WataMote!: empatia, adolescenza e risate – Recensione

Asociali, ragazzini ansiosi che incontrano milioni di problemi nel parlare col prossimo, questo è un manga ed anime che fa per voi! L’argomento di oggi è un manga che dal 2011 sta avendo sempre maggior successo: il suo nome è WataMote! o più precisamente Watashi ga Motenai no wa do kangaetemo omera ga warui! (vi sfido a ricordarlo), che letteralmente vuol dire “Non mi importa come sembra, è colpa vostra se non sono popolare!”. 
Penso che anche coloro che non lo conoscano già abbiano compreso il tema, quindi vi presento direttamente la protagonista Tomoko Kuroki, una ragazza “otaku” che sta iniziando le scuole superiori con un solo obiettivo: diventare popolare.
Difatti la povera Tomoko è una ragazzina che soffre di ansia sociale, che ha gravissimi problemi nel relazionarsi col prossimo (escludendo i suoi parenti e la sua unica amica dei tempi delle medie, sulla quale torneremo), ma dopo anni alle medie non proprio esaltanti decide che è ora di cambiare registro! È ora per Tomoko di diventare la ragazza che tutti ameranno, cercando di continuo nuovi stratagemmi per farsi notare dai suoi compagni di classe e non solo. 
Come è facilmente intuibile il genere è slice of life, scolastico e commedia; difficile non essere attratti dalle continue disavventure di questa povera ragazza, che combatte continuamente con la sua natura, non accettando di essere sempre colei con la quale nessuno parla. Come ci si può immaginare (nonostante tutti gli sforzi che fa), quando, suo malgrado, viene obbligata a comunicare con un compagno di scuola o peggio uno sconosciuto, preferirebbe essere in qualsiasi altro posto sulla terra… sinceramente, chi di voi non si è mai sentito così almeno una volta (o centinaia)?  
Il tema è serio, ovviamente romanzato e con delle assurdità messe ad arte da Nico Tanigawa (pseudonimo dei due autori) per mantenere il tono mai pesante, anche se ammetto che più di una volta mi ha messo un po’ di malinconia. La nostra Tomoko sta sicuramente male per quel che le accade, e vedere i suoi continui insuccessi distrugge continuamente il suo umore, ma in realtà nonostante tutto non odia la sua vita, è una studentessa che cerca di mettercela tutta (potrebbe di certo fare di più) ma che comunque non fa pesare eccessivamente, soprattutto al lettore, la sua situazione. 
A mio avviso le complicazioni del suo status emotivo potrebbero essere analizzate meglio, ciò che mi ha leggermente deluso è che la ricerca continua di sdrammatizzare la sua condizione: al di là dei tantissimi lati positivi che questa scelta comporta, fa perdere l’occasione agli autori di andare oltre la narrazione lineare (seppur molto divertente): elemento che risalta, vista la quasi totale mancanza di momenti che potrebbero essere adibiti alla riflessione di una situazione così particolare, soprattutto per degli adolescenti. In ogni caso parliamo di un errore veniale, una semplice sensazione di amaro in bocca che non cambia il parere a dir poco positivo che ho su quest’opera. 
Da non sottovalutare le allusioni, esplicite o meno, sul sesso: si nota una sorta di frustrazione sessuale ben presente nella protagonista che, di fatti, non avrà problemi nell’appellare in modi altamente censurabili tutte le ragazze che hanno una vita ben più piena della sua (non necessariamente facendo cose ignobili). Interessantissimo quando ci rimane male (pentendosene) nel constatare che in treno nessun pervertito la molesti; questi sono dati psicologici molto importanti che riflettono la sfera adolescenziale e sociale, sicuramente un altro grande pregio di quest’opera. 
Yu Naruse
Per fortuna lei ha due punti, più o meno, fermi nella sua vita: suo fratello Tomoki (complimenti per la fantasia) e la sua amica d’infanzia Yu Naruse. 
Tomoki è solo un anno più piccolo di lei, ma totalmente diverso (escludendo le vistosissime occhiaie) essendo un ragazzo atletico, amato dalle ragazze e star della squadra di calcio, che avendo lo scomodo ruolo di unico ragazzo nella vita della sorella, dovrà spesso subire i suoi atteggiamenti invasivi, e le sue mille domande e riflessioni riguardanti la sua vita; i rapporti familiari sono piuttosto normali, si assiste agli atteggiamenti che ci si può aspettare da degli adolescenti, da citare la quasi totale assenza del padre, che arricchisce di significato il contesto. 
Il rapporto con Yu è ben più complesso, inseparabili fino all’anno prima hanno visto la loro strada dividersi alle superiori, ma mentre Tomoko è rimasta totalmente uguale… diciamo che Yu ha visto fiorire il suo corpo, e soprattutto ha cambiato completamente modo di vestire e di apparire, facendola sembrare lontana anni luce dai tempi delle medie. 
Questa relazione è perfetta per capire totalmente la nostra Kuroki, che avrà nei confronti della sua amica un continuo amore-odio, invidiandola così tanto da pensare spesso a lei come una poco di buono, riflettendo la sua frustrazione di cui si parlava precedentemente, anche se va ben oltre quella determinata sfera. 
Il manga continua e sta avendo tantissimo successo, l’anime consiste in 12 episodi ed è consigliatissimo, dove grazie alla musica (ascoltate e amate l’opening) riesce a dare qualcosa di più ad un’opera che già di suo è buonissima così; ci sono solo poche differenze tra manga e anime, che riguardano la collocazione degli eventi ma nulla a cui dare peso. Da segnalare uno spin-off del manga chiamato TomoMote! che narra le vicende di Yu e Tomoko alle medie.
In definitiva un manga divertente e veloce che parla di problemi relazionali significativi, ma che vengono narrati con semplicità e garbo, tenendo quel pizzico di esagerazione che nei manga deve esserci per forza.
Se avete avuto problemi simili in passato, se vi siete sentiti messi da parte tantissime volte, se vi sentite spesso soli, sappiate che la sua compagnia sarà davvero graditissima. 

Alex Ziro
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