Pink Punch: installazione "green" in rosa

L’installazione Pink Punch è stata realizzata dall’architetto e designer Nicholas Croft e dalla designer del paesaggio e artista Michaela MacLeod
Lo scopo di questa attraente installazione, realizzata in occasione del “2013 International Garden Festival” ai Giardini di Métis/Reford a Grand-Métis (Quebec, Canada) è quello di attirare i visitatori al di fuori dei soliti percorsi battuti, attraverso queste “camere-giardino” all’interno della foresta. 
La realizzazione delle “camere” viene svolta tramite il solo utilizzo della tecnica tradizionale del “tree wrapping”, l’avvolgimento dell’albero, utilizzato per proteggerli dagli urti esterni. 
Il colore rosa acceso serve invece, oltre ad attirare l’attenzione su di esso, anche a dividere la zona più selvaggia dalla vera e propria “camera”, in una maniera assolutamente non tradizionale. 
Si tratta di un’installazione temporanea, che varia a seconda del sito, ma che segue sempre il set di istruzioni dei progettisti. 
Questo paesaggio rosa è stato realizzato tramite l’utilizzo di una corda in lattice di gomma naturale avvolta intorno ad ogni albero da un’altezza di circa 3 metri fino a raggiungere il suolo ed espandendosi a terra per un altro metro circa. 
Quando un piccolo gruppo di alberi sono completamente avvolti fino ad unirsi sul suolo, si viene a creare una vera e propria zona salotto comune alla base di ogni albero, realizzando un luogo di contemplazione e osservazione della natura circostante. 
Fotografie: Sylvain Legris
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Onsitestudio progetta le aree di servizio per l’Expo2015

In occasione del futuro Expo2015 che si terrà a Milano, sono stati nominati i vincitori dei concorsi per la realizzazione delle strutture di sostegno all’evento. 
Il primo premio del concorso internazionale per la realizzazione delle Aree di servizio è stato aggiudicato a Onsitestudio (Gian Carlo Floridi e Angelo Lunati) in collaborazione con Liverani/Molteni Architetti, Monica Lavagna, Lavinia Chiara Tagliabue e Michela Buzzetti
Durante la conferenza stampa di premiazione i progettisti hanno avuto l’occasione di presentare al pubblico presente il loro progetto, nel quale acqua, legno, luce e ombra sono gli elementi costitutivi. 
Questo spazio pubblico è costituito da tredici grandi edifici, diciassette di medie dimensioni e sedici piccole unità di 64.000 mq di superficie lorda di piano. 
Il progetto, più che alla realizzazione di un edificio punta alla creazione di uno spazio. L’unità di spazio e struttura è resa evidente dall’uso totale del legno, come unico materiale, scegliendo così di non affrontare la questione della diversità, piuttosto quella dell’uniformità. 
Il sistema strutturale si ripete ribadendo a diverse scale il motivo della medesima colonna rastremata con “entasis” nella parte centrale, e della medesima lastra. In questo modo le due unità più grandi (stecche) e i più piccoli (chioschi e Infopoint) sono costituiti dallo stesso sistema prefabbricato. 
Il sistema, con la sua nudità e trasparenza, permette di mettere in evidenza il fascino stesso delle strutture: assenza che conduce gli edifici ad una sorta di contemporaneità e che li rende “universali”, rinunciando a tutto ciò che è superfluo. 
Così gli edifici non sono rivestiti da facciate, ma da ombre. 
 
I progettisti dichiarano di essersi ispirati al progetto dal disegno delle risaie sul paesaggio agricolo lombardo, in quanto produttore di alimenti, mentre la profondità del progetto è ispirata ai boschi di pioppi delle stesse campagne che circondano l’Expo stesso. 
 
L’uso dell’acqua sulla copertura sarà funzionale anche al laboratorio di sostenibilità ambientale, uno tra i motivi principali per il quale il progetto è stato selezionato. 
Il velo d’acqua che ricoprirà le facciate faciliterà la riconoscibilità degli edifici all’interno dell’area espositiva, oltre ovviamente a sottolinearne l’importanza all’interno dell’evento stesso, in quanto fonte vitale.
Per approfondimenti sui progetti che hanno partecipato al concorso: