Servizi Sociali, è caccia a… Berlusconi

Silvio Berlusconi ha tempo fino a Ottobre per decidere tra i domiciliari e i servizi sociali, ma nel caso in cui optasse per la seconda non gli mancherebbero di certo le alternative. Sono infatti tantissime le offerte che stanno giungendo in queste ore con ogni mezzo (e addirittura all’avvocato Ghedini) per assicurarsi le prestazioni dell’ex premier nell’anno di condanna non coperto da indulto. Ultimo in ordine di tempo Mario Capanna, ex leader del movimento ’68, che ha invitato il Cavaliere a lavorare alla Fondazione Diritti Genetici: “Tra condannati (per reati durante le lotte studentesche, ndr) ci intendiamo, e sarebbe meglio che passare un anno chiuso in una delle sue stupende ville. Non è una boutade, la mia è un’offerta seria.”

Ma Capanna non è l’unico ad aver fatto la “folle” offerta: non si contano infatti i vescovi e i prelati che spingono per avere Berlusconi: da Don Mazzi ai più polemici parroci di provincia, che propongono “un bel programmino di servizi sociali, per far vedere come vive una famiglia che non arriva a fine mese, un tossicodipendente, una prostituta”. E c’è anche chi punta sul Cavallo di Arcore per rilanciare il proprio comune: Abano Terme ha inoltrato una richiesta ufficiale per far sì che la figura del buon Silvio serva a rilanciare il complesso termale, in declino per colpa della crisi. E, come a dire che al comico non c’è mai fine, ci si mette pure un’associazione di Clown e una di dog sitter. Povero Berlusconi, verrebbe da dire… o forse no?
Roberto Saglimbeni
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