Aung San Suu Kyi sarà a Bologna il prossimo 30 ottobre

Fra poco meno di una settimana Aung San Suu Kyi verrà per la prima volta in Italia, infatti l’Università di Bologna, nella persona del Rettore Ivano Dionigi, le consegnerà, durante una cerimonia ufficiale che si terrà nell’Aula Magna di Santa Lucia, la Laurea ad Honorem in Filosofia. Questa importante assegnazione è stata ufficializzata dal Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, che dopo tredici anni dalla delibera, avrà l’onore di ospitare mercoledì prossimo la leader birmana. Le dichiarazioni del Rettore sono senz’altro entusiaste: “Riteniamo che il conferimento della Laurea ad honorem in Filosofia renda il dovuto onore ad una persona intrepida e coerente che, attingendo alla semplicità più alta della rettitudine morale, ha scelto il coraggio di porsi, disarmata, quale segno di lotta non violenta in vista della dignità umana e della riconciliazione.” 
Inoltre, sempre il 30 ottobre, verrà insignita della cittadinanza onoraria della città di Bologna. Il sindaco, Virginio Merola, si dice orgoglioso di ospitare una personalità di rilevante caratura, quale quella della 68enne Aung San Suu Kyi. In ogni caso l’arrivo in Italia dell’attivista politica è un fatto davvero straordinario: basti pensare che la leader birmana ha potuto lasciare il suo paese per venire in Europa solamente lo scorso anno, quando andò a Oslo per ritirare il premio Nobel per la pace conferitole 21 anni prima. 
Per la sua continua attività nell’ambito dei diritti umani, ispirata alla dottrina gandhiana della non-violenza, Aung San Suu Kyi è stata inoltre premiata nel 2008 con la massima onorificenza statunitense, la Medaglia d’Onore. La sua storia è, comunque, molto lunga e travagliata ed è proprio per questa che è ritenuta un personaggio straordinario. È sufficiente ricordare che la sua detenzione è durata per più di vent’anni, a partire dall’arresto nel 1988 e con la proroga di anno in anno che la giunta militare birmana, presieduta tuttora da Saw Maung, le assegnava. 
Nel 2015 ci saranno le prossime elezioni nazionali in Myanmar, alle quali Aung San Suu Kyi si presenterà come leader del suo storico partito: la Lega Nazionale per la Democrazia. La leader birmana ha dichiarato di voler correre per la carica più alta del Paese. Tuttavia, è necessaria una modifica della Costituzione, approvata dai militari nel 2008 con un voto farsa, che, ad oggi, contiene una norma contra personam che impedisce di fatto alla leader democratica di essere eletta. La legge incriminata prevede che non possano essere eletti cittadini sposati o con figli di nazionalità straniera. Si spera che sfruttando la sua notevole personalità e rilevanza di carattere internazionale, Aung San Suu Kyi riesca a portare la libertà e la democrazia nel suo Paese. 

Emanuele Pinna