Scienza e sesso: le 5 regole per non fare cilecca

La peste? La fine del mondo? Un’invasione aliena? No signori, l’incubo più terrificante per noi uomini è fare cilecca! Ecco perché nessuno scienziato, nessun dottore, nessun ricercatore meriterebbe riconoscimento più grande di Fabrizio Iacono, docente di ruolo presso l’università Federico Secondo di Napoli, che regala a noi maschietti un prezioso elenco, scientificamente provato, per non fallire tra le lenzuola.

1) VIETATO FUMARE: Il fumo, forse, contribuirà a darci un’aria più fantomatica e misteriosa nel pre-serata, ma può trasformarsi in un vero e proprio incubo durante il sesso. Il fumo, infatti, agisce sulla vasocostrizione periferica e può dare luogo a delle dèfaillance durante il rapporto.

2) NON ESSERE SEDENTARI: Una moderata attività fisica infatti, aiuta l’organismo ad incrementare la produzione di testosterone, l’ormone maschile che regola crescita e funzionalità degli organi riproduttivi. Attenzione però a non esagerare! L’attività pesante, se fatta poco prima del rapporto, può avere effetti… Spiacevoli.
3) NIENTE JEANS STRETTI: Soprattutto con l’arrivo del caldo è consigliabile indossare intimo e pantaloni larghi, per non inibire i necessari scambi termici a livello testicolare.
4) MANGIARE MERLUZZO: Ricco di arginina, sostanza che migliora le proprietà erettili dell’uomo poiché precursore dell’ossido di azoto, neurotrasmettitore dell’erezione.

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5) SPAZIO AGLI INTEGRATORI: Stimolano la produzione di ormoni maschili e svolgono un’importante funzione antiossidante.

Francesco Bitto
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Latte: perchè molti non lo digeriscono? Limiti di un alimento troppo spesso sopravvalutato

Cominciamo l’analisi di questo alimento da un dato inconfutabile: l’uomo è l’unico animale in grado di bere latte proveniente da altre specie, ed è in grado di farlo da circa 10000 anni (dalla nascita dell’ agricoltura). E 10000 anni, da un punto di vista evoluzionistico, sono un battito di ciglia, un periodo di tempo assolutamente insufficiente affinché il genoma, il patrimonio genetico di una specie, possa cambiare significativamente per adattarsi a un alimento completamente nuovo. Ed infatti il DNA umano si è adattato con molta pigrizia all’introduzione del latte che, assieme ai cereali, è oggi causa di moltissime forme di intolleranza.

Questo perché gli esseri umani nascono dotati di un enzima chiamato lattasi, che permette di scindere il lattosio del latte in zuccheri digeribili. Spesso però, dopo la prima infanzia, l’attività di questo enzima si riduce e molti adulti diventano intolleranti, ossia hanno problemi a digerire il latte.
La capacità di digerire il lattosio, e quindi di mantenere alta l’attività della lattasi, muta da popolazione in popolazione, in quanto scandinavi e nord europei sembrano essersi completamente adattati all’ingestione di latte anche in età avanzata. Sfortunatamente però, ad eccezione di queste razze, l’80% della popolazione mondiale non è in grado di scindere senza problemi gli zuccheri presenti nel latte e nei suoi derivati (eccetto lo yogurt, latticino altamente digeribile, fatto fermentare proprio allo scopo di rimuovere il lattosio).

Forse, dopo altri 20000 anni, tutti si saranno evoluti al fine di poter consumare senza problemi il latte, ma oggi non è così. I disturbi derivati dalla non corretta digestione del lattosio, possono comportare disturbi anche seri, come rigurgiti, dolore e fastidio diffuso all’addome e diarrea.
Francesco Bitto

Fonti: Barry Sears, The zone
Biochimica medica Salipandi Tettamanti

Antiossidanti: cosa sono, a cosa servono, dove si trovano

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Come spesso capita la saggezza degli antichi supera di gran lunga quella degli uomini moderni. Prova ne è il fatto che mentre star, modelle e persone comuni si affannano rincorrendo costosissime bevande a base di antiossidanti, gli antichi greci per prevenire malattie cardiovascolari e dermatologiche masticavano semi d’uva! Perchè? Perchè i semi d’uva sono in assoluto l’alimento con il maggior contenuto di antiossidanti (due semi contengono la stessa quantità di antiossidanti di una bevanda specifica da 4 euro).

Ma cosa sono gli antiossidanti? Per antiossidante si indica qualsiasi sostanza capace di contrastare l’effetto dei radicali liberi.

I radicali liberi sono i prodotti delle normali reazioni metaboliche riguardanti l’ossigeno (si definiscono quindi come specie  reattive dell’ossigeno). Quando il rapporto tra radicali liberi e antiossidanti è a favore dei radicali liberi, il nostro organismo di definisce sotto “stress ossidativo”.

Durante lo stress ossidativo i radicali liberi aggrediscono con maggiore facilità le membrane cellulari e il DNA, necessario per la corretta riproduzione cellulare e per regolarne la durata della vita per mezzo del processo apoptotico.

Prolungati stadi di stress ossidativo possono favorire l’insorgenza di patologie anche gravi, favorendo condizioni di sterilità, accelerando l’invecchiamento dell’epidermide e favorendo in alcuni casi l’insorgenza di neoplasie.

Alcuni antiossidanti sono sintetizzati naturalmente dal nostro organismo (coenzima Q e glutadione) e non necessitano quindi di assunzione esogena. Altri invece non vengono sintetizzati endogenamente e vanno quindi assunti per mezzo di specifici alimenti tra i quali l’uva, il vino, la frutta fresca, i cereali, i legumi , il caffè, il cacao e il Tè (particolarmente ricco di antiossidanti è quello verde)

Tra gli antiossidanti più importanti ricordiamo:

  • Vitamina C
  • Tocoferoli (tra i quali troviamo la vitamina E, molto importante per preservare le membrane cellulari)
  • Carotenoidi
  • Composti polifenolici (flavonoidi)
  • Rame, selenio, zinco e manganese

Francesco Bitto