30 Fotografie di grande impatto che rappresentano l’umanità del nostro tempo

Un’immagine, si sa, vale più di mille parole: ma non tutte le immagini hanno lo stesso peso. Al giorno d’oggi, grazie ai social network o a siti come il nostro, siamo abituati a vederci passare davanti innumerevoli fotografie. Molte di queste foto sono belle, tecnicamente impeccabili, curate dal punto di vista compositivo, della luce o elaborate in modo accattivante; alcune sono divertenti ed originali, capaci di strapparci un sorriso anche nei momenti più grigi della nostra giornata, altre presentano paesaggi e soggetti capaci di lasciarci incantati.
Gli scatti che adesso andremo a visionare, invece, non corrispondono ad una di queste categorie: si tratta, piuttosto, di immagini dal forte impatto che, colpendo lo spettatore, comunicano a gran voce il loro messaggio sulla condizione umana e su alcuni dei momenti migliori o peggiori che essa ha vissuto al giorno d’oggi. Immagini che, una volta viste, faticherete a dimenticare.
Mettiamo le mani avanti! Proprio per le motivazioni di cui sopra alcune delle immagini che vedremo sono capaci di turbare l’osservatore, mentre altre sapranno farlo commuovere. È proprio questo l’effetto che desidera chi realizza opere di questo genere. Molte immagini di impatto che siamo abituati a vedere parlano del nostra storia passata, mentre queste, al contrario, parlano del nostro presente; che si tratti di vittorie o sconfitte, di odio o di compassione, di gioie o sofferenze, di stupidità od intelligenza.
Per la natura intrinseca di queste immagini ognuno di noi sarà influenzato maggiormente da una più che un’altra, ma speriamo che ognuna di esse possa farci tornare a rendere conto che nel nostro mondo cose come l’amore, la tolleranza, la compassione e la comprensione non sono mai troppe. 
1) Il bambino denutrito ed il missionario.
Immagine di: Mike Wells
2) Interno di una camera a gas di Auschwitz.
Immagine di: kligon5
3) Cardiochirurgo dopo un intervento (riuscito) di trapianto di cuore durato 23 ore; Il suo assistente sta dormendo nell’angolo.
Immagine di: James Stanfield
4) Padre e Figlio (1949 vs 2009)
Immagine di: Vojage-Vojage
5) Diego Frazão Torquato, bambino Brasiliano di 12 anni, suona il violino al funerale del suo insegnante. Il suo maestro lo ha aiutato ad uscire da un mondo di povertà e violenza attraverso la musica.
Immagine di: salvemasnossascriancas.blogspot.com
6) Un soldato russo suona un piano abbandonato in Cecenia nel 1994.
Immagine di: drugoi.livejournal.com
7) Un ragazzo ha appena scoperto che suo fratello è stato ucciso.
Immagine di: Nhat V. Meyer
8) I cristiani proteggono i musulmani durante la preghiera nel bel mezzo della rivolta del 2011 ad Il Cairo, Egitto.
Immagine di: Nevine Zaki
9) Un pompiere abbevera un koala durante il devastante incendio del sabato nero a Victoria, Australia, nel 2009.
Immagine di: abc.net.au
10) Terri Gurrola reincontra la figlia dopo aver partecipato ad una missione in Iraq per 7 mesi.
Immagine di: Louie Favorite
11) Senzatetto indiano in attesa di ricevere una razione di cibo distribuito all’esterno di una moschea alla festività di Id al-fitr a Nuova Delhi, India
Immagine di: Tsering Topgyal / AP
12) Il cane Zanjeer ha salvato migliaia di vite durante le esplosioni a Mumbai nel marzo del 1993, rilevando oltre 3,329 kg di esplosivo RDX, 600 detonatori, 249 bombe a mano e 6406 proiettili. È stato sepolto con tutti gli onori nel 2000.
Immagine di: STR News / Reuters
13) Uomo che cade dal World Trade Center durante l’11 settembre.
Immagine di: Richard Drew /AP
14) Padre alcolista con il figlio.
Immagine di: imgur.com
15) Coppia abbracciata nelle macerie di una fabbrica crollata.
Immagine di: Taslima Akhter
16) Tramonto su Marte.
Immagine di: nasa.gov
17) Zingaro di 5 anni al capodanno del 2006 nella comunità nomade di St. Jacques, Perpignan, Francia meridionale. È molto comune nella comunità di St. Jacques che i bambini fumino.
Immagine di: Jesco Denzel
18) Hhaing The Yu, 29 anni, stringe il viso nella propria mano mentre cade la pioggia sui resti crollati della sua casa a Yangon (Rangoon), capitale del Myanmar. Nel maggio del 2008 il ciclone Nargis colpì il Myanmar meridionale rendendo senzatetto milioni di persone e mietendo oltre 100.000 vittime.
Immagine di: Brian Sokol
19) Un cane chiamato “Leao” siede per il secondo giorno consecutivo sulla tomba della sua padrona, morta durante la disastrosa frana del 2011 vicino Rio de Janiero
Immagine di: Vanderlei Almeida / Getty Images
20) “Aspettami papà” di Claude P. Dettloff nel New Westminster, Canada, 1 ottobre 1940

Immagine di: Claud Detloff
21) Un carrista veterano russo della seconda guerra mondiale ritrova il suo vecchio carro armato che pilotò per tutta la durata della guerra, in un isolato villaggio della Russia, usato come monumento.
Immagine di: englishrussia.com
22) Potere ai fiori!
Immagine di: Bernie Boston
23) Una donna siede in mezzo alle macerie causate da un potente terremoto da cui conseguì uno tsunami nel marzo del 2011 a Natori, Giappone settentrionale
Immagine di: Asahi Shimbun, Toshiyuki Tsunenari /AP
24) Tombe di una donna cattolica e del marito protestante, Olanda 1888.
Immagine di: retronaut.com
25) Greg Cook abbraccia la sua cagna, Coco, dopo averla ritrovata dentro la sua dimora distrutta nel marzo 2012 dal Tornado che ha colpito l’Alabama.
Immagine di: Gary Cosby Jr. / AP
26) Dimostrazione dell’utilizzo dei profilattici nel mercato pubblico di Jayapura, capitale di Papua, 2009.
Immagine di: Adri Tambunan
27) Soldati russi si preparano per la battaglia di Kursk, luglio 1943 (La foto è una riproduzione del 2006 basata su foto originali dell’archivio storico).

Immagine di: Shirak Karapetyan-Milshtein
28) Durante l’estesa inondazione  del 2011 di Cuttack City, India, un eroico abitante del villaggio salvò numerosi gatti randagi trasportandoli in un cesto tenuto in equilibrio sopra la testa.
Immagine di: Biswaranjan Rout / AP
29) Un Afgano offre il tè ai soldati.
Immagine di: Rafiq Maqbool / AP
30) Dei genitori, ancora oggi come negli anni 70, continuano a cercare la loro figlia scomparsa
Immagine di: reddit.com
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Kenya: l’attacco terroristico di Nairobi ripreso dalle telecamere di sicurezza – VIDEO

La CNN ha diffuso nuove immagini dell’assalto al Westgate, lussuoso centro commerciale di Nairobi, in Kenya. Nel corso dell’attentato hanno perso la vita 67 persone.
Le riprese, effettuate dalle telecamere di sicurezza, mostrano chiaramente i volti dei guerriglieri armati e la fuga disperata dei moltissimi visitatori del centro commerciale. Le immagini mostrano anche alcuni spari dei terroristi, e l’ingresso nell’edificio dei primi poliziotti in borghese. In aggiunta alle 67 vittime, i guerriglieri hanno ferito oltre 170 persone.
L’attentato è stato rivendicato da un gruppo di fondamentalisti islamici somali, l‘Al-Shabab; qualche settimana fa la polizia aveva diramato le foto ed i nomi degli attentatori ai media. Si tratta di Abu Baara al-Sudani, Omar Nabhan, Khattab al-Kene e Umayr.

Giovanni Zagarella

Libertà occidentale e libertà orientale a confronto

La civiltà occidentale, soprattutto negli ultimi decenni, si è affermata come esportatrice di democrazia e libertà. Questo dato è evidenziato, ad esempio, dalle cosiddette “missioni di pace” che hanno riguardato l’Afghanistan a partire dal 2001 e l’Iraq fino al 2011. Ebbene, queste due sostanziali guerre sono nate con l’iniziativa statunitense di esportare in quei luoghi, funestati da una dittatura feroce, la tipica democrazia occidentale che si basa su determinati valori e credenze. Dopo più di dieci anni, possiamo considerare questa esportazione di democrazia efficace e utile per le popolazioni di quei territori? Ma soprattutto, quali motivazioni hanno autorizzato a pensare che la libertà occidentale sia migliore, o addirittura adattabile, rispetto a quella dei paesi mediorientali e asiatici?
La prima domanda ha una risposta sia positiva che negativa. Da un lato è necessario sottolineare che in Iraq ad esempio, la dittatura di Saddam Hussein è finita, ci sono state delle elezioni pacifiche e un moderno testo costituzionale è all’esame dei nuovi partiti iracheni. In Afghanistan la situazione è diversa perché la resistenza talebana è aumentata dopo l’invasione NATO, ed ha avuto anche un crescente sostegno della popolazione civile che non vede di buon occhio le truppe occupanti. Da un altro lato però, che va oltre l’abbattimento delle dittature locali e la lotta al terrorismo talebano, bisogna tenere conto delle numerose vittime civili che hanno dovuto pagare a caro prezzo questa esportazione di libertà, inoltre è necessario non dimenticarsi degli abusi e delle torture che gli occidentali hanno perpetuato nei confronti dei nemici catturati, ma come cosa fondamentale bisogna riconoscere che attualmente in quei territori non vi è ancora una situazione pacifica, ma anzi caotica e a volte caratterizzata da lotte civili.
Al di là degli esempi specifici che riguardano i singoli territori, la seconda questione è più ampia, perché può essere affrontata solo riconoscendo le enormi differenze sociopolitiche che dividono i paesi mediorientali e dell’Asia dai paesi occidentali. Mettendo in luce queste diversità, che vanno dalla religione alla cultura o al sistema di governo, risulta ancora più difficile darsi delle motivazioni alle intromissioni occidentali nei territori mediorientali. Queste vengono spesso giustificate come risposta a minacce, talvolta nucleari, o a veri e propri attacchi terroristici. Già sappiamo che invece dietro ad alcuni interventi si nascondono anche pretesti economici. Ma la questione basilare per cui queste invasioni persistono riguarda la sostanziale prepotenza occidentale nel considerare la propria libertà effettivamente legittima e più accettata rispetto a quella vissuta dai popoli iracheni, afghani o vietnamiti ad esempio.
Questa prepotenza non è stata mai sfatata, nessun governo occidentale si è mai posto il problema di pensare che la democrazia vissuta nel proprio paese non sia affatto adattabile ad un altro paese con caratteristiche politiche profondamente diverse. Molto spesso non si è per niente tenuto conto della volontà delle popolazioni locali, perché magari neanche ne si era al corrente. I governi occidentali si son schierati in prima linea contro il terrorismo internazionale, senza accorgersi che medesime forme di violenza sovversiva nascevano dentro i propri territori, come ricordano le stragi in Norvegia del 2011 e in Connecticut nel dicembre scorso dove rimasero uccise 28 persone.
Oltre al confronto tra i diversi sistemi di governo più o meno democratici, è necessario chiedersi quanto le libertà occidentali dal punto di vista dei diritti siano migliori rispetto a quelle degli altri Paesi. Prendendo come esempio la questione dei diritti delle donne, in alcuni paesi mediorientali esse hanno una posizione socialmente inferiore a quella maschile. Ma facendo un rapido raffronto, non si può dire che le donne occidentali vivano una situazione visibilmente migliore, dato che molto spesso sono trattate alla stregua di oggetti e sfruttate per la loro fisicità allo scopo di pubblicizzare un qualsiasi articolo, programma televisivo o sito web. Condannando le lapidazioni nei paesi islamici, è fondamentale ricordarsi del femminicidio e delle persecuzioni che le donne occidentali son costrette a subire nei nostri paesi.
In conclusione da un confronto tra le libertà occidentali e orientali, nessuna delle due può dirsi migliore rispetto a un’altra ed è proprio per questo motivo che non si può pensare di poter esportare la propria libertà sopra quella di un altro paese, dato che, come abbiamo visto, non viene accettata da quella determinata popolazione. Bisognerebbe invece che l’evoluzione della libertà segua il proprio corso Stato per Stato, senza alcun tipo di esportazione. I recenti episodi nei paesi mediorientali, testimoniano che l’evoluzione dei sistemi di governo passa attraverso un processo che è lungo e tortuoso, come è stato quello di parecchi anni fa nei paesi occidentali.

Emanuele Pinna