Caratteristiche da capogiro per il nuovo monitor 4K annunciato da Dell

Dell, casa americana molto apprezzata nel mondo dei monitor professionali con la linea Ultrasharp, ha rilasciato ieri le caratteristiche di un nuovo monitor professionale da 24 pollici di diagonale con risoluzione Ultra HD 4K e 185 pixels per inch destinato al mercato consumer e professionale.

Al momento, non si hanno informazioni riguardo il costo e la data di commercializzazione, tuttavia la sigla adottata per il Dell U2414Q lascia ipotizzare un rilascio nella prima parte del 2014. Ma quali sono le caratteristiche tecniche annunciate di questo pannello? Secondo quanto riportato da Dell sul suo sito internet, sembra che ci troviamo davanti ad un monitor che farà gola a molti fotografi, oltre che ad altri creativi che si occupano di montaggio video, progettazione CAD o computer grafica. Ecco una lista delle caratteristiche più di rilievo del nuovo U2414Q:
  • Diagonale effettiva: 23.8 pollici
  • Formato: Widescreen 16:9
  • Tipologia pannello: IPS (In-Plane-Switching) con rivestimento anti-riflesso
  • Risoluzione ottimale: 3840 x 2160 @ 60 Hertz (solo tramite Display Port) oppure 3840 x 2160 @ 30 Hertz (tramite HDMI)
  • tempo di risposta: 8 ms
  • Angolo di vista: 178° in orizzontale e 178° in verticale
  • Spazio colore: copertura Adobe RGB 99% e sRGB 100%
  • Tipo di illuminazione: retroilluminazione a LED
Le specifiche tecniche parlano di un monitor di altissima gamma. Dal punto di vista fotografico, sono tre le cose che maggiormente attirano l’attenzione. 
In primo luogo, una copertura pressoché totale dello spazio colore Adobe RGB e questo, in congiunzione con una calibrazione di fabbrica operata da Dell che in genere è già eccellente, permette di restituire a schermo colori estremamente fedeli sia che le nostre immagini siano destinate al web sia che invece siano destinate ad essere stampate. Il secondo aspetto importante è la dimensione del pannello in relazione alla risoluzione: è, infatti, importante che Dell sia riuscita a realizzare un monitor 4K in 24 pollici mantenendo una densità dei pixel molto alta. Anche senza raggiungere i valori degli schermi retina di Apple, 185 pixel per pollice sono una densità tale in un pannello grande come un 24 pollici da consentire di apprezzare dettagli nelle nostre immagini che oggi, semplicemente, non riusciamo a distinguere sui nostri schermi. Infine, il rivestimento anti-riflesso è indispensabile per qualsiasi applicazione in cui l’accuratezza dei colori sia cruciale. Se avete avuto la possibilità di lavorare con un monitor glossy, infatti, vi sarete resi conto che l’estrema saturazione dei colori, il contrasto molto marcato e, soprattutto, i riflessi non rendono possibile una lavorazione accurata delle immagini. 
Come anticipato in apertura di articolo, non si è ancora a conoscenza né della data di rilascio né di un eventuale prezzo di vendita. Considerando, però, le caratteristiche che vi abbiamo elencato, è facile aspettarsi un prezzo di lancio non propriamente economico, attorno ai 1000€, destinato poi a calare nel tempo. Al di sotto dei 1000€, credo che sarebbe un acquisto da fare senza nessun dubbio sia per professionisti che per amatori.
E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere utilizzando il box dei commenti qui in basso!

Daniele è fotografo e fondatore dello Studio Fotografico inFocus di Roma. Per avere maggiori informazioni sullo Studio inFocus e sui diversi corsi organizzati visitate il sito www.studioinfocus.it oppure mettete “Mi piace” alla pagina Facebook dello Studio inFocus.
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Computer fai da te a basso costo con il "Kano kit"

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Il kit costa appena 99 dollari ed è disponibile su KickStarter.

I Computer quantistici, un passo avanti verso il futuro

I Computer quantistici, un giorno, saranno più potenti del miglior supercomputer odierno potendo svolgere un enorme numero di operazioni nello stesso istante. Un team di ricercatori internazionale è riuscito ad immagazzinare alcuni bits di dati per ben 39 minuti (il precedente record era di 2 secondi) a temperatura ambiente, rendendo più “pratica” la realizzazione della nuova generazione di computer.

Generalmente, i computer quantistici necessitano di temperature vicine allo 0 assoluto (-459.67 gradi Fahrenheit) per poter preservare le speciali caratteristiche dei materiali su cui si basano, e quindi funzionare. In questo caso, i ricercatori, hanno modificato i nuclei di circa 10 miliardi di atomi di fosforo manipolandoli fino a farli entrare in uno stato quantico chiave, stato in cui un atomo può assumere i valori 0 ed 1 contemporaneamente.

I computer standard immagazzinano i dati come stringhe composte da 0 o 1, registrati in sequenza.
Quando un atomo può assumere sia il valore 0 che il valore 1 nello stesso istante, permette di elaborare molti calcoli contemporaneamente e prende il nome di qbit (unità fondamentale dei computer quantistici).

I computer quantistici consumanto ingenti quantità di energia. In realtà non sono i computer quantistici in sé a consumare molta energia ma i sistemi di raffreddamento usati per ottenere una temperatura vicino allo zero assoluto, per questo motivo il lavoro di questo team è un passo molto importante verso la creazione (e commercializzazione) dei pc di futura generazione.

Siamo un passo più vicini al futuro e chissà cos’ha in serbo per noi.

HGST annuncia i primi Hard Disk all’elio, 6 TB e minor consumo energetico

HGST, azienda di proprietà di Western Digital specializzata nello storage, ha da poco annunciato l’inizio della produzione di una nuova serie di hard disk con un consumo minore del 20% rispetto ai classici hard disk e una capienza del 50% maggiore: infatti la nuova serie raggiungerà la capienza record di 6 TB di dati.
Per raggiungere tali prestazioni l’hard disk è stato riempito d’elio in modo che durante la rotazione dei dischi ci sia meno attrito, quindi meno sollecitazioni e vibrazioni.
Questa tecnica è conosciuta dal 1970 ma nessuna società è stata in grado realizzare degli hard disk funzionanti dato che l’elio tende a fuoriuscire da qualsiasi contenitore lo si immagazzini, come ad esempio dai palloncini.
Per assicurare i clienti sulla reale risoluzione dei problemi legati alla fuga d’elio, gli hard disk saranno in garanzia per almeno cinque anni.
I primi clienti che riceveranno la nuova serie di hard drive saranno: la società di telecomunicazioni cinese Huawei, l’istituto di fisica europeo (CERN) e il produttore di computer Hewlett-Packard (HP).

All’interno di un hard disk ci sono 1 o più dischi magnetici, ognuno dei quali ha un braccio sospeso sulla sua superficie. Alla fine di ogni braccio c’è una testina, ad una distanza di qualche nanometro dal disco, in grado di leggere e scrivere dati tramite un campo magnetico. Le distanze ridotte e l’alta velocità di rotazione dei dischi (7200 rpm) rendono la progettazione e realizzazione di un hard disk un lavoro molto complicato.
Quando i piatti iniziano a muoversi, l’aria che li circonda comincia a ruotare causando attrito contro i dischi che, per ruotare, devono consumare più energia elettrica. Sostituendo l’aria con l’elio i dischi subiscono meno turbolenze e meno attrito. La riduzione delle vibrazioni porta ad un minore consumo energetico, una minor temperatura d’esercizio ed una maggior densità di dati dato che ad una maggiore stabilità del braccio corrisponde una maggiore precisione. Inoltre, essendo i dischi meno soggetti alle turbolenze, è possibile assottigliarli. Grazie a tutte le migliorie apportate dall’elio è stato possibile aggiungere 2 piatti extra (arrivando a 7) e raggiungere la capacità di 6 TB.
Sono sempre più richiesti hard disk con maggiori capacità di immagazzinamento. Infatti, nel 2013, i produttori di hard disk hanno spedito dispositivi per una capacità totale di circa 750 miliardi di Gigabyte e si stima che entro il 2020 ci sarà una richiesta di 3500 miliardi di Gigabyte di storage. Il che spinge i produttori verso la realizzazione di hard disk sempre più capienti.

Misterioso dispositivo Android con chip Intel Bay Trail che fa record nei test di benchmark

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Intel si è finalmente risvegliata dal torpore del settore mobile, i suoi nuovi chip Haswell migliorano il consumo di energia risparmiando quindi la carica della batteria, soprattutto se paragonati a tablet e altri dispositivi basati su architettura ARM.

Ma che fine ha fatto l’ancor più economica architettura low cost Bay Trail pensata per l’utilizzo su dispositivi mobili? La Intel ha già rilasciato una demo di un tablet da 7″ con Windows 8, processore quad-core Bay Trail che potete visionare nel video in basso, e adesso sul database di AnTuTu compare un misterioso apparecchio con questo nuovo processore a risparmio energetico su cui gira Android. Il suo punteggio di benchmark? 43416 punti. Per fare un semplice confronto, il più potente processore con arhcitettura ARM, il chip Snapdragon 800, si ferma intorno ai 30000.

I dispositivi che monteranno Bay Trail dovrebbero avere un’autonomia ancora superiore rispetto a quelli con processore Haswell, cosa che li porta ad un livello superiore rispetto a quelli con architettura ARM, e su di essi girerà anche Android. Del resto chi lavora alle architetture ARM non resterà a guardare, e di questo trarremo tutti dei benefici.

iPhone, iPad e Mac – Recensioni degli utenti!

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Cosa c’è di più affidabile delle recensioni effettuate dai siti web esperti nel settore? Sicuramente l’esperienza di chi usa giornalmente il prodotto in questione!
Chiunque può lasciare il proprio parere/recensione sui prodotti Apple andando in questa galleria Facebook: iPhone, iPad, Mac – Recensioni degli Utenti
In questo modo oltre a generarsi interessanti discussioni si aiuterà chi deve procedere all’acquisto del prodotto!