Strage di Piazza Fontana: 44 anni senza una risposta

Sono passati 44 anni da quel giorno. La strage di Piazza Fontana resta una delle pagine più nere della storia d’Italia che ancora non ha trovato un colpevole certo. 
Alle 16:37 del 12 dicembre 1969 esplode una bomba nella sede della Banca nazionale dell’agricoltura a Milano, provocando la morte di 17 persone, ferendone 88. Poco dopo ne viene rinvenuta un’altra in Piazza della Scala, per fortuna inesplosa e fatta brillare successivamente (forse distruggendo alcune prove utili alle indagini). 
Poco prima delle 17 un terzo ordigno ferisce 13 persone a Roma, nel passaggio sotterraneo che collega l’entrata di Via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di Via San Basilio. Altre due bombe scoppiano ancora nella capitale, una davanti all’Altare della Patria e l’altra a due passi dal Museo Centrale del Risorgimento. 
Ai funerali delle vittime del 15 dicembre 1969 – Nella foto Sandro Pertini (terzo da sinistra)
La folla ai funerali delle vittime nel Duomo di Milano
Quanti i sospettati che sono stati arrestati per essere poi rilasciati, quante volte è sembrato di arrivare ad una verità per poi non giungere mai a niente. Quante interpretazioni sono state date ad un attentato che inevitabilmente ha assunto sempre più le sembianze di un attacco alle istituzioni. Quante persone aspettano tutt’ora una risposta. Tra accuse a gruppi anarchici, a esponenti di circoli di estrema destra, tra inchieste e contro-inchieste abbiamo perso l’orientamento. 
Quarantaquattro anni di indagini, processi e attese. Solo assoluzioni e prescrizioni si sono susseguite nel tempo, ma nessuna condanna vera; tranne che per alcuni esponenti dei servizi segreti accusati di depistaggio. Dopodiché silenzio, nessuna risposta; nessun colpevole. La verità non è ancora arrivata. 
Per quanto tempo ancora si dovrà consumare inchiostro sui giornali prima di poter scrivere “caso risolto”? 
Francesco Bonistalli