Gli ultimi aggiornamenti dalla Siria: escalation di bombardamenti aerei e vittime – FOTO E VIDEO

(Khalil Ashawi, Reuters)

La lista delle vittime della guerra civile siriana continua ad allungarsi. L’Osservatorio per i Diritti Umani in Siria presenta l’ultimo bollettino della battaglia degli ultimi giorni: 49 civili, 46 ribelli, 46 soldati dell’esercito regolare e almeno 20 jihadisti dell’ISIS hanno perso la vita nell’ultima settimana. L’epicentro degli scontri è la provincia di Damasco dove gli insorti resistono all’avanzata delle forze governative. Questi ultimi morti si vanno ad aggiungere alle quasi 100mila vittime degli ultimi due anni di feroci scontri tra le milizie di Bashar al-Asad e gli oppositori al regime.

(Al Khalidiya, Reuters)

L’ultimo bombardamento aereo risale a sabato mattina, quando i MiG dell’esercito distruggevano un sobborgo a est di Aleppo facendo strage di civili, tra cui parecchie donne e bambini. È proprio su queste vittime che si concentra lo studio dell’ Oxford Research Group. Secondo il suo rapporto, dall’inizio della guerra civile ad oggi, sono 11420 i morti con meno di diciassette anni. Fra essi sono numerosi quelli che hanno subito una condanna capitale o sono deceduti dopo le torture inflittegli dai loro carcerieri. Ovviamente lo studio riporta solo le vittime accertate ma è possibile, se non sicuro, che la lista sia incompleta a causa dell’inaccessibilità di alcune zone del Paese.

Nel mentre il gruppo Qaedista, Jabhat al-Nusra, che affianca i ribelli siriani, ha conquistato il centro petrolifero di al-Omar situato al confine con l’Iraq. È inutile dire quanto sia importante questa vittoria da parte delle forze rivoluzionarie. Da questo momento in poi esse possono impedire al governo di ricevere quelle rendite che gli permettono di acquistare le armi per mandare avanti la battaglia.

Intanto oggi a Ginevra dovrebbe prendersi una decisione sul giorno d’inizio della conferenza di pace sulla Siria, chiamata Ginevra 2. Secondo alcune fonti diplomatiche, Ban Ki-moon potrebbe annunciare la data al termine della riunione odierna. Le voci parlano di un ulteriore slittamento a gennaio dopo i numerosi rinvii dati dal mancato accordo su chi debba rappresentare l’opposizione e il governo di Damasco. 

Emanuele Pinna

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