News Anime e Manga 09\12\13 – 15\12\13

– Belle notizie per i fan di Holly e Benji, difatti è stato annunciato che a breve Yohichi Takahashi inizierà un nuovo manga su Captain Tsubasa (il nome originale dell’opera), chiamato Captain Tsubasa: rising sub, previsto in Giappone per il 28 Dicembre; ovviamente avremo sempre come protagonista il nostro Holly, che avrà come obiettivo di arrivare alle olimpiadi. La serie originale finì nel 1988 e ovviamente ebbe un anime che tutti noi ragazzi conosciamo benissimo. Ansiosi di sapere cosa verrà proposto di nuovo.
Mangaka-san to Assistant-san to (The Comic Artist and his assistants) ha avuto da poco l’ufficialità dell’uscita di un anime. Il manga è fermo al decimo volume, ma Hiroyuki sta già lavorando al suo sequel.
– Il videogame per PSP, il simulatore per appuntamenti (indirizzato ad un pubblico prettamente femminile) Kamigami no Asobi do otome sarà trasposto in anime.
– Da poco annunciata la seconda serie di Maken-Ki!, serie ecchi del 2011, l’opera debutterà il 15 Gennaio prossimo.
– Per il prossimo 21 Dicembre, al Jump Festa, ci sarà un importante annuncio per quanto riguarda Digimon. La famosissima serie pare che abbia un nuovo progetto di cui al momento si sa ben poco, ricordiamo che questo è stato anche il suo quindicesimo anniversario.
Tsutomu Satou Mahoka Koko no Rettosei (The irregular at magic high school) avrà un anime dal prossimo Aprile. La light novel ha avuto un enorme successo, risultando la terza con maggiori vendite quest’anno, con più di 3 milioni di copie stampate.
– La light novel di Shiden Kanzaki,  Black Bullet avrà un anime per l’Aprile del prossimo anno; dal 2012 esiste anche una versione manga di quest’opera.
– Novità interessante anche per i tanti fan italiani di Yu-gi-oh!, difatti è stata annunciata la quinta serie della saga, che si chiamerà Yu-gi-oh! Arc V. Allegata l’immagine del nuovo protagonista, ma per altre informazioni dovremo aspettare i prossimi numeri di Shonen e V Jump.
– Annunciata da pochi giorni la terza serie per Senki Zesshou Symphogear, altri dettagli per ora non sono noti.
– Il manga di grande successo Space Brothers avrà un film animato la prossima estate. Solamente uno dei tanti successi e traguardi per questa serie.
– Fuji TV, nel suo blocco di seconda serata dedicato ad un pubblico aulto, “ospiterà” da Aprile l’anime della light novel  Ryugajo Nanana no Maizoukin (Il tesoro sepolto di Nanana).
– Impossibile non parlare spesso dello Studio Ghibli, che torna immediatamente su queste pagine per darci una bellissima notizia, infatti è stato già annunciato il loro prossimo lavoro, ovvero: Omoide no Marnie.
Questa nuova opera prende spunto da un racconto inglese del 1967 When Marnie Was There. La direzione è affidata a Hiromasa Yonebayashi, già ammirato per Arietty – Il mondo segreto sotto il pavimento.
Da sottolineare che il racconto originale fu inserito dal maestro Miyazaki nella lista dei 50 racconti consigliati per l’infanzia.
Omoide no Marnie
– Annunciato un musical per Death Note! Con inizio nel 2015 con date in Giappone e Korea del Sud.
Il compositore americano Frank Wildhorn e Nathalie Cole avranno l’arduo compito di comporre la musica, Tamiya Kuriyama sarà la direttrice, Jack Murphy scriverà i testi e Ivan Menchell il copione. Gli altri membri del cast devono ancora essere annunciati.
– L’amatissimo Keroro sarà il protagonista di una nuova serie tutta sua, animata in flash, che seguirà le orme del precedente Keroro Gunso, che tanto successo ha avuto in passato.
– Il manga di Mari Matsuzawa: Imoto no Yosu Ga chotto Okaishiin Da Ga (La mia sorellina si sta comportando in modo strano, ma…) sta raccogliendo sempre più successo, oltre l’annuncio di un anime ci sarà anche un film per il cinema programmato per la prossima Primavera.
– Il 4 Gennaio sarà anche l’inizio per la seconda stagione di Seitokai Yakuindomo. La prima serie ha avuto 13 episodi ed è andata in onda nel 2010.
– Il 2014 sarà un anno importantissimo per tutti i fan di Sengoku Musou (Samurai Warrior): essendo il suo decennale ci sarà spazio per tantissime iniziative per il suo franchise; già si prospetta un adattamento per la televisione (non si sa se una serie anime o uno special) e il 6 Febbraio uscirà un’antepima del manga che lo vedrà protagonista.
– Il 19 Luglio ci sarà il nuovo film della serie Pokémon X e Y, che prenderà il nome di Hakai no Mayu (Pokémon X\Y: il bozzolo della distruzione).
Il film sarà fedele ai videogames e troveremo infatti le varie megaevoluzioni, come possiamo vedere in questa immagine promozionale del film.
Alex Ziro

Vergini e inesperti del sesso? Ci pensa Young Cherry Comic!

Il Giappone è un paese in declino dal punto di vista dell’attività sessuale (intesa come quella praticata). Un recente sondaggio condotto dall’Istituto Nazionale della Popolazione è giunto alla conclusione – non senza una buona dose di preoccupazione – che una fetta decisamente ampia di uomini, è ancora vergine. Tradotto in cifre: l’ indagine ha rilevato che il 68,5 per cento dei ragazzi di 18-19 anni, il 40,5 per cento dei giovani di 20-24 anni e il 25,1 per cento de 25-29enni giapponesi, è ancora vergine. E’ l’esercito dei “sexless”, coloro che non hanno ancora avuto una esperienza sessuale. Così, sulla base di queste informazioni, che cos’ha pensato di fare un vecchio editore di manga, oltre a reinventare la propria immagine e a rilanciarsi sul mercato? Pubblicare una nuova rivista apertamente sessuale e, almeno apparentemente, fatta su misura per soddisfare questa fascia di pubblico.
La nuova rivista si chiama Young Cherry Comic ed è uscita per la prima volta nel maggio di quest’anno. Secondo il suo redattore-capo , la maggior parte dei giovani non compra giornaletti manga ma tende, semmai, a leggerli in negozio e a lasciarli lì, sullo scaffale. Dal momento che l’obiettivo primario per le vendite manga è la fetta dei 30-40enni, l’intento di Cherry è esattamente quello di invogliare adolescenti e ventenni all’acquisto di una rivista a loro dedicata. La rivista raccoglie storie (molto) porno softcore. Secondo le impressioni di un giornalista di Yahoo!Giappone, mentre il materiale è apertamente sessuale e piuttosto spinto, la scelta redazionale è stata quella di non mostrare in maniera esplicita e gratuita e dunque di evitare di proporre qualcosa che potrebbe far rabbrividire i giovani lettori vergini e urtare la loro sensibilità.

L’editore ricorda che il fattore guida dietro la vendita manga – e dunque l’interesse maggiore di Cherry – è la narrazione, che deve essere coinvolgente, e la creazione di personaggi e situazioni che possano rivelarsi avvincenti e appassionanti. Cherry, e il suo editore, sembra stiano tendendo ad un equilibrio tra estetica e sessualità. Obiettivo raggiunto? Se l’intenzione è quella di vendere la rivista e di “spacciarla” per un prodotto dedicato a uomini “inesperti”, una piacevole (in tutti i sensi) lettura per risvegliare istinti sopiti ed incentivare ad essere più decisi e propositivi con l’altro sesso, non si rischierà invece di ottenere l’effetto esattamente opposto?

Adolescenti e Manga: breve viaggio tutto italiano!

Articolo da non prendere troppo sul serio; ovviamente il concetto è serio, però viene sdrammatizzato il più possibile.
Vi ricordate il vostro primo manga? Il mio fu ai tempi delle elementari, un volume di Hokuto no Ken (Ken il Guerriero), l’anime lo amavo alla follia, così come amavo i classici per i bambini degli anni ’90: Dragon Ball (che fu il mio secondo manga), Saint Seiya (I Cavalieri dello Zodiaco), i Time Bokam (Yattaman e Calendar Man su tutti), Tiger Man, Holly e Benji o anche la roba che trasmetteva MTV, come Excel Saga, Trigun o Cowboy Bebop. Bei tempi di un’infanzia che, più o meno tutti, abbiamo vissuto allo stesso modo.
I nostri genitori e moltissimi adulti, rivolgendosi a noi bambini, definivano queste passioni delle frivolezze che avremmo dovuto accantonare crescendo; i più allarmisti invece credevano che questa dose di violenza ci avrebbe corrotto e resi pericolosi. Pausa risate.
Molti validi condottieri li abbiamo persi per strada, altri non riuscirono ad andare oltre Goku e Holly e lasciarono la nostra causa… ma altri sono cresciuti e sono entrati nell’adolescenza fieri di questo amore. 
Questa, per moltissimi, è stata l’età di Naruto e One Piece; moltissimi hanno fatto di Death Note la loro religione, mentre già alcuni si spostavano dalla massa cercando le serie subbate (audio giapponese e sottotitoli in italiano), altri ancora si son spinti verso le scan (file di immagini presi dal manga). 
 Si cominciano a delineare due atteggiamenti ben differenti nel fan adolescente:
– Da un lato abbiamo i super intenditori: coloro che grazie ad internet hanno recuperato milioni di serie, e che credono di aver abbastanza potere mentale e psicofisico per poter giudicare ogni manga o anime; alcuni di loro si considerano i portatori sani dell’eredità letteraria giapponese. 
Tra di loro possiamo trovare sia chi dice “One Piece è ‘na commercialata assurda, doveva finire 492 capitoli fa!” ma anche quelli per cui “One Piece tocca le vette più alte della narrazione et animazione nipponica”. Chiunque rientri in questa categoria non ha veri e propri punti di contatto, è facile per loro toccare ogni scuola di pensiero, ma è anche vero che, finita l’adolescenza e le superiori, è più probabile trovare tra questi ragazzi i più grandi amanti dei manga.
– Dall’altro lato i sempliciotti che, possibilmente, vedono le stesse identiche cose degli altri, ma non gliene frega più di tanto di entrare in nessuna discussione, che magari hanno visto e rivisto Highschool of the dead ritenendolo una grandissima opera piena di contenuti, e che guardano i filler di Naruto col sorriso sul viso.
Una loro grande peculiarità è di essere maggiormente attratti, inversamente ai super intenditori, dalle serie più famose, evitando le scan o venerando quasi ogni serie stia avendo successo in quel momento.
Shingeki no Kyojin ci ha portato tantissimi esempi di ogni categoria, ma sicuramente quelli un po’ più sempliciotti si sono immediatamente fiondati a definirlo il più grande capolavoro mai esistito, come pochi anni fa con Gurren Lagann. 
Loro sono sicuramente più divertenti, possono diventare la più grande gioia di ogni rivenditore di manga, gadget eccetera, dato che cercheranno di acquistare ogni singolo oggetto che ritrae la loro serie preferita. 
Ma c’è un’ombra tetra che sorvola tutti noi, due oscuri figuri cercano di fare terrorismo intellettuale, usando degli approcci totalmente agli apposti. Sono gli estremi più totali delle due categorie: gli indie e i giappominavetecapito. 
Gli uni sono pronti a criticare qualsiasi lavoro abbia successo, non importa se la gente li ami, se vendano cifre da capogiro e in più vincano qualsiasi tipo di premio: no, fanno schifo! 
Una velocissima carrellata dei loro commenti preferiti: l’autore è un venduto, i personaggi femminili sono troppo erotici, il manga ha troppi combattimenti, il manga ha, ovviamente, pochi combattimenti, non viene fatta abbastanza retorica revanscista con picchi di leninismo integrato, ohibò!
Sono capaci di amare una serie finché essa non viene scoperta dal grande pubblico e, naturalmente, le serie doppiate in italiano fanno schifo a prescindere. 
Quanto amano dire “Baka” e “Kawaii”…
Ammetto che quest’ultimo è un punto che li accomuna con i giappomembromaschile: difatti vivono con ancora più passione una importantissima crociata personale contro tutto ciò che possa essere di italica fattura, però loro non lo fanno guidati dall’odio ma bensì per difendere la purezza di quel che amano.
Si immergono totalmente nella loro, personalissima, visione della cultura giapponese. Molti di loro (alt! Non tutti quelli che fanno questa cosa sono così pessimi, ma parecchi sì) creano account facebook con nome e cognome di un loro personaggio amato, si comportano come se fossero loro per poi entrare in conversazioni pornografiche con altre ragazzine che si son create un alter-ego simile. Non sto criticando, sto informando. 
Famosissimo il loro odio viscerale per chi osa paragonare i fumetti ai manga e gli anime ai cartoni animati, con alcuni picchi intellettuali del tipo: “i cartoni animati sono quelli che trasmette Italia 1, che sono fatti con disegni brutti e con trame brutte, con soli combattimenti… come Dragon Ball! Mentre gli anime sono più intelligenti e con disegni migliori, come Death Note!”. Problemi esistenziali gravissimi
Crescendo, il vero nemico per chi ama manga e anime, non è tanto la società: perché, ammettiamolo, dopo un po’ si fa il callo, e l’adolescenza rende più divertente fare il contrario di quello che l’adulto dice. Il vero problema sono i modi estremi con i quali i giappofili adolescenti italiani (un acronimo da non coniare) vivono la loro grande passione. 
Tornando seri, non credo sia un problema… del resto non è questo il bello? Vedere la loro passione, anche se a volte mal indirizzata, l’ardore col quale si commenta una determinata serie, rende la nostra comunità più viva e sicuramente più divertente. 
Siamo giovani, anche quelli più adulti sono giovanissimi dentro, e amiamo lasciarci trasportare follemente dalla fantasia; immaginarci con la nostra Zangetsu o magari dentro un Eva, però si finisce spesso a litigare su delle sottigliezze. Forse abbiamo paura che qualcuno, chiunque, possa ancora giudicare male il nostro amore, o forse, abituati a lottare da soli, non conosciamo il vero significato della parola “comunità”. Nonostante tutto l’importante è seguire tutto ciò che amiamo, alla fine saranno sempre di più i punti che ci uniscono rispetto quelli che ci dividono. 
Alex Ziro

La sessualità in Anime e Manga: la lezione di Nagai Go

Harenchi Gakuen (ハレンチ 学園, Shameless School) di Nagai Go, uscito come Manga nel 1968 e come Anime nel 1970, è considerato una sorta di pioniere in quanto ritenuto il primo manga erotico moderno e, per alcuni, il primo manga Hentai, una forma di espressione della fantasia sessuale e che permette l’uso completo dell’immaginazione. Nonostante Nagai non abbia mai fatto ricorso a situazioni sessuali esplicite, Shameless School fu, a suo tempo, etichettato come un manga scandaloso – un prodotto che, secondo gli standard odierni, apparirebbe come una serie molto innocente – . Go Nagai ha fortemente influenzato i fumetti giapponesi e l’animazione: ha introdotto il sesso, ha creato il primo robot gigante pilotato da un essere umano e ha anche contribuito a creare la prima “squadra” che riunisce robot.
Spaghetti Jane from Shameless School Vol. 9
Il suo lavoro è pieno di violenza e di riferimenti/commenti sulla religione, sulla guerra e sulla morale. Nagai ha spesso cavalcato il confine tra buon gusto e crudezza giovanile e, in effetti, ha realizzato alcuni dei fumetti più selvaggiamente divertente mai pubblicati. Non una delle sue opere è stata pubblicata in inglese e questo ha reso estremamente difficile esportare il suo lavoro al di fuori del Giappone. Fino a quel momento, il manga giapponese è stato relativamente “casto”: le cose sono presto cambiate dopo che questa “leggenda del manga”, ha radicalmente influenzato la società giapponese, soverchiando completamente le percezioni comune.
Al momento della pubblicazione originale di Shameless School, Nagai ha dovuto fare i conti con severe critiche mossegli da gruppi di genitori, associazioni femminili e dalla PTA, l’organo di censura giapponese. Nagai Go, secondo i detrattori/accusatori, aveva introdotto un erotismo palese in un prodotto destinato ai bambini! Nagai è stato bollato come un “nemico della società” e la PTA è riuscita ad impedire la distribuzione della pubblicazione in alcune parti del Giappone. Nagai è stato costretto a rivedere la sua opera e a crearne una versione più matura e seria.
Da gag nonsense con tocchi sexy, Shameless School è diventato una guerra su larga scala in cui l’omicidio è rappresentato in modo cruento (diventandone la cifra visibile per il quale molti lo conoscono). Ciò ha portato al famoso finale, simbolo di libertà e di rifiuto dell’ipocrisia, in cui tutti gli studenti e gli insegnanti, pur difendendo la libertà di espressione, vengono uccisi dalla PTA e da altre forze parentali. Questa è stata la risposta ironica di Nagai alle critiche e alle censure.
La principessa Lamu
L’educazione sessuale ai bambini, è stato un tabù nel Giappone della fine degli anni’60, ma questo è cambiato improvvisamente nei primi anni Settanta, periodo in cui gli autori manga hanno cominciato ad esplorare l’amore e il sesso. Come non ricordare le eroine in costumi succinti che sono via via apparse in molti Managa e Anime: da Lum, in alcune versioni occidentali nota come Lamu, la protagonista femminile di Urusei Yatsura alle sexy marinarette di Sailor Moon, da Mine Fujiko di Lupin III a Doronjo di Yattaman…solo per citarne alcuni.
In certi contesti la cultura giapponese è stata capace di combinare le due forze (quella sessuale e quella della violenza) senza creare un clima di perversione squallido o di mera provocazione, ma questo non ha impedito che la censura e la condanna, nel corso degli anni, continuassero ad abbattersi su molti titoli, sollevando dubbi e timori da parte degli editori e dei mangaka, privati della propria, sacrosanta, libertà di espressione.

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News Anime e Manga 01\12\13 – 08\12\13

– Tra un mese, precisamente il 9 Gennaio inizierà la seconda stagione dell’anime di Silver Spoon, opera di gran successo di Hiromu Arakawa, conosciutissima dal pubblico italiano per Full Metal Alchemist
 – Annunciato per il 2015  la terza stagione di Uta no Prince-sama
Come già detto qualche settimana fa è stato annunciato l’anime di Soul Eater NOT!, spin-off del celebre quasi omonimo, notizia di pochi giorni fa è che sarà lo studio BONES ad animarlo, togliendo gli ultimissimi dubbi su questa nuova produzione
– Il 4 Dicembre si è spento l’illustratore di Higanbana no Saku Yori ni: Ichirou Tsunohazu, altresì conosciuto con lo pseudonimo di Jackie Dore.
– Per il 25 Dicembre, Kondasnha Weekly Shonen Magazine farà uscire un capitolo speciale di 17 pagine, più precisamente un cross over con presenti i personaggi di Fairy Tail e Nanatsu no Taizai.
– La Toei Animation ha annunciato di essere a lavoro su Majin Bone, un progetto sul quale si sa poco tranne che Yuusuke Murata (disegnatore di Eyeshield 21 e One-Punch Man) gestirà il character design. Ulteriori informazioni saranno rilasciate tra il 21 e il 22 Dicembre, durante la Jump Festa 2014.
Una Lettera per Momo, ha vinto il secondo premio al Chicago International Children’s Film Festival, ricordiamo che è anche tra le pellicole in carica per vincere il Premio Oscar.
– Il 5 Gennaio debutterà Space Dandy, commedia fantascientifica diretta da Shinichi Watanabe, un uomo che ha nel suo curriculum un capolavoro come Cowboy Bebop
– Madara o meglio Nyanko-sensei, uno degli amatissimi personaggi di Natsume degli spiriti, avrà uno spin-off gag-manga tutto suo, dal titolo Nyanko-sensei ga Iku!
Nel palinsesto del prossimo Aprile troveremo l’anime di Brynhildr in the Darkness, manga di Lynn Okamoto (Elfen Lied, Nononono). Il regista sarà Kenichi Imaizumi (Tutor Hitman Reborn), sceneggiatura affidata a Yukinori Kitajima (Senran Kagura) e infine il design dei personaggi sarà a cura di Hiroake Tori (Gatchaman Crowds, Kimikiss Pure Rouge).
Hajime Isayama, autore dell’opera che ha totalmente dominato le scene quest’anno Shingeki no Kyojin, ha dichiarato ieri che sta vagliando diverse idee per la conclusione del suo manga, con l’idea che aveva all’inizio ormai messa praticamente da parte. Curiosamente aveva preso in considerazione l’idea di uccidere ogni protagonista ma anche questa idea, sperano in molti, pare essere accantonata per fare un favore ai fan, e non farli star troppo male.
Isayama ha abituato i suoi fan ad ogni sorta di colpo di scena, quindi fidarsi di lui non ha neanche molto senso!
Alex Ziro

WataMote!: empatia, adolescenza e risate – Recensione

Asociali, ragazzini ansiosi che incontrano milioni di problemi nel parlare col prossimo, questo è un manga ed anime che fa per voi! L’argomento di oggi è un manga che dal 2011 sta avendo sempre maggior successo: il suo nome è WataMote! o più precisamente Watashi ga Motenai no wa do kangaetemo omera ga warui! (vi sfido a ricordarlo), che letteralmente vuol dire “Non mi importa come sembra, è colpa vostra se non sono popolare!”. 
Penso che anche coloro che non lo conoscano già abbiano compreso il tema, quindi vi presento direttamente la protagonista Tomoko Kuroki, una ragazza “otaku” che sta iniziando le scuole superiori con un solo obiettivo: diventare popolare.
Difatti la povera Tomoko è una ragazzina che soffre di ansia sociale, che ha gravissimi problemi nel relazionarsi col prossimo (escludendo i suoi parenti e la sua unica amica dei tempi delle medie, sulla quale torneremo), ma dopo anni alle medie non proprio esaltanti decide che è ora di cambiare registro! È ora per Tomoko di diventare la ragazza che tutti ameranno, cercando di continuo nuovi stratagemmi per farsi notare dai suoi compagni di classe e non solo. 
Come è facilmente intuibile il genere è slice of life, scolastico e commedia; difficile non essere attratti dalle continue disavventure di questa povera ragazza, che combatte continuamente con la sua natura, non accettando di essere sempre colei con la quale nessuno parla. Come ci si può immaginare (nonostante tutti gli sforzi che fa), quando, suo malgrado, viene obbligata a comunicare con un compagno di scuola o peggio uno sconosciuto, preferirebbe essere in qualsiasi altro posto sulla terra… sinceramente, chi di voi non si è mai sentito così almeno una volta (o centinaia)?  
Il tema è serio, ovviamente romanzato e con delle assurdità messe ad arte da Nico Tanigawa (pseudonimo dei due autori) per mantenere il tono mai pesante, anche se ammetto che più di una volta mi ha messo un po’ di malinconia. La nostra Tomoko sta sicuramente male per quel che le accade, e vedere i suoi continui insuccessi distrugge continuamente il suo umore, ma in realtà nonostante tutto non odia la sua vita, è una studentessa che cerca di mettercela tutta (potrebbe di certo fare di più) ma che comunque non fa pesare eccessivamente, soprattutto al lettore, la sua situazione. 
A mio avviso le complicazioni del suo status emotivo potrebbero essere analizzate meglio, ciò che mi ha leggermente deluso è che la ricerca continua di sdrammatizzare la sua condizione: al di là dei tantissimi lati positivi che questa scelta comporta, fa perdere l’occasione agli autori di andare oltre la narrazione lineare (seppur molto divertente): elemento che risalta, vista la quasi totale mancanza di momenti che potrebbero essere adibiti alla riflessione di una situazione così particolare, soprattutto per degli adolescenti. In ogni caso parliamo di un errore veniale, una semplice sensazione di amaro in bocca che non cambia il parere a dir poco positivo che ho su quest’opera. 
Da non sottovalutare le allusioni, esplicite o meno, sul sesso: si nota una sorta di frustrazione sessuale ben presente nella protagonista che, di fatti, non avrà problemi nell’appellare in modi altamente censurabili tutte le ragazze che hanno una vita ben più piena della sua (non necessariamente facendo cose ignobili). Interessantissimo quando ci rimane male (pentendosene) nel constatare che in treno nessun pervertito la molesti; questi sono dati psicologici molto importanti che riflettono la sfera adolescenziale e sociale, sicuramente un altro grande pregio di quest’opera. 
Yu Naruse
Per fortuna lei ha due punti, più o meno, fermi nella sua vita: suo fratello Tomoki (complimenti per la fantasia) e la sua amica d’infanzia Yu Naruse. 
Tomoki è solo un anno più piccolo di lei, ma totalmente diverso (escludendo le vistosissime occhiaie) essendo un ragazzo atletico, amato dalle ragazze e star della squadra di calcio, che avendo lo scomodo ruolo di unico ragazzo nella vita della sorella, dovrà spesso subire i suoi atteggiamenti invasivi, e le sue mille domande e riflessioni riguardanti la sua vita; i rapporti familiari sono piuttosto normali, si assiste agli atteggiamenti che ci si può aspettare da degli adolescenti, da citare la quasi totale assenza del padre, che arricchisce di significato il contesto. 
Il rapporto con Yu è ben più complesso, inseparabili fino all’anno prima hanno visto la loro strada dividersi alle superiori, ma mentre Tomoko è rimasta totalmente uguale… diciamo che Yu ha visto fiorire il suo corpo, e soprattutto ha cambiato completamente modo di vestire e di apparire, facendola sembrare lontana anni luce dai tempi delle medie. 
Questa relazione è perfetta per capire totalmente la nostra Kuroki, che avrà nei confronti della sua amica un continuo amore-odio, invidiandola così tanto da pensare spesso a lei come una poco di buono, riflettendo la sua frustrazione di cui si parlava precedentemente, anche se va ben oltre quella determinata sfera. 
Il manga continua e sta avendo tantissimo successo, l’anime consiste in 12 episodi ed è consigliatissimo, dove grazie alla musica (ascoltate e amate l’opening) riesce a dare qualcosa di più ad un’opera che già di suo è buonissima così; ci sono solo poche differenze tra manga e anime, che riguardano la collocazione degli eventi ma nulla a cui dare peso. Da segnalare uno spin-off del manga chiamato TomoMote! che narra le vicende di Yu e Tomoko alle medie.
In definitiva un manga divertente e veloce che parla di problemi relazionali significativi, ma che vengono narrati con semplicità e garbo, tenendo quel pizzico di esagerazione che nei manga deve esserci per forza.
Se avete avuto problemi simili in passato, se vi siete sentiti messi da parte tantissime volte, se vi sentite spesso soli, sappiate che la sua compagnia sarà davvero graditissima. 

Alex Ziro

Classifica finale Manga più venduti nel 2013 in Giappone!

Fine anno e come di consueto tempo di bilanci! Da pochissime ore è uscita la classifica definitiva dei manga più venduti quest’anno, ovviamente prendendo in considerazione il mercato più importante in assoluto, ovvero quello del Giappone.
Prima di vedere la classifica generale possiamo passare al commento dei primissimi posti: non c’è nulla da fare, per il quinto anno consecutivo One Piece è il manga più venduto! 
Certo, chiunque sia aggiornato fa presto a dire che fosse una notizia scontata, ma chi segue le vicende del Sol Levante sa una cosa, che anche su questo sito ho ripetuto più volte, questo è stato l’anno dei titani:  Shingeki no Kyojin è arrivato dietro solo per poco più di due milioni di vendite. Questo è un dato incredibile, da quando One Piece ha il primo posto mai nessun manga si era avvicinato tanto al capolavoro di Eichiro Oda; ovviamente complice il successo immenso ed inaspettato dell’anime, infatti dalla prima proiezione di Giugno (ovvero con l’anime ancora nelle primissime battute) ad oggi Shingeki ha guadagno più di 11 milioni di copie.
Ancora più strabiliante la classifica per singoli volumi venduti all’anno: i primi quattro posti tutti coperti da One Piece e, ovviamente, dal quinto al quindicesimo invece solamente il capolavoro di Isayama! Solo 2 manga per i primi quindici posti…. che dire, un binomio a dir poco meraviglioso.
Quii di seguito la classifica completa, ottenuta grazie ad Anime News Network:
Da sottolineare il grande successo di Terra Formars (prossimamente una recensione su questo sito) e l’assurdo declino di Bleach, lontanissimo dai fasti di un tempo, con Kubo che non è riuscito più a dare la spinta degli anni passati, forse complice anche la mancanza dell’anime. Si conferma con un ottimo quinto posto Naruto, tanto per citare un manga molto caro al pubblico italiano, seguito da Silver Spoon altra opera di pregievole fattura creato dalla madre di Full Metal Alchemist… che dire, impossibile soffermarci su chiunque!
Quindi “finisce” il 2013 in un certo senso, un anno che ha regalato una grandissima conferma ma una, altrettanto, grandissima sorpresa che nessuno si sarebbe aspettato 12 mesi fa.
Cosa ci aspetterà nel 2014 è impossibile da predire, magari Terra Formars e Silver Spoon avranno ancora più successo, oppure uscirà una nuova serie che cambierà il panorama mondiale, un po’ come è successo quest’anno.
In ogni caso davvero un anno molto interessante, abbiamo ancora tantissimo da leggere!
 Alex Ziro

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News Anime e Manga – 24\11\13 – 30\11\13

Naruto si appresta sempre più a volgere alla fine, parola del suo creatore Masashi Kishimoto che nel corso della trasmissione “Sakiyomi Jan BANG” ha dichiarato (attenzione probabili spoiler):
“La battaglia di Naruto e dei suoi compagni è nella sua fase finale, in tutti i sensi. Riguardo alla Decacoda, a Madara e poi riguardo a Sasuke… Continuerò a elevare la tensione senza restrizioni in ogni modo che posso! Vogliate quindi continuare a seguire questa storia su un ragazzo di nome Naruto ancora per un po’, lo apprezzerei molto.” 
Possiamo dare per scontato che il 2014 sarà l’ultimo anno per Naruto.
Ben diversa notizia per i fan di Fairy Tail: nell’ultimo numero di Shounen Magazine è stato svelato che, entro la prossima Primavera, succederà qualcosa di scioccante relativa al popolare anime, che sia magari un suo seguito?
Hiroya Oku creatore di Gantz, ha confermato ancora una volta che il suo nuovo manga uscirà a Gennaio, ben presto avremo ancora altre notizie in merito.
Takeshi Obata, famosissimo disegnatore di Death Note e Bakuman, sta preparando un adattamento del romazo All You Need is Kill, la serie debutterà il prossimo anno.
– La Gainax ha annunciato la produzione, verso Aprile, di un anime inspirato a Maho Shojo Taisen. Un progetto nato nel Giugno 2012 che riguardava un concorso per la realizzazione di 47 “Magical Girls”, rappresentanti le prefetture giapponesi.
– Il numero di Dicembre della rivista Gangan Joker ha annunciato che il manga Isshuukan Friends diverrà presto un anime.
Devilman Grimoire, remake pubblicato per i quaranta anni dall’uscita del capolavoro del maestro Go Nagai, si concluderà col numero di Febbraio del mensile Champion RED
– Il 10 Dicembre per Comptiq Magazine uscirà un nuovo manga tratto dal romanzo Record of Lodoss War di Ryo Mizuno; parliamo di un grande capolavoro, pietra miliare della narrativa fantasy giapponese, che già ebbe una versione manga a fine ottanta.
– E’ definitivamente terminato Baka to test to Shokanjuu, come già era stato annunciato lo scorso Aprile, il finale è arrivato senza alcuna proroga. 
Il seinen Yamikin Ushijima-kun, dopo il live-action avuto nel 2010 ne avrà un altro il prossimo anno, ad iniziare dal 16 Gennaio con a seguire un lungometraggio che avrà inizio a Maggio. 
La commedia horror Pupipo! di Rensuke Oshikiri arriverà, prima del previsto, in TV a partire dal prossimo 21 Dicembre
– Live-action in arrivo anche per un altro seinen, ovvero per Giga Tokyo ToyBox, a partire dal 4 Gennaio. Si tratta di un sequel, la prima serie partì il 5 Ottobre scorso.
Sailor Moon compie ben vent’anni, oltre l’annuncio di una nuova serie per Gennaio 2014, è stato anche annunciato un album musicale in cui numerosi artisti daranno omaggio alle amatissime sailor.
Alcuni nomi come: Shoko Nakagawa (cantate di brani per Guren Lagann e Saint Seiya Omega), Mitsuko Orie (doppiatrice di brani di Kiss me Licia) e il gruppo idol Momoiro Clover Z
Il disco uscirà il 29 Gennaio, probabilmente in concomitanza con la nuova serie animata.
Alex Ziro

Mirai Nikki: il "survival game" per diventare Dio! – Recensione

Quest’anno ormai è agli sgoccioli, un anno che è stato chiaramente all’insegna dei titani e, in questi ultimissimi mesi, si sta chiudendo all’insegna delle uniformi di combattimento molto succinte, ma se penso a dodici mesi fa uno degli anime di cui si parlava maggiormente era, senza dubbio, Mirai Nikki! Quale periodo migliore per rispolverarlo? 
Mirai Nikki (letteralmente il “Diario del futuro”, scritto e disegnato da Sakae Esuno) è stato un manga (12 volumi) e un anime (25 episodi) che può vantare di avere una fanbase piuttosto solida, ma quali sono le ragioni di questo successo? Prima di tutto la trama: 12 persone, di ogni età e sesso, vengono richiamati dalla divinità Deus Ex Machina, che consegna ad ognuno di loro dei cellulari dotati di poteri molto particolari (i poteri variano da cellulare a cellulare); questa entità non perde tempo e dichiara che loro sono stati scelti per un survival game, ovvero l’ultimo che rimarrà in vita prenderà il suo posto come Dio

Il nostro protagonista è Amano Yukiteru, un ragazzino asociale che possiede il “diario della casualità”, semplicemente un vero e proprio diario del futuro che gli predice ciò che accadrà attorno a lui. Non entrando troppo nei particolari si può immediatamente asserire che la trama è brillante, il “survival game” è un tema altamente appetibile, che attirerà sempre moltissimi lettori. 

sguardo perso nel vuoto e schizzi di sangue: sì, è Yuno.

Parliamoci chiaro, la trama non è l’elemento che ha reso questo prodotto così famoso, quando si parla di Mirai Nikki ciò che viene in mente è perlopiù una persona, ovvero Gasai Yuno.

Yuno è una ragazza, dalle forme prorompenti, che partecipa anche lei a questo gioco, ma dimostra da subito un totale disinteresse nella vittoria finale, anzi, dichiara da subito il suo amore per il suo “Yukki” e promette di difenderlo ad ogni costo. 

Lei è il vero elemento follia del manga ed anche il personaggio più violento (un survival game senza litri di sangue, che robaccia sarebbe?!), vera catalizzatrice dello show oltre che per le non tanto fugaci scene ecchi delle quali è protagonista anche per la sua personalità, per usare un eufemismo, esuberante. 
Sono stato sinceramente tentato di fare un articolo esclusivamente su di lei, essendo diventata una vera internet-sensation, con il suo amore maniacale verso il suo “Yukki” ormai diventato veramente leggenda
Oltre Gasai Yuno cosa offre questo manga? Sinceramente… non troppo
Ammettendo di andare contro corrente non mi posso definire un grande amante di Mirai Nikki. Tanto per iniziare Yukiteru è il classico protagonista che vorresti uccidere con le tue stesse mani, un ragazzino incapace di comprendere la gravità della situazione, che sta troppo spesso tra le nuvole mentre accanto a lui i corpi si ammassano; sicuramente è un mezzo per far risaltare le diversità con la sua bella pseudo fidanzata, però anche nei momenti nei quali mostrerà forza d’animo si tenderà ad esagerare, dando l’impressione di un protagonista eccessivamente caricaturale, che mette il dubbio di esser stato disegnato più per colpire un determinato pubblico femminile che per altro. 
Per quanto io possa essere pronto a tessere le lodi della trama, non posso dire lo stesso del suo sviluppo. Il mondo descritto in questo anime è privo di qualsivoglia tipo di intelletto: scuole prese in ostaggio, bambini fatti esplodere e omicidi, sopra omicidi, saranno visti con la stessa gravità di un tamponamento tra due mini kart spenti. 
Cercare la razionalità in un anime è roba priva di senso, ma certi canoni in un certo tipo di shonen, a mio avviso, devono essere rispettati per permettere al lettore di potersi relazionare con quel mondo, anche se è di fantasia; ne viene meno la possibilità di creare un legame e, soprattutto, comprendere appieno la gravità della situazione. Non si sente la necessità di un forte raziocinio, ma perlomeno è giusto che tramite i sentimenti dei personaggi, ma anche della società a loro attorno, il lettore possa sentire il dramma terribile che si sta esaurendo in quelle pagine. 
Uryuu Minene, uno dei personaggi secondari migliori. Anche lei una concorrente, l’ho tifata spudoratamente.
Semplicemente questa è un’opera che mira maggiormente al continuo colpo di scena, rispetto che cercare il modo più consono di raccontare una storia, presentata a dire il vero in modo piuttosto delicato; quindi si parla di un manga in ogni caso divertente, ottimo soprattutto per coloro che vogliono essere tenuti sulle spine ma senza impegnarsi troppo
In ogni caso certe puntate sono ottime, anche sul punto di vista narrativo, ad esempio il passato di Yuno presenterà molti spunti interessanti e anche, alcuni, co-protagonisti possono vantare una buonissima caratterizzazione, a discapito di altri personaggi pessimi se non inutili, capaci di dare solamente l’impressione di essere riempitivi e con una storia poco curata. 
In ogni caso i disegni non presentano gravi problemi, soprattutto nell’anime, e le musiche sono molto buone.
Mirai Nikki probabilmente sarà più ricordato per la follia, a tutto tonto, di Gasai Yuno che per altro, ma queste opere che vogliono, più di ogni altra cosa, sorprendere il proprio spettatore possono essere comunque positive; anche se i lavori che meritano di rimanere indelebili nelle nostre menti sono probabilmente altri. 
Alex Ziro

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Alan Moore contro i supereroi e i loro fan

Alan Moore, vecchietto dei fumetti dall’aria un po’ scontrosa, non è certo uno che “te le manda a dire”. I suoi recenti commenti hanno scatenato il putiferio su Twitter, dove i fan hanno sollevato un rumoroso cinguettio intorno alle ultime affermazioni dello scrittore-creatore-mago di fumetti (V for Vendetta, Watchmen, The League Of Extraordinary Gentlemen, tra gli altri). Moore non si è mai mostrato timido o reticente nell’esternare la propria opinione (molto spesso un disappunto!). Ha detto e ribadito che la maggior parte dei suoi racconti sono stati progettati per essere “unfilmable” e, quando ne sono stati fatti degli adattamenti, ne ha sempre preso le distanze, addirittura chiedendo che il suo nome fosse tolto da eventuali crediti. Questa volta le sue parole hanno creato davvero un gran scompiglio ma, a onor del vero, hanno anche sollevato alcune (legittime) domande e perplessità, ponendo interessanti argomenti di dibattito.

Primissimo piano di Alan Moore
Senza freni e senza filtri, in un’intervista rilasciata al The guardian, parlando del suo ultimo fumetto Fashion Beast, ha esordito affermando: “Odio i supereroi. Penso che siano abomini“. Il dopo, un crescendo di critiche, giudizi e disapprovazione. Anche se non avete mai letto un fumetto o guardato un cartone animato nella vostra vita, negli ultimi cinque anni non vi sarà stato facile sfuggire all’invasione di supereroi che, dalla Trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan ai film degli X-Men della 20th Century Fox, passando per gli altri successi della Sony Pictures o della Marvel, hanno affollato le sale cinematografiche e gli scaffali di mezzo mondo, declinati in forma di giocattoli, giochi, t-shirt e altri capi di vestiario e gadget di tutti i tipi. Negli anni ’80 Alan Moore ha scritto alcuni dei fumetti di supereroi più acclamati di tutti i tempi – The Killing Joke , Whatever Happened to the Man of Tomorrow e, naturalmente, Watchmen – , creando personaggi e storie più mature, soverchiando i canoni classici del genere e permettendo ad un pubblico anche di adulti di entusiasmarsi ad esso.

Supereroi Marvel
L’ultima uscita dello scrittore “spara a zero” proprio su quest’industria, quella che lui stesso ha contribuito a far crescere e a rendere un fiorente business – ed a cui Moore deve la sua popolarità e fama. La sua ragione? Beh, è una risposta un po’ complessa. Il concetto principale sembra essere il seguente: i fan dei supereroi sono ormai troppo vecchi. “Non ho letto fumetti di supereroi da quando ho finito Watchmen“, ha detto Moore al The Guardian e la cosa, francamente, suona come un paradosso, considerati i numerosi fumetti giunti dopo: Batman, The Killing Joke, Tom Strong,Promethea e molti molti altri. “Oggi il pubblico dei fumetti di supereroi non è certamente di ragazzi dai nove ai tredici anni, non ha niente a che fare con loro”. Il pubblico di oggi è fatto in gran parte di adulti, spesso uomini, e per lo più dai trenta ai sessant’anni. Sono loro i nuovi supereroi-addicted. “Qualcuno se ne uscì con il termine graphic novel. Questi lettori…erano semplicemente interessati a un modo che potesse convalidare il loro eterno amore per Green Lantern o Spider-Man senza apparire in qualche modo emotivamente subnormali“.
Watchmen, il film
Secondo Moore di fatto i fumetti hanno perso il loro significato più autentico e originale, quello per cui sono nati: aprire e stimolare la fantasia di ragazzini, di un pubblico fatto di 9-13enni! “Che era esattamente quello che dovevano fare e che si stava facendo in modo eccellente”. Quindi, a quanto pare, se siete amanti dei supereroi e non siete più bambini, siete “emotivamente subnormali”? Questo è quello che sembra essere il pensiero di Moore. Il genere è andato oltre il suo scopo presunto, ed i risultati cui sta giungendo sono davvero “allarmanti”? “Non credo che il supereroe sia sinonimo di qualcosa di buono”. “Penso che sia un segno piuttosto allarmante se abbiamo un pubblico di adulti che va a vedere i film dei Vendicatori” e si lascia coinvolgere ed appassionare da personaggi e storie “pensati ed elaborati per intrattenere i 12enni degli anni ‘50”. 
Whatever Happened to the Man of Tomorrow
Moore ha notoriamente costruito la sua carriera sovvertendo le aspettative di storie di supereroi, ma dalle sue parole emerge addirittura un disprezzo del genere. Beh, visto che questa intervista sta per lanciare scintille, vi chiediamo, cosa ne pensate? Moore ha ragione, o sta sputando nel piatto dove mangia? Ovviamente la questione potrebbe essere ulteriormente sviscerata e indagata. I fumetti di supereroi nascono per ragazzi ed a loro sono rivolti. Ora non è più così. O meglio, il pubblico di riferimento è più ampio e i fumetti non sono più “solo per ragazzi”. E’ questo il risultato di una evoluzione del genere (educativo-popolare) in una forma d’Arte trasversale? O, al contrario, lo si sta trasformando in una forma di mero intrattenimento, decretandone la morte? Gli adulti supereroi-addicted sono davvero da considerare “casi patologici”?