Annie Leibovitz – I Fotografi del Rock

Annie Leibovitz fotografata da John Keatley
Diamo qui inizio alla rubrica I fotografi del rock. Una serie di articoli dedicati ai grandi della fotografia che hanno immortalato generazioni di musicisti e rock star, tra il palco e il back-stage, tra eccessi e momenti privati. Alcuni degli scatti che hanno segnato un’epoca.

John Lennon e Yoko Ono – 1981
Inauguriamo la selezione parlando di una donna: Annie Leibovitz. Fotografa statunitense nata nel 1949, divide il suo lavoro tra ritratti, reportage e foto di moda; ad oggi è la più ricercata ritrattista americana in attività. Fin da piccola è abituata a viaggiare perché si spostava continuamente vivendo tra una base militare e l’altra nelle quali suo padre lavorava come ufficiale dell’areonautica. 
Si afferma nel mondo della fotografia nel corso dei 13 anni trascorsi lavorando per Rolling Stone, durante i quali conosce personalmente molte celebrità nel mondo della musica, realizzando anche diverse copertine della rivista. La più famosa resta certamente quella del gennaio del 1981, in cui John Lennon completamente nudo si avvinghia a Yoko Ono, che invece si rifiutò di posare senza veli. Ispirandosi all’album appena uscito Double Fantasy, la Leibovitz creò un’immagine forte, sorprendente e profonda, che lo stesso Lennon definisce come qualcosa che “ha catturato esattamente il nostro rapporto”. Per la stessa testata, ha fotografato anche i Blues Brothers con la faccia blu, Diana Ross, Patti Smith e Mick Jagger. 

Patti Smith – 1978
The Blues Brothers sulla  copertina di Rolling Stone – 1979
Nel 1975 segue in tournée i Rolling Stones, con i quali instaura un rapporto di amicizia che dura ancora oggi. In quell’anno vissuto accanto a “the bigger band” scatta forse le sue fotografie più emblematiche e apprezzate, molte delle quali finiscono su parecchie copertine dei giornali dell’epoca. 
Rolling Stones sul palco – 1975
Mick Jagger dopo un concerto – Buffalo, New York – 1975
Mick Jagger e Keith Richards – 1975
Inizia a lavorare come ritrattista per Vanity Fair nel 1983, dove diventa in poco tempo la punta di diamante della rivista. Crea immagini di forte impatto, uniche nella loro semplicità e ironia, come il famosissimo scatto a Woopi Goldberg del 1984, che viene immediatamente consacrato come uno dei suoi capolavori più controversi. 

Woopi Goldberg – Berkeley, California, 1984
Sting – Lucerne Valley, CA, 1985
Jonny Cash e Rosanne Cash – Hiltons, Virginia, 2001 
John Frusciante (Red Hot Chili Peppers) – Chateau Marmont, Los Angeles, 2002 
Iggy Pop – Miami, Florida, 2000
The White Stripes – New York City, 2003
Norah Jones – New York City, 2003
Michael Stipe (REM) – New York City, 2003
Lady Gaga posa per Tony Bennet – 2011
Madonna per Vanity Fair, 2007
Lady Gaga per Vanity Fair – 2011
Nel frattempo, tra campagne pubblicitarie e ritratti, nel 1996 torna a “fotografare la musica” con la copertina del disco “Gone Again” di Patti Smith, che si ripresenta in uno studio di registrazione dopo diversi anni, a causa di vari lutti accaduti tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Tra questi Robert Mapplethorpe, suo compagno nel periodo giovanile vissuto a New York. 

Patti Smith – copertina di Gone Again, 1996
Dal 2008 Annie Leibovitz inizia una collaborazione con Louis Vuitton per una serie di campagne pubblicitarie dove compaiono vari personaggi dello spettacolo e dello sport. Realizza un ritratto “rembrandtiano” a Keith Richards, fotografa Bono insieme alla moglie Ali Hewson in un paesaggio sudafricano e riprende Pharrel Williams seduto su un trono di valigie.

Keith Richards – Various famous people, Louis Vuitton
Bono e Ali Hewson, Campagna Adv Louis Vuitton
Pharrel Williams, Campagna Adv Louis Vuitton

Francesco Bonistalli

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Auguri a Mick Jagger, 70 anni oltre il limite del rock

Compie oggi gli anni Mick Jagger, storico front-man dei Rolling Stones, uno dei padri del rock and roll. O, per meglio dire, uno dei figli più ribelli e scanzonati, capace di tutto e del contrario di tutto e, ancora ogi, a 70 anni, vera e propria bestia da palcoscenico, irrefrenabile aizzatore di folle, espressione di un’energia che solo la vera musica sa fornire e che molti colleghi più giovani gli invidiano.

Sir Mick ha attraversato la seconda metà del secolo con la sua voce inconfondibile: più che la chitarra di Keith Richards, più che la commovente meteora di Brian Jones, i Rolling Stones sono sopratutto una creatura di Jagger, che piacciano o meno; sono più “sporchi, brutti e cattivi” dei Beatles, meno ricercati dei Pink Floyd, meno eccessivi dei The Doors, ma sopratutto un monumento itinerante della musica, noto in tutto il mondo. Forse lo spirito non è più quello di un tempo (LSD, marijuana, arresti etc.) ma la tempra è rimasta quella di un tempo: voglia di divertirsi, di far divertire, di suonare fino allo sfinimento canzoni che, con 50 anni sulle spalle, restano sempre tra le hit più gettonate da ogni generazione. Oliviero Toscani, noto fotografo, ha affermato che “mettendo a confronto Mick Jagger e Mario Monti, entrambi 70enni, non si può che concludere che la droga faccia bene!”.

Solo le rughe ci ricordano che il “principe delle linguacce” è diventato vecchio, per il resto il sorriso è quello di un bimbo che si avvicina per la prima volta al microfono. E Mick Jagger forse ha scoperto il segreto dell’eterna giovinezza: credere di esserlo!.

Roberto Saglimbeni