Maldive, la polizia impedisce le elezioni e prende il potere: è ‘golpe’

Mohamed Nasheed
“Un giorno buio per la democrazia”: così titola il Minivan News, a seguito del “golpe” effettuato stamattina dalla polizia nelle Maldive. Lo Stato insulare si apprestava a svolgere regolari elezioni, ma i preparativi sono stati interrotti nella prima mattinata e la democrazia sospesa. 
L’annuncio è stato dato dal Comitato per le Elezioni, che attraverso un comunicato ha dichiarato: “Mentre stavamo effettuando i preparativi per le operazioni di voto, il Servizio di Polizia delle Maldive ha imposto che nessun documento relativo alle elezioni lasci l’ufficio della commissione, stoppando di fatto lo svolgimento delle elezioni.” 
Si sospetta che la polizia abbia agito per impedire la rielezione del candidato progressista Mohamed Nasheed, che nei giorni scorsi aveva già subito attacchi giudiziari che avevano ostacolato il corretto svolgimento della campagna elettorale. Le elezioni si erano già svolte il 7 settembre scorso, ma il loro risultato era stato annullato dalla Corte Suprema del Paese in seguito al ricorso del principale concorrente di Nasheed, il Jumhoree Party. Anche in quell’occasione era stato l’ex premier a spuntarla, col 45,5% dei voti. 
La polizia si era già apertamente schierata contro Nasheed, rifiutando di eseguire i suoi ordini durante una crisi di governo nel 2011 e schierandosi al fianco dei protestanti durante una manifestazione contro il premier. L’atteggiamento delle Forze dell’Ordine fu uno dei fattori che spinse Nasheed a dimettersi anticipatamente.

Giovanni Zagarella
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Economia, allarme rientrato, gli USA stoppano lo shutdown

Dopo più di due settimane Repubblicani e Democratici hanno trovato l’accordo sullo shutdown, riaprendo, di fatto, lo stato federale.
Parchi, musei, la stessa NASA rientreranno da domattina in funzione, salvando il posto di 800000 lavoratori e garantendo quei servizi qualificati come “non essenziali”. Ma non è questa la notizia più importante della giornata: come comunicato poco fa da Reid e McConnell, capigruppo dei due schieramenti, l’accordo tra “elefante” e “asinello” riguarda anche e sopratutto l’innalzamento del tetto massimo del debito USA, il cui superamento, che sarebbe avvenuto domani, avrebbe cancellato dei servizi (questa volta sì) essenziali.
Immediata la risposta dei mercati d’oltreoceano, in forte rialzo in attesa delle reazioni europee, è salvo il ranking tripla A degli States, posto sotto osservazione nei giorni scorsi.

Roberto Saglimbeni