Book bar: quando la lettura diventa un’esperienza tutta da vivere

Chi avrebbe mai immaginato che sfogliare un libro sorseggiando un caffè o un cappuccino sarebbe diventata addirittura una tendenza?! La stessa che arriva direttamente da New York, culla dei book bar, i “loci amoeni” dei nostri tempi (Library Cafè, nel cuore della Grande Mela è il primo caffè con libreria aperto al pubblico), per poi diffondersi rapidamente in Europa, in Inghilterra ed ora anche in Italia.

Se nei caffè letterari e nei salotti culturali di illuministica memoria letterati, intellettuali, filosofi si incontravano per discutere, confrontarsi e scambiarsi piacevolmente idee ed opinioni, i book bar offrono, oggi, la possibilità di vivere l’esperienza della lettura in una dimensione nuova – insolita, se vogliamo – all’insegna di una quotidianità che si tinge di intimità ma, nello stesso tempo, di familiarità: chi entra in un book bar, infatti, è spesso spinto dalla voglia di rilassarsi leggendo un buon libro, ma anche dalla curiosità di condividere qualcosa in più, spezzando per un attimo la monotonia quotidiana. D’altro canto, la cultura è in primis tutto ciò: apertura, reciprocità, confronto, condivisione.

E l’Italia, paese che per innata tradizione pulsa di Cultura, non resiste alla tentazione dei book bar, che vale la pena visitare da Nord a Sud: Roma è la città che di sicuro può vantarne vari e ragguardevoli esempi (ne basti uno su tutti: il Caffè Letterario su Via Ostiense), ma anche Milano (con il sofisticato Caffè degli Atellani) e Torino (con il Mood) non deludono le aspettative. Cambiano le mode, cambiano le prospettive, cambiano le chiavi di interpretazione della realtà che ci circonda e cambia, quindi, anche il modo di leggere e di fare e trasmettere cultura.
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Monica Lek e i suoi strambi vicini di casa a New York

Nella Grande Mela nessuno fa mai caso agli altri, tutti attraversano le strade velocemente, assorti nei loro pensieri, nei problemi quotidiani, o si recano freneticamente a lavoro. Nessuno fa caso a come sei vestito, nessuno ti nota nemmeno se esci di casa in pigiama o vestito da babbo natale in piena estate; tutti tranne Monica Lek.
Monica è una fotografa giovanissima, è nata a Barcellona, quando si è trasferita a New York è rimasta incantata dalla multietnicità e dall’estrosità di questa metropoli. Monica, in una recente intervista per El Paìs, ha dichiarato che New york è una città alla quale non importa nulla dei suoi abitanti ma che permette loro di vivere una vita diversa ogni giorno. La Lek ha deciso così di immortalare i suoi “vicini di casa”: ha girato New York alla ricerca delle personalità più eccentriche in un reportage assolutamente variopinto e divertente chiamato per l’appunto “My Neighbours” (beata te Monica, i miei vicini di casa invece non fanno che ascoltare musica neomelodica tutto il giorno).
Consuelo Renzetti