The Wolf Among Us: nuovo possibile capolavoro dei Telltale? – Recensione Videogame

Nel corso degli anni le avventure grafiche hanno subito una progressiva mutazione che le ha da un lato alleggerite e dall’altro spettacolarizzate. Un chiaro esempio è The Walking Dead, uscito nel 2012, che ha ipnotizzato milioni di fan della serie con uno stile narrativo a dir poco eccelso e un gameplay ben congegnato.

Dagli stessi creatori del sopracitato nasce The Wolf Among Us, opera videoludica ad episodi tratta dalle Fables di Bill Willingham, che si configura come prequel delle storie narrate nei fumetti e che promette di appassionare un nutrito pubblico di fan e profani.
L’accattivante cover digitale del gioco.

Trattandosi di un’opera Telltale non si può che riporvi fiducia, visto il palmares dello studio di produzione, ma è chiaro che bisognerà attendere l’uscita di tutti i capitoli della trama per fornire un giudizio completo ed esauriente.
Il racconto segue le vicende di Bigby Wolf, lo “sceriffo” di un quartiere a dir poco malfamato di New York in cui gli abitanti del mondo delle fiabe sono stati costretti a trasferirsi per motivazioni ancora non note; l’incarico del nostro lupo solitario è quello di tenere d’occhio e proteggere la turbolenta micropopolazione fiabesca celata, più o meno bene, sotto umane spoglie.

I problemi iniziano a fioccare dopo il rinvenimento di un cadavere che lascia presagire la presenza di un serial killer all’interno della piccola comunità e lancia Bigby in un vortice di situazioni estremamente rischiose. Il tono narrativo mi è sembrato dark al punto giusto, con più di una connotazione horror e splatter ed alcuni espedienti che rendono impossibile il non-paragone ad un romanzo giallo. 
Il giocatore sarà chiamato ad esaminare attentamente le scene dei crimini alla ricerca di indizi e prove che potrebbero confermare o demolire le sue teorie; in questo senso il titolo mostra di saper offrire una certa libertà, disseminando risposte e scelte a tempo spesso alquanto impegnative che creeranno una miriade di interrogativi e incertezze nella mente e nella coscienza del player.
Il protagonista in compagnia del coinquilino.
I Telltale hanno lasciato trasparire una rinnovata passione per il macabro e la penombra anche psicologica all’interno dei personaggi che appaiono vivi e realistici, con atteggiamenti al di fuori da ogni cliché e stereotipo e anzi a ruoli invertiti rispetto ai loro corrispondenti alter ego del mondo da cui provengono, dimostrando ancora una volta di possedere delle notevoli capacità di storytelling.

Bigby, dal canto suo, è un uomo misterioso, cupo e apparentemente scontroso che in fin dei conti, però, viene bistrattato da un sistema marcio volto solo al mero guadagno e al mantenimento dello status quo: un contesto quanto mai vivido e attuale.

Terminato il primo episodio, dunque, attendo impazientemente il rilascio del secondo con in mente lo scioccante finale che apre molteplici strade e più quesiti che mai, sperando in un ritmo più serrato e coinvolgente durante le investigazioni e in un ritmo narrativo che sappia valorizzare e sviluppare al meglio quanto già mostrato.
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