Kamala, la prima eroina islamica dei fumetti Marvel

Da gennaio esordirà un nuovo personaggio come ospite negli albi di Capitan Marvel, mentre dal mese successivo rivestirà un ruolo tutto proprio vestendo i panni di Ms. Marvel. Il suo nome sarà Kamala Khan, originaria del New Jersey e, questo l’aspetto più interessante della new entry, è un’adolescente musulmana ben integrata nel tessuto sociale e civile statunitense ma rispettosa delle regole imposto dal Corano. Il suo superpotere sarà quello di ridimensionare e mutare la forma del suo corpo a proprio piacimento e il suo innato senso del bene le permetterà di diventare ben presto un membro degli Avengers, un tempo denominati Vendicatori, gruppo di supereroi che ha fornito anche la trama all’omonimo film del 2012. Autrice e disegnatore del fumetto sono G. Willow Wilson e Adrian Alphona.
<>, ha dichiarato Alex Alonso, Editor in Chief di Marvel Comics.
Kamala quindi porterà con sé tutti i dissidi, le contraddizioni e lo spirito ribelle tipici dell’età adolescenziale che la ragazza sta attraversando, ai quali  si andranno ad aggiungere le convenzioni religiose e culturali che una famiglia profondamente credente come la sua tenterà di trasmetterle fino ad un pieno convincimento e non tutte troveranno la giovane d’accordo, che cercherà di levare comunque la sua voce di dissenso, pur nel pieno rispetto e spirito di sacrificio.  
La scelta del colosso americano dei fumetti è sicuramente indice di una maggiore e mutata attenzione nei confronti della diversità e degli spaccati sociali finora meno indagati e rappresentati, quale appunto quello dei giovani americani immigrati di seconda generazione cui la giovane eroina appartiene. 
Pare quindi che a 8 anni di distanza dagli episodi di violenza scatenati dalle vignette satiriche e caricaturali di Maometto pubblicate dal giornale danese Jyllands-Posten l’atteggiamento dell’Occidente sia profondamente maturato nei confronti di coloro che molto spesso si trovano a vivere e lavorare al nostro fianco e con i quali è sicuramente più produttivo instaurare rapporti di convivenza e piena integrazione.
Lucia Piemontesi
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