo sotto forma di legende metropolitane (il terzo capitolo di Kill Bill, il prequel di Le Iene e Pulp Fiction incentrato sui fratelli Vega), e recentemente ha dichiarato di voler concludere questa ipotetica trilogia della vendetta (cominciata con Inglorious Basterds, seguito poi da Django Unchained) con un altro remake, semmai abbia senso parlare di remake riferendosi al cinema di Tarantino.
Dopo aver distrutto e riscritto le regole del gangster movie, mescolato le arti marziali con la nouvelle vague, Ernst Lubitsch con Enzo Castellari, Franco Nero e John Legend, Tarantino si appresta a continuare sulla strada del western, forse l’occasione per scavare ancora più a fondo nel singolo genere. Ha appena finito di digerire il western all’italiana, ha detto che sarà un altro tipo di western, chissà se stavolta toccherà al classico americano di Ford e John Wayne…

Parlando proprio di questo suo approccio eclettico al cinema di genere, lo scorse mese, durante il Busan International Film Festival (Corea del Sud) Tarantino ha confessato: “Quando faccio un film spero sempre di reinventare un po’ il genere, facendolo a modo mio. Ripropongo la mia piccola visione di ogni genere. Mi considero ancora uno studente di cinema ed è come andare a scuola ogni volta. Il giorno in cui prenderò la laurea sarà il giorno in cui morirò. E’ uno studio continuo, per tutta la vita”.
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