Italy in a Day: Un giorno da Italiani di Gabriele Salvatores

<> recita il sottotitolo della nuova iniziativa lanciata dal regista Gabriele Salvatores, premio Oscar come miglior film straniero per Mediterraneo nel 1991 e candidato nuovamente agli Oscar nel 2003 con il film Io non ho paura.

Italy in a Day, questo il titolo del progetto sostenuto da RaiCinema, Indiana e Scott Free, è un tentativo di film collettivo e allo stesso tempo documentario che prende spunto da Life in a Day, film girato il 24 luglio 2010 su iniziativa di YouTube e definito come il primo Social Movie della storia.

Nelle 24 ore di sabato 26 ottobre infatti ciascun italiano poteva filmare qualsiasi cosa, prendendo magari spunto e suggestioni dalle domande proposte nel sito dello stesso progetto: Che cosa ami? Di che cosa hai paura? In cosa credi? Quale è la tua Italia? Al termine del tempo disponibile per gli improvvisati registi di caricare i video registrati mancano ormai solo 11 giorni, dopo i quali Tornatore visionerà il materiale ricevuto e cercherà di assemblare il tutto in un’unica pellicola, <>. Del resto già Andy Warhol non negava a nessuno la possibilità di essere ripreso e diventare famoso per almeno 15 minuti della propria vita, in una società sempre più massmediatica e visuale.

Questa infatti la promessa che lo stesso Salvatores rivolge ai partecipanti: “entrerai anche tu nella storia del cinema italiano“. L’esperimento dimostra come ormai la narrazione abbia di gran lunga superato i confini delle pagine dei libri per investire tutti i campi dell’arte: si vuole raccontare e mostrare, ma per essere ascoltati bisogna cercare delle strade nuove e alternative che coinvolgano in prima persona l’ascoltatore, che riveste sempre più una funzione attiva e che pretende di avere in quanto tale dei diritti da far valere nei confronti di un artista che ormai non ha più alcun potere o qualifica che possa porlo al di sopra di colui che fruisce delle sue opere artistiche. 

Lucia Piemontesi
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