Una stanza trasformata in 14 diversi paesaggi fantasy davvero surreali

Jee Young Lee è una giovane artista Sud-Coreana capace di ricreare scenari surreali e fantastici senza la manipolazione digitale di Photoshop.
Prendendo ispirazione da fiabe coreane, ricordi d’infanzia o da esperienze di vita personale, questa straordinaria fotografa ricrea, nel suo piccolo studio, immaginari fantastici e inquietanti. 

Birthday”

Broken Heart”
L’artista impiega settimane o, addirittura, dei mesi per esprimere e ricreare scenograficamente le atmosfere che ha in mente: con una minuzia infinita e straordinaria pazienza ogni particolare è curato nei minimi dettagli, in modo da escludere qualsiasi alterazione fotografica.

“Black Birds”

Food Chain”
Soggetto di questi mondi immaginari è l’artista stessa,presente in tutte le scenografie, ma senza mai guardare verso l’obiettivo della macchina fotografica, in quanto assorta in una ricerca di se stessa e della propria identità, dei suoi desideri e dei suoi stati d’animo. Il suo immaginario è una catarsi che le permette di accettare la repressione sociale e le frustrazioni. I periodi richiesti per ricreare i set le danno il tempo necessario per riflettere sulle cause dei suoi conflitti interiori e, quindi, di esorcizzarli; una volta sperimenti questi pensieri, diventano essi stessi presagi di speranza.

“Stage of Mind” è il risultato mozzafiato nato dalle sue riflessioni e visioni. 

Panic Room”

“Last Supper”

“I’ll Be Back”

“Maiden Voyage”

My Chemical Romance”

“Resurrection”
Nightscape”

Nightmare”

The Little Match Girl”

Treasure Hunt”

Jeju Loveland: dove le statue praticano il kamasutra

Jeju Loveland (제주러브랜드) (conosciuto anche semplicemente come Love Land: Terra dell’Amore) è un parco tematico asiatico all’aperto contenete numerose sculture. La struttura, nata nel 2004, è situata sull’isola di Jeju nella Corea del Sud (che per la sua bellezza meriterebbe un articolo fotografico dedicato) ed è dedicata al tema della sessualità.

Una panoramica dell’isola di Jeju
I visitatori possono infatti visionare dei video sull’educazione sessuale e contemplare le 140 statue raffiguranti degli individui in diverse pratiche e posizioni. Altri elementi di rilievo sono delle enormi riproduzioni in pietra di organi sessuali, maschili e femminili, accompagnati da sculture a forma di mano che mimino delle pratiche di autoerotismo. Il sito del parco definisce lo stesso come “un luogo dove l’arte orientata all’amore incontra l’erotismo”.
Se vi state chiedendo il perché di questo quantomeno bizzarro parco tematico o del perché sia stata scelta questa location eccovi un po’ di storia. Dopo la guerra di Corea l’isola di Jeju divenne, anche grazie al suo clima caldo, una popolare meta per le lune di miele delle coppie di sposini coreani. Molte di queste coppie derivavano da matrimoni combinati dai familiari degli stessi sposi e ben presto l’isola divenne anche un centro per l’educazione sessuale.

A detta di Simon Winchester, giornalista e reporter di viaggio della rivista tedesca Der Spiegel, che visitò il posto nei tardi anni 80, alcuni membri dello staff alberghiero fungevano da “rompi-ghiaccio” professionisti, al fine, per l’appunto, di aiutare le coppie di neo-coniugi ad entrare in confidenza, e la sera le stesse strutture offrivano programmi di intrattenimento caratterizzati dalla presenza di elementi erotici allo scopo di generare intimità.
Nel 2002 i laureati alla Hongik University di Seoul iniziarono a creare sculture per il parco, che aprì infine il 16 novembre 2004. Abbracciando un’area estesa quanto due campi da calcio, tutte le sculture possono essere fruite nel giro di circa un’ora, e, a rotazione mensile, vengono esposti lavori di diversi artisti coreani. Tale apertura alla sessualità non preoccupi, però, i più attenti; è infatti necessario aver compiuto i 19 anni per visitare il parco e, per i genitori che volessero visitarlo coi bambini, è stata pensata un’area separata dedicata ad accogliere i minori mentre gli adulti effettuano il proprio giro.

Ed ora una breve carrellata di immagini: