Jessica Nigri e i limiti del cosplay

Cosa sia giusto e cosa sbagliato non è qualcosa semplice da definire, quindi in queste righe si andrà oltre la banalità della questione, però trovo sia interessante fare qualche veloce e, probabilmente, frivola riflessione sull’argomento. 
Jessica Nigri è senza ombra di dubbio la cosplayer occidentale più famosa al mondo, nonostante il cognome italiano è americana ma ha vissuto la maggior parte della sua vita in Nuova Zelanda. Ma perché porre questo articolo su di lei? Ovviamente perché la sua fama divide gli amanti del cosplay continuamente, inutile dire che soprattutto i ragazzi difendono a spada tratta questa bella ragazza, che trova difensori anche tra gli esponenti di sesso femminile, c’è chi potrebbe pure definirla un simbolo femminista, ma credo che portare una corrente di pensiero del genere in questo argomento, potrebbe far diventare questo articolo piuttosto pretenzioso, perciò lascerò esclusivamente a voi trarre le vostre conclusioni su questo punto. 
Inutile dire che le accuse di sessismo sono spesso rivolte al mondo dell’animazione e non solo: ragazze con corpi esili e seni, a dir poco, prosperosi sono tra le prime cose che vengono in mente pensando a determinati prodotti, però si è andato ben oltre il semplice concetto della perversione, riuscendo a creare una forma d’arte sfruttando anche elementi così controversi, anche se è una tendenza ben presente nella storia del Giappone da secoli (come certe testimonianze artistiche del periodo Edo). 
Quindi la brava Jessica non è una perfetta espressione del connubio tra sessualità e questa branca dell’intrattenimento? Probabilmente per molti questa sarebbe una definizione particolarmente riduttiva, perciò credo che si possa decisamente escludere, perché la chiave narrativa da utilizzare è quella dei cosplay
Nathan Drake, più o meno
Quali sono i limiti di un cosplay? È notizia piuttosto recente che una cosplayer di Ryuko Matoi, protagonista spesso poco vestita di Kill la Kill, sia stata arrestata, ma per quanto per la legge possa essere qualcosa di troppo, per la comunità giappofila è più o meno rimanere nei canoni classici, ormai quasi desensibilizzati dalla nudità artistica, ma comunque ben consci che ci siano dei limiti anche nell’omaggiare un personaggio che si ama. 
La regola principale è non stravolgere eccessivamente il personaggio: non importa se gli cambi genere sessuale, l’essenziale è non esagerare nella sua rappresentazione, e forse è questo il problema che maggiormente viene fuori quando si parla di Jessica, la tendenza di far diventare ogni cosplay provocante, sicuramente può essere divertente, le ragioni le lascio a voi, però si porta ad una estremizzazione che alla lunga può stufare, come dire: “ok, abbiamo capito che ogni camicetta ti sta stretta!”.
Si può parlare di danno di immagine? Assolutamente no, ammesso che chi vuole usarla come capro espiatorio per i “mali che affliggono questo mondo”, in ogni caso troverebbe un’altra persona da additare qualche secondo dopo.
C’è bisogno di una versione pruriginosa di qualsiasi personaggio? Se internet ci ha insegnato qualcosa… beh, che la risposta è sì! Però notare che ogni cosplay diventa una banale mercificazione sessuale ad un certo punto inizia a dare fastidio, vedere Nathan Drake (Uncharted) in questi, pochi, panni, qualche domanda, a mente fredda, te la fa porre. 
Jessica Nigri è un male? No, è solamente una conseguenza delle logiche di mercato, soprattutto in un micro mondo che vede nei teenagers con ormoni impazziti il pubblico di riferimento, se lei è un male lo è tutto l’universo della pubblicità e dei media. 
Jessica Nigri è un bene? Un no ancora più accorato, le modelle vanno e vengono ma la sua fama l’ha resa un simbolo di questo micro mondo, quindi non analizzare lei (astenersi battute, oppure fatele, whatever) equivale a non analizzare una imponente fetta di una nostra passione, dove sesso e divertimento vanno a braccetto da quasi sempre.
Mi son posto troppe domande in queste righe? Assolutamente sì! Ben poco da aggiungere, male che vada rifatevi gli occhi cercando altre sue foto o meglio ancora esprimete il vostro pensiero, ricordando che questo vuole solo essere uno spunto di riflessione di una parte inalienabile della nostra passione, quindi nulla da prendere troppo sul serio, per nostra infinita fortuna. 
Alex Ziro
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