L’ultima video intervista di Lou Reed: ‘La musica è la mia vita’

Appena un mese prima della sua morte a 71 anni, Lou Reed il 21 settembre rilasciò la sua intervista finale in cui parla del suo personale rapporto con il suono. “Il suono è più che un semplice rumore, un suono ordinato è la musica”.
La conversazione di Lou che divide la scena con il regista Farida Khelfa, era parte di un servizio fotografico per Parrot (a cui Reed aveva offerto la sua esperienza per il bilanciamento delle cuffie Zik Parrot per renderle più adatte al rock). Nel filmato in cui l’icona rock appare commossa e stanca, ma con la mente lucida, spiega perché è diventato un musicista “devi fare ciò che ami…o ti farai arrestare!” . Poi il discorso ritorna di nuovo sul suono e Reed diventa subito poetico “Riconosco il modo in cui mi piace sentire le cose che suono” e spiega “Non vorrei sentire Beethoven senza i suoi bellissimi bassi, i violoncelli o la tuba. E così che fa Beethoven. Se non avete il basso è come essere amputati. È come essere senza gambe.” 
Dopo avere criticato i suoni su CD che considera “orribili”, Reed ha affermato che aveva appena rivisitato il suo intero catalogo musicale, con l’intenzione di migliorare il profilo sonoro dei suoi dischi. “Ho rimasterizzato ogni album sfruttando le nuove tecnologie. Ed è così bello che mi sono commosso, sono emotivamente colpito dal suono”. Alla domanda riguardo al suo primo ricordo del suono Lou risponde “Noi tutti condividiamo la stessa esperienza, il primo ricordo del suono dovrebbe essere il battito cardiaco di tua madre, si cresce ascoltandone il ritmo”.
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Tony Iommi dei Black Sabbath: ‘La salute prima della band’


Nathan Carson
di Billamette Week ha parlato recentemente col chitarrista dei Black Sabbath, Tony Iommi, riguardo al nuovo album della band, “13” – il primo in 35 anni con Tony, il cantante Ozzy Osbourne e il bassista Geezer Butler.
Alla domanda su come i Black Sabbath hanno deciso di ingaggiare Brad Wilk dei Rage Against The Machine, a seguito del rifiuto del batterista originale dei Sabbath, Bill Ward, di aderire a una reunion, Iommi risponde: ” Rick (produttore del disco) suggerì Ginger Baker ma rifiutammo. Non pensavamo che Ginger Baker fosse stato…non volevamo andare in studio e avere, uhm, problemi. E provammo alcuni grandi batteristi, alcuni grandi nomi. Ed erano ottimi. Ma Rick in particolare suggerì Brad Wilk. Ed è stato grande perch Brad non aveva idea di quello che stavamo facendo. Non gli abbiamo lasciato ascoltare le tracce con la batteria. Volevamo vedere cosa avrebbe messo in quelle tracce. E Brad è stato davvero un bravo ragazzo. Ha lavorato duro, ed è stato molto serio. E poi si è abituato a noi. Si è abituto ai nostri scherzi, il modo in cui ci prendiamo in giro
Iommi ha anche parlato della sua salute un anno e mezzo dopo che gli fu diagnosticato un linfoma.
Ronny (James Dio) aveva mal di stomaco e qualche notte prima di salire sul palco mi disse “Oh mi fa davvero male la pancia” e mi chiese se avevo qualche antidolorifico. Gli dissi “dovresti farti controllare, lo sai, Ronnie”. Ovviamente lo fece ma era troppo tardi. E’ questo il problema. E’ facile sottovalutare queste cose. Voglio dire, sono probabilmente più esagerato che mai adesso. Mi controllo ogni giorno. Non si sa mai.
Riguardo alla possibilità di pubblicare un nuovo album in studio dopo “13” Iommi risponde: “Tutto dipende dalla mia salute, davvero. Ma non penso sarà difficile fare un altro album, perchè lavoriamo bene insieme una volta che cominciamo. Ed ho un sacco di idee. Ma dovremo vedere cosa succederà alla fine dell’anno, dopo il tour. Voglio dire, per me, questa è una nuova avventura, perchè è la prima volta che sono fuori in tour da quando sono stato malato negli ultimi due anni. E devo trattare le cose in modo differente da quanto facevo cinque anni fa. Ho sempre messo la band al primo posto, ma adesso, ovviamente, devo mettere la mia salute

Marco Barone

Probabile data in Italia per il tour di Alice Cooper

Alice Cooper, storica figura del rock macabro, potrebbe includere una data italiana nel suo prossimo tour. La nuova serie di concerti, intitolata Rock Meets Classic Tour 2014, sarà una vera e propria fusione tra sonorità da orchestra sinfonica e rock puro e, ad oggi, prevede tappe in Germania, Svizzera, Austria e Francia, ma i rumors del web segnalano sempre più insistentemente come Cooper possa tornare volentieri in Italia, dove fino all’anno scorso (30 Giugno) ha fatto registrare il sold out.

Il tour dell’autore di School’s Out servirà a celebrare degnamente i 50 anni di una carriera iniziata nel 1964 e che non accenna a fermarsi, nonostante le critiche che da sempre accompagnano il successo mondiale dell’artista. Alice Cooper è infatti molto spesso al centro delle cronache per le sue esibizioni macabre, al limite dell’horror e del sanguinario, che hanno influenzato artisti come Marylin Manson e W.A.S.P., dando una forte impronta alla musica moderna. In attesa di verificare se davvero il re dello shock rock farà un salto nel bel paese, ci godiamo uno dei suoi successi:

Slash parla del suo film ‘Nothing Left To Fear’ in uscita ad Ottobre

Il leggendario chitarrista Slash rilascerà il 4 Ottobre la colonna sonora del suo primo film co-prodotto, “Nothing Left To Fear“, lo stesso giorno in cui il film verrà rilasciato in pochi teatri scelti. La colonna sonora originale è stata scritta e prodotta da Slash e Nick O’Toole, ed include le musiche del film più due canzoni inedite: “Nothing Left To Fear” con Myles Kennedy alla voce, e la strumentale “Welcome To Stull”.
L’album verrà rilasciato esclusivamente su PledgeMusic.com, dando ai fan l’accesso a interviste, streaming delle canzoni, foto, filmati e tanto altro. I fan che preordineranno l’album avranno accesso al merchandise del film e ad un esperienza unica nel suo genere con Slash.
“Nothing Left To Fear”, che sarà disponibile su Blue Ray, DVD e su ordinazione, a partire da giovedì 8 Ottobre, è una storia tormentosa nello stesso spirito dei film d’orrore degli anni 70. Il film è ispirato alla leggenda di Stull, intrisa del folclore che la proclama come uno dei sette cancelli per l’inferno.
Wendy (Anne Heche), suo marito Dan (James Tupper) e i loro bambini si sono appena trasferiti nella piccola cittadina di Stull, in Kansas, dove Dan è il nuovo pastore. Ma in questa dormiente comunità di vicini amichevoli, un orribile serie di circostanze li attende: la loro figlia adolescente (Rebekah Brandes) è tormentata da agghiaccianti visioni. La sorella più piccola (Jennifer Stone) è stata scelta per un vizioso rituale. E nelle profondità, uno dei sette cancelli dell’inferno richiede il sangue dell’innocente per liberare le creature dannate.
“Nothing Left To Fear” è il primo film per la compagnia Slasher Film, ed è stato scritto da Jonathon W.C. Mills e diretto da Anthony Leonardi III.
Come vecchio fan dei film d’orrore, voglio produrre film che rispecchino la vecchia tradizione del genere” afferma Slash. “Mi riferisco a film che lascino più spazio all’immaginazione, che colpiscano psicologicamente e per i personaggi, e che facciano paura più a livello cerebrale che a livello superficiale. Slasher Films è il mio veicolo per rializzarli, e “Nothing Left To Fear” è il primo di una lunga serie.
La seguente è la lista completa delle traccie della colonna sonora:

01. The Road To Stull
02. Cold Welcome
03. Lamb’s Blood
04. One Choice, Two Fates
05. A Prayer
06. Dark Dreams
07. Sermon
08. The Tooth
09. Retrieval
10. Silent Secrets
11. Pain And Premonition Part 1
12. Pain And Premonition Part 2
13. Observations
14. The Secret Tower
15. Do Your Part
16. Don’t Forget
17. A Flash And A Feeling
18. Abduction
19. Bleeding In
20. Urgency
21. Have Faith
22. The Decline
23. Trauma
24. The Blood Lust
25. Our Broken Home
26. Revelations
27. No Safety In Numbers
28. Childhood’s End
29. The Fear
30. The Perfect Circle
31. Nothing Left To Fear (featuring vocalist Myles Kennedy)
32. Welcome To Stull

Marco Barone

"Walk Through Exits Only", nuovo album di Phil Anselmo, si posiziona nella top 40 di Billboard

Walk Through Exits Only“, il primo album solista di Philip Anselmo, leggendario frontman dei Pantera, ha venduto circa 8700 copie negli Stati Uniti alla sua prima settimana di rilascio, debuttando alla posizione No. 35 di Billboard.

Prodotto da Anselmo e Michael Thompson, e registrato durante gli scorsi due anni nello studio di Philip a New Orleans, con la sua band The Illegals – formata da Marzi Montazeri alla chitarra, Josè Manuel Gonzales alla batteira e Bennett Bartley al basso – “Walk Through Exits Only” è abrasivo, aggressivo, incazzatissimo e 100% Anselmo. Chitarre taglienti e selvagge percussioni, accompagnano le urla di Anselmo, nella sua inflessibile forocia e incontenibile fuoco.
Le 8 traccie dell’album sono:
01. Music Media Is My Whore
02. Battalion Of Zero
03. Betrayed
04. Usurper Bastard’s Rant
05. Walk Through Exits Only
06. Bedroom Destroyer
07. Bedridden
08. Irrelevant Walls And Computer Screens
Anche se “Walk Through Exits Only” è stato appena rilasciato, Anselmo ha affermato di voler scrivere nuova musica che sarà disponibile prima dell’anno nuovo.
Ho altre due canzoni che rilascerò solo per il prossimo Housecore Horror (film) festival  alla fine di Ottobre ad Austin, Texas” dice Anselmo. “queste due canzoni, penso si intreccino fottutamente bene. Sono molto sarcastiche, sottili. Fa tutto parte dello sfasciato mondo del vecchio Philip Anselmo – e non indendo ubriaco e devastato. Intendo solo fotuttamente pazzo.
Anselmo dice di aver lavorato su una stima di 15/17 canzoni per “Walk Through Exits Only“.
Avrei potuto inserire quante canzoni volevo, ma per me , queste otto tutte insieme, circa 40 minuti in totale, sono la mia idea di perfetta lunghezza di un album. Quando comincia a diventare più lungo diventa un po’ rindondante e noioso, e non volevo annoiare nessuno.
L’introduzione al mondo di Phil Anselmo & The Illegals avvenne con l’EP “War of the Gargantuas” all’inizio del 2013. Le due canzoni inserite nell’ep – “Conflict” e “Family, Friends and Associates” – sono state solo un separato assaggio di quello che sarebbe stato l’album finale.
Non era una questione di fare un colorato disco trash o heavy metal” Anselmo spiega sul progetto. “E’ un album incazzato come solo io potevo farlo. Non vedo nessun altro lì fuori a urlare sulla stessa merda per la quale urlo io. Su questo album non c’è alcun gioco di parole, nessun messaggio nascosto, è tutto lì di fronte a voi
A seguire il nuovo video ufficiale del singolo “Bedridden” :

AC/DC, 40 anni di carriera per i "proletari del rock"

Ok, la definizione sarà pure approssimativa, ma quando penso agli AC/DC non mi viene in mente altro che la forma più pura, semplice, istintiva della musica rock. Perché questi allegri ragazzi 60enni, che quest’anno festeggiano i 40 anni di carriera, sono riusciti a portare nel know-how di tutti noi il loro modo di esprimersi, quell’irrefrenabile istinto di lasciarci andare ogni volta che uno dei loro storici riff passa vicino alle nostre orecchie. Hells Bells, Highway to Hell, Thunderstruck, Rock N’ Roll Train, TNT sono sono alcuni dei brani che hanno fatto la storia degli AC/DC e, al contempo, del rock stesso; energia allo stato puro che dall’Australia ha contagiato il mondo, non senza difficoltà: “‘cause it’s a long way to the top if you wanna rock n’ roll!“.

Ma partiamo dall’inizio: è il 1973, si pone fine alla Guerra del Vietnam, scoppia lo scandalo Watergate, i Pink Floyd pubblicano The Dark Side of The Moon. E a Sidney, Australia, i fratelli Angus e Malcolm Young, scozzesi d’origine, decidono di unirsi al cantante Dave Evans per formare un nuovo gruppo. Il nome viene suggerito da Margaret, sorella di Angus e Malcolm, che lesse su un’aspirapolvere la scritta Alternate Current/Direct Current (AC/DC): niente di meglio per indicare l’esplosività di una band destinata a conquistare in brevissimo tempo la variegata scena australiana. Ma dopo appena un singolo (Can I Sit Next To You Girl) i fratelli Young decisero di licenziare Evans e assumere un nuovo cantante, Bon Scott, ex autista del gruppo. La nuova voce, anch’essa scozzese di origine, diede agli AC/DC quella dimensione rock internazionale che ricercavano da tempo, espandendone la notorietà anche al di fuori dei confini nazionali. In breve tempo, reclutati il bassista Cliff Williams e il batterista Phil Rudd, la band degli Young produsse alcuni dei suoi album più famosi: High Voltage (1975), TNT (1975), Dirty Dees Done Dirt Cheap (1976), Let There Be Rock (1978), Highway To Hell (1979).

La copertina di Highway to Hell (1979),
ultimo album con Bon Scott

Con uno stile musicale semplice, lineare, con riff orecchiabili ed esibizioni esaltanti, seppur con una grande tecnica chitarristica alle spalle, gli AC/DC conquistano le platee di tutto il mondo: Highway to Hell, ultimo album con Bon Scott, fu il loro primo prodotto a far capolino nella top 20 UK e USA, dando il via a una serie di concerti che, tuttavia, si concluse in tragedia.

19 Febbraio 1980: in pieno tour mondiale, all’apice del successo, Bon Scott viene trovato morto in una Renault 5 a Londra. Gli ultimi ad averlo visto in vita riferiscono di aver visto il cantante sotto effetto di droga ed alcol, ma il mistero non verrà mai chiarito. Il momento è nerissimo per gli AC/DC: privi del loro frontman, con il morale a pezzi, pensano a lungo di sciogliere la band;

Qualche volta Bon spariva dopo lo show e noi non lorivedevamo fino a poco prima di andare in scena la sera dopo. Ma sebbene non si presentasse sino all’ultimo minuto, sapevi che sarebbe stato lì, sapevi che potevi contare su di lui. 
La cosa più difficile sarà abituarsi al fatto che non sarà più lì…

(Malcolm Young)
 

Ma proprio quando tutti danno per certo lo scioglimento, i ragazzi australiani trovano la voglia di ripartire, di mettersi in gioco, di darsi quell’altra chance che nessuno sembrava voler concedere loro. Reclutato Brian Johnson, cantante britannico (ma italiano per parte di madre) in cerca di un trampolino di lancio, gli AC/DC si isolarono per circa due mesi alle Bahamas per registrare il nuovo album. Il risultato è Back in Black, il maggior successo della band con 50 milioni di copie vendute (secondo solo a Thriller di Michael Jackson) e l’album più conosciuto e intenso degli Young e soci: Back in Black, dall’indimenticabile copertina nera, si configura come un tributo a Bon Scott e, al contempo, come un nuovo blocco di partenza per gli AC/DC. Restano nella storia le campane “a morto” di Hells Bells e brani come You Shook Me All Night Long e Rock and Roll Ain’t Noise Pollution. 

E possiamo dire che da allora gli AC/DC non si siano mai fermati: la voce di Brian Johnson ha immediatamente conquistato i fan, le fratture (l’abbandono del batterista Rudd nel 1983, poi rientrato nel 1996) sono state superate, e oggi la band australiana é un autentico monumento vivente del rock autentico, genuino, che ti fa saltare dalla sedia, da alzare al massimo il volume e non smettere di cantare a squarciagola, che ti riempie di gioia ed energia anche nei momenti peggiori. Chi di voi non si è mai esaltato con gli AC/DC? 
No stop signs, speed limit, Nobody’s gonna slow me down! 
(AC/DC – Highway to Hell)
Roberto Saglimbeni

Orianthi, chitarrista di Alice Cooper, rilascia il suo nuovo video "Heaven in this hell"

La sensazionale chitarrista australiana Orianthi ha rilasciato un video per il brano “Heaven In This Hell“, singolo e title track del suo recente album, uscito lo scorso Marzo. I suoi compagni di band per Alice Cooper, Glen Sobel (batteria) e Tommy Henriksen (chitarra) compariranno nel video.
Orianthi si esibirà in concerti da solista nei giorni in cui non sarà impegnata in tour con Alice Cooper. Le date confermate fino ad ora sono il 17 Giugno a New York al Webster Hall, e il 7 Agosto a Londra al 100 Club.
La band per questi show consisterà nel trio che suonò con lei nei suoi concerti da solista in Giappone lo scorso mese appena prima dell’inizio dell’Alice Cooper North American Masters of Madness summer tour, ovvero Glen Sobel alla batteria e Chuck Garric al basso.

Marco Barone