Angry Birds Go! : Il gioco dove il più ricco vince

Il nuovo gioco di corse di Rovio, Angry Birds Go!, non ancora in commercio salvo per la Nuova Zelanda, non ha mezze misure: le micro – o dovrei dire macrotransazioni – arrivano a superare addirittura i 100$ per una vettura sbloccabile.
Il titolo è un free-to-play e presenta un sistema di compravendite che sfrutta due valute, l’una ottenibile in game e l’altra con soldi reali.
Purtroppo le auto più potenti potranno essere ottenute soltanto attraverso il proprio portafogli e il giocatore che decidesse di saltare questo passaggio upgradando la macchina che più gli piace sarà sempre svantaggiato rispetto al player pagante; la Big Bang Special Edition, ad esempio, costa ben 125$.

Cosa ne pensate di tutto ciò? Siamo davvero arrivati al punto in cui i videogiochi e gli utenti sono diventati nientemeno che un succoso frutto da spremere fino all’ultima goccia?
È corretto privare il giocatore della soddisfazione di sbloccare oggetti e utensili con impegno e perseveranza proponendogli – anzi obbligandolo – a spendere ancora e ancora?
Il mondo videoludico si sta incupendo sempre di più.
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Misterioso dispositivo Android con chip Intel Bay Trail che fa record nei test di benchmark

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Intel si è finalmente risvegliata dal torpore del settore mobile, i suoi nuovi chip Haswell migliorano il consumo di energia risparmiando quindi la carica della batteria, soprattutto se paragonati a tablet e altri dispositivi basati su architettura ARM.

Ma che fine ha fatto l’ancor più economica architettura low cost Bay Trail pensata per l’utilizzo su dispositivi mobili? La Intel ha già rilasciato una demo di un tablet da 7″ con Windows 8, processore quad-core Bay Trail che potete visionare nel video in basso, e adesso sul database di AnTuTu compare un misterioso apparecchio con questo nuovo processore a risparmio energetico su cui gira Android. Il suo punteggio di benchmark? 43416 punti. Per fare un semplice confronto, il più potente processore con arhcitettura ARM, il chip Snapdragon 800, si ferma intorno ai 30000.

I dispositivi che monteranno Bay Trail dovrebbero avere un’autonomia ancora superiore rispetto a quelli con processore Haswell, cosa che li porta ad un livello superiore rispetto a quelli con architettura ARM, e su di essi girerà anche Android. Del resto chi lavora alle architetture ARM non resterà a guardare, e di questo trarremo tutti dei benefici.

HTC One: La HTC afferma che la mancanza dello slot microSD sia dovuta a problemi di spazio

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Non è un segreto che la decisione della HTC di non inserire uno slot per memory card microSD sul proprio ultimo telefono di punta si sia rivelata estremamente impopolare nei confronti del pubblico. La compagnia ha ricevuto numerose critiche da utenti e recensori riguardo l’omissione di questa funzionalità nell’HTC One. A rendere ancora peggio la cosa, la variante cinese dell’HTC One include per l’appunto uno slot di espansione per schede microSD.

Inizialmente abbiamo supposto che fosse a causa del fatto che la variante avesse poche decine di millimetri di bordo extra, dovute alla presenza della funzione dual-SIM, Sebbene la HTC non fosse molto entusiasta all’idea di dover dare spiegazioni riguardo le differenza dei due modelli… fino ad ora. 

Ecco ciò che dice la HTC:
Poichè la versione cinese dell’HTC One è progettata specificatamente per le più basse frequenze radio cinesi, abbiamo avuto dello spazio addizionale all’interno del dispositivo che ci ha permesso di inserire uno slot microSD. Questo spazio non ci è stato disponibile per la versione globale.
E’ una scusa interessante quando la presenza dello slot dual-SIM avrebbe avuto molto più senso. Questo semplicemente ci insospettisce ancora di più sulle reali motivazioni della HTC. Se la variante cinese ha un dispositivo radio più piccolo, perchè allora è stato anche necessario aumentarne la larghezza rispetto ai modelli per il mercato europeo ed americano?
E considerando che in commercio ci sono telefoni molto più sottili rispetto l’HTC One e che comunque includono uno slot per schede microSD, semplicemente non ci beviamo questa scusa (o quantomeno non la consideriamo valida al 100%). Non consideriamo poi il fatto che diversi telefoni HTC del 2012, che erano più spessi in modo rilevante rispetto all’HTC One, non avessero a loro volta uno slot per schede di memoria microSD.

Pensate anche voi che la HTC stia solo accampando delle scuse, o pensate ingenuamente che la progettazione dell’HTC One abbia impedito di trovare un modo per infilarci un minuscolo slot per schede microSD in un qualunque angolino dello smartphone? In ogni caso ciò non ha impedito alla HTC di vendere, ad oggi, quasi 5 milioni di HTC One, per cui suppongo che in entrambi i casi non sarà troppo un male per loro.