Fat Flag: modelli col corpo dipinto coi colori delle bandiere che mangiano il corrispettivo cibo nazionale

La prima cosa che viene in mente quando si vede la bandiera americana? Libertà, la Statua della Libertà! O forse anche un grosso hamburger, ed è quest’ultimo tipo di associazione ad essere stato utilizzato dal fotografo francese Jonathan Icher nella sua serie fotografica intitolata “Fat Flag“.
La Make-up artist Anastasia Parquet oltre a “pitturare” il corpo dei modelli aiutò Icher a scegliere le cinque nazionalità da rappresentare nel suo progetto. La Francia è rappresentata da un giovane che mangia un croissant, una ragazza Giapponese mangia sushi, ovviamente l’Italia è rappresentata da una ragazza che mangia spaghetti, un uomo dipinto coi colori della bandiera Americana è pronto a ingoiare un hamburger e una ragazza mangia un uovo fritto per rappresentare la tipica colazione all’Inglese.

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L’arte del riciclo degli attori in Doctor Who

Quante volte, mentre guardavate un film o un telefilm, avete pensato “ma io quello/a l’ho già visto/a…” o “ma quello non è Albus Silente/Merlino/il detective antipatico di Sherlock?”.
È normale, chiaramente, che ci sia un “riciclo” degli attori, non sono mica infiniti, ma quando si cominciano a guardare film e serie tv prodotte in Gran Bretagna, questa cosa diventa più che mai evidente, soprattutto se si parla di telefilm che vanno in onda da anni. Ormai “L’Inghilterra ha solo dodici attori” è la battuta che i fan propongono a chiunque ancora se ne stupisca e, certe volte, ci si chiede se non sia davvero così.
L’esempio più lampante è Doctor Who, che dura da 50 anni, i cui ricicli sono così tanti che si è cominciato a riciclare gli attori addirittura dalla stessa serie. Il problema non si pone fintantoché viene in qualche modo mascherato il riutilizzo o l’attore, ma in certi casi ci si ritrova davanti ad una cosa così palese che ci si chiede se ci abbiano almeno provato a trovare qualcun altro. Il più recente ed eclatante è sicuramente quello di Peter Capaldi che è stato scelto come Dodicesimo Dottore, ma che, in realtà, aveva già fatto parte del telefilm nel ruolo secondario di Caecilius, un padre di famiglia di Pompei, e che, inoltre, è apparso in diversi episodi di Torchwood, uno spin-off della serie, nei panni di John Frobisher, un Segretario del Ministero degli Interni inglese. Anche se non ci fossero le varie wikipedia a dircelo, sarebbe difficile non notare che il volto di quest’uomo è familiare, e la continuità è un oggetto chiave in questa serie, perciò ci si aspetta una bella spiegazione per questo, come per Adeola, la cugina della companion Martha Jones che lavorava come tecnico per l’Organizzazione Segreta Governativa di Torchwood, ma anche lei interpretata da Freema Agyeman, o la “molteplicità genetica spaziale” che ha permesso a Gwen Cooper, un’agente del Torchwood, di essere interpretata da Eve Myles, che aveva precedentemente impersonato Gwyneth, una cameriera di Cardiff incontrata dal Nono Dottore, che si scopre, quindi, essere una sua antenata. Ci si aspetta una spiegazione, ma è possibile che questa non arrivi, proprio come nel caso di un altro riciclo ‘importante’, quello di Karen Gillan, che è stata “promossa” da sibilla veggente di Pompei ad Amy Pond, companion dell’Undicesimo Dottore.
Questi riutilizzi, comunque, non risparmiano nessuno, dato che persino lo sceneggiatore Mark Gatiss è stato riciclato come attore in un paio di puntate, in una era il “cattivo di turno”, il Professor Lazarus, che trova un modo per tornare giovane, ma poi diventa un mostro, e in un’altra, anche se pieno di protesi, era Gantok, un agente del Silenzio, che prima aiuta il Dottore, poi lo tradisce (anche se fallisce e muore). Anche altri attori hanno “sfruttato” le protesi per apparire più volte, come l’attrice Chipo Chung, che è stata sia Chantho, l’aliena dell’anno 100 trilioni, sia la veggente che inganna Donna Noble sul pianeta Shan Shen per creare un Universo parallelo senza il Dottore; oppure Adjoa Andoh, che era Francine Jones, la madre di Martha, che aveva precedentemente assunto le sembianze di una donna gatto, Sorella Jatt, una delle infermiere dell’Ospedale di New New York.
I ricicli migliori, comunque, sono quelli fatti con quegli attori che prima hanno fatto parte della Vecchia Serie, poi sono apparsi anche nella Nuova, meno riconoscibili dato l’inevitabile invecchiamento. Sono davvero parecchi, ma alcuni sono, ad esempio, Geoffrey Palmer, apparso in ben due ruoli diversi nella vecchia serie, quello di Edward Masters, un Sotto Segretario del Ministero della Difesa durante la settima stagione con il Terzo Dottore, e quello di Amministratore di Solos (una sorta di colonia umana) nella nona, sempre con il Terzo, e poi apparso anche nella nuova serie, nello speciale di Natale della quarta stagione, in cui interpreta il Capitano Hardaker sul Titanic (una nave da crociera spaziale); oppure c’è Lynda Baron, che in New Who conosciamo come Val, la commessa dei grandi magazzini della sesta stagione, e che aveva interpretato in Classic Who il Capitano Wrack, un’aliena apparsa nella ventesima stagione con il Quinto Dottore; o anche Clive Swift, che ha interpretato Jobel, il capo imbalsamatore di un’impresa di pompe funebri sul pianeta Necros, nella ventiduesima stagione classica, e il Signor Copper, un uomo che si finge diplomato in “Terranomia” che lavora anch’egli sul Titanic della nuova quarta stagione; anche Bernard Cribbins, il simpatico Wilfred Mott, nonno della companion Donna Noble ed edicolante che incontra il Decimo Dottore quando scende sulla Terra durante lo Speciale di Natale della quarta, era nel film “Daleks’ Invasion Earth 2150 A.D.” (un film basato su Doctor Who) nei panni di Tom Campbell, un poliziotto umano del ventesimo secolo che entra per sbaglio nella TARDIS di uno scienziato umano di nome Dr. Who e ne diventa companion in un viaggio nel futuro.

Tutto sommato, comunque, non tutti i ricicli sono facili da notare, soprattutto perché, spesso, vengono mascherati abbastanza bene, come già detto, con cose tipo protesi o età che avanza, perciò, alla fine, è stato fatto un buon lavoro, che ha aiutato anche il funzionamento della serie grazie alla semplificazione della ricerca degli attori che, avendo già lavorato nel telefilm, sapevano già come funzionano le cose. Viene perciò da dire che, se il riciclo fosse un tipo di arte, l’Inghilterra sarebbe come Firenze e per Doctor Who starebbero lavorando fra i migliori Maestri di sempre.

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San Giuda, la ‘Tempesta del Secolo’ piega l’Europa Continentale

Con venti fino a 130 km/h la tempesta di San Giuda, così ribattezzata per la ricorrenza del patrono delle cause perse, sta mettendo in ginocchio Gran Bretagna, Francia e Olanda, facendo registrare già le prime vittime. Nel sud dell’Inghilterra una ragazzina di 17 anni e un uomo di 50 sono stati colpiti a morte da due tronchi d’albero scagliati ad inaudita velocità dalle raffiche; la stessa situazione si è verificata nel centro di Amsterdam dove, con venti superiori ai 120 km/h, una donna è rimasta uccisa a causa di un ramo, portando a 5 il numero complessivo delle vittime.

Bilancio che, tuttavia, è destinato a salire, data la difficoltà a coordinare i soccorsi: solo nel Regno Unito circa 220.000 persone si trovano da ieri senza elettricità e l’aeroporto di Heathrow ha registrato la cancellazione di oltre 130 voli nella giornata di oggi. Emblematica, inoltre, la vicenda occorsa oggi a Downing Street, residenza del premier Cameron, sulla quale si è abbattuta, fortunatamente senza danni, una gru proprio nel momento in cui il primo cittadino “twittawa” per rassicurare la popolazione.

San Giuda sta facendo sentire i suoi effetti fino alle Fiandre e ha causato un morto anche in Germania, e continuerà a terrorizzare l’Europa almeno fino a lunedì. “La peggiore tempesta dal 1987” l’hanno definita le autorità britanniche, in pieno accordo con la comunità metereologica internazionale che ha classificato San Giuda al terzo livello di pericolosità su 4, non escludendo di alzare il livello di allerta nelle prossime ore. Di certo, dopo questa tempesta, i cicloni d’Oltreoceano non sembreranno più una minaccia lontana.
Roberto Saglimbeni

Disturbato dal vicino durante una partita alla Xbox360, gli morde i gioielli di famiglia!

L’incriminato “morsicatore” seriale.
Cosa fareste se il vostro vicino di casa, infastidito dai rumori provocati dal vostro televisore, vi chiedesse gentilmente di abbassare il volume?
Il quarantunenne Jason Martin, precedentemente immerso in una sessione di gaming notturna su Xbox 360, si è recato fuori dall’uscio e ha morso “come fossero sandwich” il pene e i testicoli di colui che lo ha richiamato.
Alla vittima, Richard Henderson, sono stati applicati diversi punti di sutura sulla ferita che, a suo dire, gli ha procurato il dolore più acuto mai sperimentato prima.
La corte di Canterbury ha condannato l’aggressore, arrestato con ancora del sangue sulle labbra, a ben sette anni di reclusione, rimarcando più volte l’inutile brutalità del gesto e il grave danno fisico/morale subito dal malcapitato.
Il giudice ha, peraltro, aggiunto un ulteriore anno di pena per guida pericolosa.
Morale: attenti ai gioielli di famiglia quando discutete con simili gamer!

Royal Baby, notizia che sa di Ancien Regìme. Perchè tanto interesse?

Noi crediamo che queste verità siano evidenti, che tutti gli uomini siano stati creati uguali, che siano stati dotati dal loro Creatore di alcuni inalienabili diritti, e che tra questi ci siano la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità

Così recita la Costituzione degli Stati Uniti d’America nel suo apice di liberalità giusnaturalista. E non è difficile capire perchè i rivoluzionari delle Tredici Colonie abbiano deciso, più di 200 anni fa, di staccarsi dalla madrepatria britannica, dove la nascita di un bambino, benchè figlio della famiglia reale, sembra aver scatenato il giubilo più sfrenato. Crisi? Incidenti? Guerre? Carestie? Problemi sociali? Tutto dimenticato: la Gran Bretagna è diventato di colpo lo Stato più felice del mondo, in cui persino le forze armate sfilano sorridenti in onore del bambino, in cui si sparano 103 colpi di cannone, in cui si illumina Trafalgar Square di azzurro per il Royal Baby. Una mobilitazione del genere per un neonato non si vedeva dai tempi di Cristo…

Non si tratta di denigrare la casata, la notizia, l’evento in sè e per sè: la monarchia britannica è sempre e comunque un’istituzione importante a livello mondiale, e la nascita di un erede conferisce ancor più stabilità a una struttura che, seppur in vesti regali, è da sempre faro della storia europea,  Ma ci sembra ingiusto che, in un mondo sempre più sbilanciato, afflitto da problemi di una gravità inaudita, in cui bambini non royal muoiono di fame ogni giorno, l’attenzione dei media sia concentrata, ormai da più di due settimane, su un parto come ce ne sono milioni; che si debba sapere ogni dettaglio, peso, nome, colore, forma, dimensione di un bambino che, appena nato, è già Principe di Cambridge; che la curiosità morbosa della borghesia da ombrellone costringa chi fa del giornalismo il suo mestiere a parlare di pannolini regali e non del nostro futuro.

Non vogliamo fare demagogia spicciola, da bar; nostro unico obbiettivo è far riflettere voi lettori, ammorbati da un torrente di notizie sul Royal Baby, l’unico neonato con più news che giorni di vita. Ci sembra che l’atteggiamento della folla, assiepata sotto la clinica in cui Kate ha partorito, sia un salto indietro della civiltà di 2-300 anni, pre Rivoluzione Francese: plebe in piazza, regnanti sul balcone, nasi all’insù a guardare un piccolo principe, odiato e invidiato ancor prima di aver preso coscienza di essere al mondo. E, lungi dal voler ghigliottinare il piccolo Royal Baby, non vogliamo un nuovo 1789 per spiegare alla gente che i problemi sono ben altri, sopratutto in una fase così critica.

Roberto Saglimbeni