Corte Suprema USA: "No a brevetto DNA umano"

Sentenza storica della Corte Suprema, che oggi ha sancito la non brevettabilità del DNA umano o anche di singoli porzioni dello stesso. Il caso, pendente dal 2009, vedeva a giudizio la Myriad Genetics, titolare dei diritti sui test per l’identificazione del cancro al seno Oltreoceano, e una class action di pazienti e medici: in 18 pagine di sentenza il giudice Thomas ha sancito da un lato la brevettabilità dei geni sintetici (creati in laboratorio) e dall’altro la non sottoponibilità al “regime di invenzione” del materiale genetico rinvenibile in natura. La pronuncia della Corte, che ha il merito di non scontentare nessuno, liberalizza di fatto i test per il cancro e ne abbatte i costi, precedentemente quantificabili in circa 3000 $ ad esame, e dall’altro sancisce il legale via libera alla “corsa alla sperimentazione” delle case farmaceutiche, intenzionate a trovare (e brevettare) i geni più efficaci e produttivi nella cura alle malattie. 

Una sentenza storica, dunque, che ha come ulteriore conseguenza la parificazione del diritto statunitense in materia a quello europeo, ponendo fine alla vergognosa pratica che aveva portato, negli ultimi 30 anni, alla registrazione a brevetto di più di 40000 presunte “invenzioni” legate al genoma umano a fronte di un numero di geni non superiore a 25000; a tale proposito un altro giudice della Corte, Elena Kagan, aveva beccato l’Ufficio Brevetti accusandolo di avere “il grilletto facile”.
Roberto Saglimbeni