Salvini attacca l’euro:"Crimine contro l’umanità"

Gravi parole di Matteo Salvini al congresso federale straordinario della Lega, nel quale l’attuale segretario, che alle primarie del Carroccio con oltre l’82% delle preferenze aveva battuto Bossi, è stato confermato nel suo ruolo. “Stiamo assistendo a un attacco mediatico senza precedenti contro la Lega da parte dei giornalisti italiani e romani. Dal prossimo congresso sarà ammesso in sala stampa solo chi mostra obiettività” – sostiene Salvini – “perché noi non ci arrendiamo fino all’indipendenza, la Padania è pronta a mobilitarsi con migliaia di sezioni pronte alla lotta. Chi attacca il Nord e arresta i nostri sindaci deve iniziare a tremare”.
Sull’euro Salvini non risparmia critiche:”Non lo accettiamo, è un crimine contro l’umanità. Dobbiamo far saltare l’euro e poi potremo riprendere la nostra lotta per l’indipendenza. La Lega ha salvato questo stato ladro dal tracollo” – dice il segretario – “e fanno pure le indagini sui rimborsi facili. Non dobbiamo giustificarci di nulla, con la Lega si risparmia.” – sostiene rivolgendosi a Cota, al centro di un’inchiesta della Procura di Torino -. “Gli altri Stati, uscendo dall’euro, recupereranno la sovranità nazionale ma a noi l’Italia non interessa, vogliamo la Padania libera e sovrana” -conclude un invasato Salvini. Parole di rara gravità che non mancheranno di scatenare polemiche nelle prossime ore. 
Roberto Saglimbeni
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La Cina apre alle richieste di cambiamento: le ultime riforme del PCC

 
Dopo anni di pressione da parte degli organismi internazionali la Cina allenta la stretta in tema di rispetto dei diritti umani. È un provvedimento di ieri quello che sancisce la chiusura definitiva di tutti i campi per la “rieducazione attraverso il lavoro” in cui venivano rinchiuse le persone considerate pericolose per il regime. Questa misura presa dal governo cinese fa parte di un intero pacchetto di riforme sulla giustizia, all’interno del quale vi sono altre importanti decisioni: la riduzione graduale dei crimini per i quali viene sentenziata una condanna a morte, l’abolizione della tortura e dei maltrattamenti come metodo di estorsione sui carcerati e la possibilità per i cittadini di difendere i propri interessi privati attraverso un avvocato. 
La linea politica del Partito Comunista varia anche in ambito economico. Infatti l’apertura agli investitori privati non è più un segreto e la competizione con le Compagnie statali si sta liberalizzando gradualmente. È sicuramente stata la grande crescita in termini di PIL a convincere il PCC a dare più spazio alle aziende private nel mercato, anche se tuttora lo Stato ha un ruolo primario e insuperabile soprattutto nel settore industriale. Gli obiettivi su cui attualmente si concentra la liberalizzazione nell’economia riguardano la compravendita dei terreni e l’imposizione fiscale ancora fortemente penalizzante per le imprese non statali. La rinnovazione dell’economia è più evidente e al passo coi tempi se si pensa che le maggiori garanzie di libertà sono state concesse in un settore moderno come l’e-commerce
Per quanto riguarda i temi sociali la Cina ammorbidisce la politica del figlio unico. Il controllo sulle nascite, previsto dal 1979, ha provocato un notevole invecchiamento della popolazione e questo non è un fattore positivo soprattutto in senso di diminuzione della forza lavoro. Il diciottesimo Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha deciso: d’ora in avanti le coppie, in cui almeno uno dei membri è figlio unico, potranno avere due bambini. La questione grave, che si vuole bloccare, di questi trent’anni di pianificazione familiare riguarda gli oltre 280 milioni di aborti e le 515 milioni di operazioni di sterilizzazione e di contraccezione. La Cina con questa scelta cerca di riequilibrare la crescita economica con quella demografica, e prova a sfatare il mito di essere un paese vecchio prima che ricco. 
Bo Xilai
Sorprendentemente, ma questa non è una decisone del governo di Xi Jinping, si è assistito alla nascita di un nuovo partito alternativo al PCC. Si chiama Zhi Xhian, tradotto come Partito dell’autorità suprema della Costituzione”, ed è stato fondato da una professoressa dell’Università di Pechino, Wan Zheng, sostenitrice di Bo Xilai. L’ex segretario del Partito Comunista, condannato all’ergastolo lo scorso 25 ottobre per corruzione e abuso di potere, ne è stato nominato presidente a vita. Questa provocazione di Wan Zheng in sé e per sé non va contro i principi costituzionali, che non specificano l’esistenza di un singolo partito, ma in passato decisioni come questa hanno portato all’arresto e alla censura. 
La speranza della comunità internazionale è che le riforme che si sono susseguite repentinamente negli ultimi giorni siano i primi segnali di un cambiamento di rotta in Cina. È chiaro che non si può parlare di svolta democratica, ma la prima potenza mondiale sta cercando di ammodernare il Paese sotto tutti i campi e questo si deve anche all’inserimento, nello scorso marzo, del nuovo leader Xi Jinping

Emanuele Pinna

L’America in Shutdown: le conseguenze sull’economia mondiale

Da ieri notte gli U.S.A. hanno chiuso i battenti. No, non è uno scherzo, ma solo la conseguenza del mancato accordo tra Repubblicani e Democratici, che ha portato alla mancata approvazione del bilancio provvisorio e all’automatico stop di tutti quei servizi federali ritenuti “non necessari”. Chiusi a tempo indeterminato parchi, musei, alcuni sportelli ministeriali; possibili riduzioni al personale civile e militare; in sintesi, più di 800 mila statali a stelle e strisce si ritrovano, da ieri notte, senza stipendio.

Lo shutdown, che non si verificava dai tempi di Clinton (1996), è, in situazioni normali, un impedimento di scarsa rilevanza, generalmente superato nel giro di tre/quattro giorni: nel caso specifico, però, la situazione sembra molto più grave e potrebbe portare a pesanti conseguenze sul piano globale. Com’è noto, infatti, il partito repubblicano si è fieramente opposto alla c.d. Obamacare, la riforma sanitaria voluta dai democratici, e il secco “no” della Camera (in cui “l’Elefante” gode della maggioranza) è dunque da leggere come feroce vendetta politica, benché consumata sulle spalle dei cittadini.

Dopo aver, invano, tentato di richiamare il Congresso alle sue responsabilità, Obama ha rivolto un duro attacco agli avversari sotto forma di messaggio alle truppe: “Voi e le vostre famiglie meritate di meglio rispetto alle disfunzioni del Congresso. L’effetto di questo shutdown può essere peggiore di quello della Seconda Guerra Mondiale, ci attendono giorni di incertezza”- ha affermato il Presidente.

Gli effetti di uno shutdown di breve periodo, all’incirca 2 settimane (data la situazione politica), corrispondono a una diminuzione netta di circa -0,3% del PIL U.S.A.; uno stop di circa un mese porterebbe invece a una perdita dell’1,4%, con ovvie ripercussioni catastrofiche sull’economia mondiale. Non mancheranno, è vero, i “servizi minimi per la persona e in difesa della proprietà” (carceri, scuole, ospedali), ma ad essere paralizzata è l’intera struttura sulla quale si regge la macchina federale, e con essa il motore stesso della prima potenza al mondo. Se a ciò aggiungiamo la crisi di uno dei più potenti alleati degli USA, ovvero l’Italia, costretta ad aumentare l’IVA per sfuggire al default, si capisce bene come i giorni che si preparano siano più duri di quelli già vissuti.

Roberto  Saglimbeni