Sul web tre racconti inediti di Salinger: sarebbero dovuti uscire nel 2060

Secondo un desiderio espresso da J.D. Salinger, alcune delle sue opere non sarebbero dovute essere pubblicate prima del 27 gennaio 2060, a 50 anni precisi dalla sua morte. E invece, con un anticipo smisurato, tre racconti inediti sono stati diffusi sul web da alcuni siti di filesharing.
In versione PDF – prima in un’asta su eBay e poi caricata su Internet – è presentato semplicemente con il titolo Three Stories, una delle quali, The Ocean Full of Bowling Balls, illustra la vita di Kenneth Caulfield, personaggio che confluirà nell’immagine di Allie, il fratellino scomparso che Holden Caulfield ricorda nostalgicamente in The Catcher in The Rye.
Che non si tratti di un falso lo ha confermato a BuzzFeed un esperto conoscitore di Salinger, Kenneth Slawenski.

The Ocean Full of Bowling Balls, e gli altri due Paula e Birthday Boy sono conservati negli Stati Uniti, il primo nella biblioteca della Princeton University e gli altri nell’ Harry Ransom Centre dell’Università del Texas.

J.D. Salinger, sempre schivo, si era ritirato dalla vita pubblica moltissimi anni fa. Continuò l’attività di scrittore nonostante la sua minor presenza dalla scena culturale e praticamente dagli anni Sessanta non c’è traccia di una sua pubblicazione. 
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Always-on voice di Google porta la ricerca vocale sul tuo computer desktop

Oggi Google ha rilasciato un’estensione di Chrome che rende disponibile always-on voice su desktop. Con questa estensione istallata la ricerca vocale funziona esattamente come sul Nexus 5. Quando si ha il sito Google.com in primo piano nel browser, basta dire “Ok Google” e le parole da ricercare.

Probabilmente l’estensione di Chrome è solo una soluzione di passaggio a qualcosa di più integrato in tutti i browser (non solo su Chrome) visto che HTML 5 supporta nativamente la registrazione vocale.

Maggiori dettagli sulla pagina dell’estensione.

Io odio il lettore medio

Io odio il lettore medio.
Sì, lo odio e non me ne vergogno. Detesto con tutto il mio cuore questa massa scalpitante di internauti, questo gregge di gargantuesche proporzioni che coi suoi click (de)forma il mercato e pretende di decidere anche cosa devo scrivere io. Lo odio perché a me, le sue decisioni, non piacciono per niente.
Il tipico lettore medio abita i social network di ogni tipo. Per attirarlo sul proprio sito è necessario innanzitutto un titolo frivolo o sensazionalistico, non importa quale sia il vero contenuto del pezzo. Un articolo intitolato “IN COMMERCIO LE MUTANDE CHE FILTRANO LE SCORREGGE” diventerà con estrema facilità cliccato e popolare sulla rete, proprio grazie alla massiva azione del lettore medio.
Tra un reportage impegnato ed una notizia scherzosa, l’errabondo lettore medio sceglierà sempre la seconda. Sempre, senza margine d’errore. E nell’epoca dei giornali online, in grado di sopravvivere solo grazie ai click sui loro siti web, questo genere di notizie abbonda. Salvataggi di gattini, panda giocolieri, gli ultimi avvenimenti nella vita delle star: il web è sempre più monopolio di questi “articoli”, mentre lo spazio per le riviste specialistiche e per i pezzi di qualità si riduce.
Ed è così che nascono siti esclusivamente dedicati a questo genere di non-notizie, prodotte da non-giornalisti ad uso e consumo di non-lettori. Un circolo vizioso che alimenta un mercato malsano e virulento all’interno del mondo del giornalismo serio.
Ovviamente questi siti web hanno un successo di pubblico incredibile. In pochi mesi li ritrovi dappertutto, ed i loro articoli invadono la home del tuo social network preferito. Riescono in poco tempo a conquistare una popolarità immensa (seppur effimera), sostenuta dalle risate sguaiate che il lettore medio tanto ama farsi leggendo le schifezze che producono.
Anche i giornali si devono adeguare davanti allo strapotere del lettore medio, conformandosi a questo trend deviato. Ed è così che anche le grandi testate italiane si piegano dando in pasto al proprio pubblico gatti, panda e compagnia cantante. Perché il libero mercato non ammette sconti, e se vuoi sopravvivere devi proporre la stessa aria fritta che propongono i tuoi avversari.

Caro lettore medio, vorrei rinnovarti il mio odio nei tuoi confronti, e dirti che non mi piegherò mai alle tue leggi. Continuerò imperterrito col mio lavoro, scrivendo per un’altra categoria di lettori: quelli che si interessano, che leggono con passione, che analizzano e spesso criticano ciò che scrivo, per aiutarmi a migliorare. Tutte cose che tu, lettore medio, non puoi e non potrai mai darmi.

Internet sempre a portata di mano con il Tp-Link M5350

Spesso mi capita di essere in viaggio e di portare con me diversi device che si collegano ad internet tra cui il tablet, lo smartphone e il computer portatile. Non sempre però ho a disposizione un collegamento da poter condividere tra tutti questi dispositivi, a volte perché la funzione di condivisione delle connessione tramite cellulare non è consentita dal mio operatore, oppure perché non c’è nessuna rete wi-fi libera nelle vicinanze. In queste circostanze un apparecchio come il TP-Link M5350 può tornare utile.

Si tratta di un hotspot portatile che consente di collegarsi alla rete 3G fino a 21.6Mbps in download e 5.76Mbps in upload, condividendo la connessione con un massimo di 10 dispositivi WiFi collegati simultaneamente.
Tramite il display OLED è possibile verificare con la massima semplicità lo stato della rete mobile, lo stato della connettività Internet, delle connessioni WiFi e della batteria. La batteria interna ricaricabile da 2000mAh garantisce fino a 8 ore di funzionamento in assenza di alimentazione esterna (come da dichiarazione del costruttore) variabili ovviamente in funzione della qualità del segnale e del traffico generato. La ricarica è possibile tramite cavo USB da computer o con l’alimentatore incluso nella confezione.
È inoltre possibile inserire una memory card della dimensione massima di 32GB che viene identificata come uno storage USB esterno dai dispositivi collegati.
Scheda prodotto 
Descrizione:  Router 3G/4G Portatile Wireless N150
Compatibilità:  LTE/HSPA+/HSUPA/HSDPA/UMTS/EVDO
Interfaccia:  1 Porta WAN/LAN 10/100Mbps,  1 porta USB 2.0 per modem 3G/4G, 1 porta MiniUSB per alimentazione
Modalità di lavoro:  Router 3G/4G, Access point (AP), WISP Client Router, Router Wireless
Velocità: Fino a 150Mbps
Dimensioni: 74 x 67 x 22mm
Batteria: Interna
Peso: 60g
Controllo di accesso: Parental Control, Host List, Access Schedule, Rule Management
Micro SD Card Reader: Fino a 32 GB

Google e Microsoft: un algoritmo contro la pedofilia online

Via la pedopornografia da internet: obbiettivo arduo, se pensiamo alla vastità della rete, ma necessario per proteggere le fasce più deboli e i più piccoli dalle insidie del web. E, da oggi, obbiettivo che appare sempre più vicino: Google e Microsoft, infatti, hanno sviluppato insieme una serie di software che renderanno più difficile reperire immagini di minori vittime di abusi. Come spiega Eric Schmidt, presidente del consiglio di amministrazione di Google, “il sistema cancellerà dal web oltre  100 mila termini che possano ricondurre a contenuti pedopornografici. Al posto dei risultati della ricerca l’utente troverà una pagina vuota, priva di link”, e poi continua “Se pensiamo che a breve il software sarà disponibile in oltre 150 lingue è facile comprendere come l’impatto sarà certamente rivoluzionario ed efficace”. Anche Microsoft, che ha lavorato allo sviluppo del progetto, ha deciso di applicarlo al suo motore di ricerca, Bing. “L’efficacia del sistema”, dichiara ancora Schmidt, “sta nel sistema di riconoscimento facciale: quando si registra un’immagine pedopornografica con la faccia di un minore vittima di abusi, questa viene automaticamente rimossa e non è più reperibile”.
“Un’iniziativa lodevole, ma non basta”. Così Jim Gamble, ex executor chief del servizio di protezione dei minori sul web del Regno Unito, si esprime sul nuovo sistema. “I pedofili” dichiara Gamble “non vanno su Google a cliccare “immagini”, ma condividono la loro malata perversione ai limiti di internet, in siti e piattaforme in cui è difficile entrare e incidere con questi sistemi”. Anche altre associazioni di attivisti, pur apprezzando il progetto, esprimono dubbi sulla sua reale efficacia e lo stesso Schmidt, nel presentarlo, ha detto chiaramente che non è ancora possibile attuare un controllo preventivo sui contenuti messi in rete, ma solo una censura ex post. Dunque, un primo passo per vincere una battaglia che si preannuncia ancora lunga. 

3G e 4G: dal 2014 sarà possibile collegarsi dall’aereo

I passeggeri degli aerei all’interno dell’Unione Europea potranno presto sfruttare le reti 3G e 4G in volo grazie ad una modifica delle normative da parte della Commissione Europea che permetteranno la diffusione delle onde radio 3G e 4G oltre i 3 km di altezza (al di sotto di quest’ altezza non si potrà navigare per motivi di sicurezza).
Dopo il via libera della commissione interverrà la “European Aviation Safety Authority” (EASA) pubblicando le modalità d’uso dei dispositivi in volo entro la fine del mese
L’ultima parola spetterà alle varie compagnie aeree che decideranno se montare gli apparati MCA (mobile communication on-board aircraft)  necessari per l’uso delle connessioni sui propri velivoli.
Dato che la connessione avviene tramite collegamento satellitare la Commissione Europea ha dichiarato che dovranno essere inviati nuovi satelliti nello spazio con capacità  maggiori di (almeno) 10 volte rispetto a quelli attuali. 

Per sapere i prezzi delle connessioni in volo basta guardare la voce “roaming nel resto del mondo” del proprio operatore e ci si renderà conto che i prezzi sono davvero altissimi. Attualmente, con l’operatore “3”, il prezzo è di 29,48 €/MB

Nonostante gli alti prezzi e la bassa velocità il traffico generato tramite i sistemi MCA sono aumentati del 300% (in America).

Il ritorno di Napster in Europa come servizio di musica in streaming

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Dopo più di un decennio Napster è tornato! Disponibile in Italia e in altri 13 paesi europei, ma questa volta cambia forma, è diventato un servizio di musica in streaming a pagamento.

Per le nuove generazioni che non lo conoscono Napster è nato alla fine degli anni ’90 negli USA come un servizio di P2P. Il suo funzionamento si basa sulla semplice condivisione di musica, semplice come un motore di ricerca, bastava cercare una canzone e subito partiva il download in formato MP3.
Dopo il blocco negli Stati Uniti, seguito da molteplici cause legali da parte delle case discografiche il marchio è stato acquistato da Roxio nel 2002, che lo ha venduto a Best Buy nel 2008 per 121 milioni di dollari. Infine, due dei più grandi nomi dell’industria della musica digitale: Rhapsody e Napster si sono uniti nel 2011 per far fronte comune contro i loro nuovi rivali: Spotify, Rdio e MOG.
Oggi Napster è legale, il suo catalogo vanta più di 20 milioni di canzoni ed il costo di un abbonamento è di 9,95 € al mese.
Si può accedere a un contenuto in streamig tramite il web o l’app per dispositivi mobili. Napster offre anche contenuti extra come ad esempio notizie, interviste ecc… inoltre l’utente ha la possibilità di scaricare la musica sul cellulare e ascoltare musica anche offline!
Vi consigliamo di leggere il seguente articolo: Film e Musica in Streaming, legalmente si può fare!