45 impressionanti Foto che rappresentano la Storia dalla nascita della fotografia ad oggi

Dopo l’enorme successo dell’articolo sulle “40 fotografie del passato che non potete assolutamente perdervi” ho deciso di mettere a disposizione di questo giornale il frutto del mio lavoro di ricerca sulle foto che illustrano fatti e situazioni chiave della nostra storia, dalla nascita della fotografia ad oggi, lavoro iniziato anni fa sul mio blog fotografico personale.
Ovviamente è impossibile fare una raccolta di foto completa di tutti gli eventi che hanno caratterizzato la storia in un solo articolo, per questo motivo pubblicheremo una serie di post sulle foto storiche per poi raccogliere l’intero lavoro in un unica galleria fotografica ben ordinata.

1. La prima foto della Storia [1826]

La prima vera fotografia fu scattata da Joseph Nicéphore Niépce nel 1826 su Bitume di Giudea (sostanza che possiede la proprietà di divenire insolubile in olio di lavanda dopo che lo stesso è stato esposto alla luce).
Il tempo d’esposizione di 8 ore causa l’impressione che gli edifici siano illuminati dal sole sia da destra sia da sinistra.
In realtà questa non fu la prima foto fatta da Niépce. Nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica (che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro) utilizzando un foglio di carta sensibilizzato, probabilmente, con cloruro d’argento. L’immagine, tuttavia, non poteva essere fissata permanentemente, cosa invece che gli riuscì nel 1826 con questa “foto” al Bitume di Giudea.

2. Mathew Brady – Federal Dead on the Field of Battle of First Day [1863]

Le foto di Mathew Brady sono la testimonianza della brutalità della guerra civile americana.

3. La prima Guerra Mondiale [1914]

4. Migrant mother, icona della grande depressione [1936]

Il titolo di questa foto è “Migrant mother” ed è stata scattata nel 1936 in California dalla fotografa Dorothea Lange.
Migrant mother fu probabilmente quella che tutt’oggi viene considerata un’icona della storia della fotografia: il soggetto è Florence Owens Thompson, una donna di 32 anni, madre di sette figli, immortalata nei pressi di un campo di piselli in California (il titolo originale, infatti, è Destitute Pea Picker), secondo molti, Florence Owens Thompson è l’icona della Grande Depressione. La Lange scattò l’immagine durante una visita ad un campo di raccolta di ortaggi in California nel Febbraio 1936, e mentre lo faceva, rese al meglio la resistenza di un’orgogliosa nazione che si trovava nel bel mezzo di una crisi mai vista prima.

5. The Tetons – Snake River di Ansel Adams [1936]

La fotografia al servizio della natura, con questa famosa fotografia (che fa parte di una serie) Ansel Adams salvò il King Canyon.
Nel 1936 egli portò le sue foto a Washington e fece in modo che il King Canyon in California venisse preservato e salvato. Ebbe successo nel suo intento e il King Canyon venne dichiarato parco nazionale.
Il Minarets Wilderness nell’Inyo National Forest venne ribattezzato Ansel Adams Wilderness nel 1984 in suo onore. Il monte Ansel Adams, una cima di 3.584 metri nella Sierra Nevada, prese il nome da lui nel 1985.

6. Hitler visita Parigi [1940]

Quando Adolf Hitler visitò Parigi durante la seconda guerra mondiale, i Francesi disattivarono gli ascensori, in tal modo sarebbe stato costretto a salire i 1792 gradini fino alla sommità. I Francesi dissero che per causa della guerra era impossibile trovare il pezzo di ricambio, anche se poche ore dopo la partenza dei Nazisti gli ascensori funzionarono di nuovo. Hitler rimase ai piedi della Torre Eiffel.

7. Pearl Harbor [1941]

L’ attacco di Pearl Harbor fu un’operazione aeronavale che ebbe luogo il 7 dicembre 1941, quando forze navali ed aeree giapponesi attaccarono la base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii. L’attacco, portato senza una preventiva dichiarazione di guerra da parte giapponese, che fu formalizzata soltanto ad attacco iniziato, causò l’intervento statunitense nella seconda guerra mondiale.

8. 20th Century Fox – Betty Grable [1942]

Betty Grable dalla Seconda guerra mondiale fino alla guerra di Corea fu un simbolo per migliaia di soldati americani al fronte, che tenevano la sua immagine negli zaini, negli armadietti e sui cruscotti dei loro veicoli.
Fu per lei e per altre attrici di genere burlesque o fetish, come Tempest Storm e Gypsy Rose Lee, che venne coniato il termine pin-up.
Soprannominata “le gambe”, divenne un idolo della gioventù d’Oltreatlantico ballando e cantando in una serie di film musicali prodotti dalla Twentieth Century Fox che ebbero grande successo nella prima metà degli anni quaranta.

9. Lo sbarco in normandia, D-DAY, foto di Robert Capa [1944]

Fotografia di Robert Capa realizzata durante lo sbarco in Normandia, uno dei pochi fotogrammi scampati all’errore di laboratorio, gli altri furono bruciati.
Le versioni sono contrastanti e le leggende si sono accumulate sui fatti. Pare che Capa, durante i primi momenti dello sbarco, scattò 4 rullini 35mm da 36 pose (144 scatti) e probabilmente anche dei rulli da 120 (medio formato), ma il grosso dello sbarco era sul 35mm perché è rimasta memoria della sua nota dove segnalava l’importanza dei 35mm (ma altri, visto il numero di scatti salvi, accreditano l’ipotesi che gli scatti buoni venissero dal medio formato).
Comunque, al di là di cosa usò per scattare, questi rulli arrivarono nella redazione di Life a Londra, a tempi dotato di un laboratorio interno: tutti erano in attesa degli scatti di Capa nonostante l’evento fosse coperto da diversi fotografi: nessuno, infatti, sbarcava nel cuore della battaglia fianco al fianco con i soldati esattamente nel momento dell’inizio della battaglia, come faceva Capa; arrivati i rulli furono passati subito al laboratorio di sviluppo dove iniziarono a lavorarli e dove, prima di passare alla provinatura, li svilupparono e li misero ad asciugare nell’apposita stanza di asciugatura. La stanza pare fosse troppo calda e l’addetto allo sviluppo pare che nonostante questo chiuse la porta della stanza: quando tornò i negativi erano irrimediabilmente fusi e grigi. Solo uno spezzone di undici fotogrammi, il più lontano dalla fonte di calore, era vagamente sopravvissuto, mostrando immagini comunque rovinate e confuse per via dell’errore, quelle che conosciamo tutti.
Quando Life pubblicò quegli undici scatti non fece menzione dell’errore compiuto in laboratorio e scrissero che si scusavano se le immagini erano leggermente fuori fuoco ma la situazione concitata dello sbarco giustificava la qualità. Capa, che sapeva benissimo cosa e come aveva scattato, quando scrisse il diario di quelle esperienze lo intitolò proprio “leggermente fuori fuoco”.

10. Soldati dell’Armata Rossa sul Reichstag [1945]

11. Bomba atomica su Nagasaki [1945]

12. Hiroshima dopo la bomba atomica [1945]

13. La morte di Mussolini [1945]

14. U.S. Marines raising the flag on Iwo Jima [1945]

Joe Rosenthal (Washington D.C., 9 ottobre 1911 – Novato, California, 20 agosto 2006) è stato un fotografo statunitense, ricevette il Premio Pulitzer per questa famosa fotografia, scattata durante la battaglia di Iwo Jima, [Iwo Jima (“Isola dello zolfo” in giapponese) è una delle isole Ogasawara a circa 1.080 km a sud di Tokyo, 1.130 km a nord di Guam ed a circa mezza strada tra Tokyo e Saipan] nella quale sei marine alzano una bandiera americana per segnalare la conquista di un crinale del monte che dominava l’isola.
I sei marine in questione erano Rene Gagnon, Michael Strank, Harlon Block, Ira Hayes, Franklin Sousley e John Bradley.
Non se n’era neppure accorto, di aver scattato la foto che per gli americani sarebbe diventata il simbolo della Seconda Guerra Mondiale:
«Quando qualche giorno dopo un collega mi fece i complimenti, pensavo che si riferisse ad un’altra immagine».
L’autenticità della fotografia è stata spesso e volentieri messa in discussione, molti autori sostengono che sia stata costruita a tavolino, mettendo in posa in soldati, mentre altri la ritengono autentica al 100%, altri ancora sostengono che quando arrivò Joe Rosenthal, la bandiera già ondeggiava al vento e il reporter rifece la scena con una bandiera più grande: questa diventò la fotografia ufficiale. Joe Rosenthal non aveva creato di sana pianta la scena, ma l’aveva semplicemente rifatta.
Per anni Rosenthal è stato accusato di aver costruito l’immagine, ma fino alla morte si è difeso così: «Se ci avessi provato, l’avrei rovinata».

15. V-J Day in Times Square [1945]

V-J Day in Times Square è una foto di Alfred Eisenstaedt che ritrae un marinaio americano baciare una giovane infermiera con un vestito bianco il 14 agosto 1945, è stata la foto simbolo della fine della seconda guerra mondiale.
La fotografia è conosciuta con vari titoli quali: V-J Day in Times Square, V-Day, Legendary kiss e The Kiss.
La foto fu pubblicata sulla rivista Life e divenne immediatamente una delle icone della pace e della speranza per un futuro di libertà. Solo trent’anni dopo Edith Shain scrisse a Eisenstaedt rivelando di essere lei la protagonista della foto. All’epoca la donna aveva 26 anni e lavorava al Docotor’s Hospital di New York. È tuttora sconosciuto il nome del marinaio in divisa.
In un suo libro intitolato The Eye of Eisenstaedt dichiara:
Stavo camminando tra la folla il giorno del V-J, alla ricerca di immagini. Ho notato un marinaio che afferrava e baciava ogni donna che riuscì a trovare, le baciava tutte (giovani e meno giovani). Poi ho notato l’infermiera, in piedi in quella folla enorme. Mi sono concentrato su di lei, e proprio come avevo sperato, il marinaio una volta arrivato, afferrò l’infermiera e si chinò per baciarla. Ora, se questa ragazza non fosse stata un infermiera, se fosse stata vestita con vestiti scuri, non avrei avuto un’immagine di questo impatto. Il contrasto tra il suo abito bianco e l’uniforme scura del marinaio dà alla fotografia un tocco in più.

16. Mahatma Gandhi [1946]

La fotografia è stata scattata nel 1946 in India da Margaret Bourke-White, mandata lì per fare un reportage sull’indipendenza del Paese. Prima di farsi scattare la foto, il Mahatma Gandhi le chiese di imparare ad usare la ruota che gira (un arcolaio); inizialmente frustrata, ella imparò a usarla potendo realizzare questa storica fotografia.

17. I bambini all’indomani della Seconda guerra mondiale, fotografati da David Seymour (detto Chim)[1948]

18. Albert Einstein [1951]

19. Che Guevara [1960]

Un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: in merito a questa foto, facendo qualche ricerca, ho scoperto che la leggendaria foto del Che è stata scattata dal fotografo Alberto Díaz Gutiérrez, detto Korda, con una Leica, all’Avana, nel 1960, in occasione della commemorazione delle vittime dell’attentato alla nave “La Coubre”. La foto però fu pubblicata molto più tardi, nel 1967, dopo la morte del Che, dall’editore italiano Feltrinelli, che la usò per la copertina del Diario del Che in Bolivia e per i famosi poster del Che. Peraltro si narra che Korda regalò la foto a Feltrinelli e che non ricavò neanche un centesimo da una delle foto più famose di tutti i tempi!

20. Il Vopos che salta il filo spinato [1961]

Nella foto potete vedere il giovane poliziotto di frontiera (appartenente al corpo dei Vopos, la Volks Polizei) Conrad Schumann che salta il filo spinato nella Bernauer Strasse, fuggendo verso Berlino Ovest il 15/8/1961.

21. Cuban missile crisis [1962]

22. Thích Quảng Đức [1963]

Thích Quảng Ðức, nome da laico Lâm Văn Tức (Hội Khánh – Indocina Francese, 1897 – Saigon, 11 giugno 1963), è stato un monaco vietnamita di religione buddhista che si diede fuoco a Saigon nel 1963 per protestare contro l’amministrazione del presidente del Vietnam del Sud, il cattolico Ngô Đình Diệm, e la sua politica di oppressione della religione buddhista.

Thích Quảng Đức divenne celebre in tutto il mondo grazie anche alla famosa fotografia della sua auto-immolazione, scattata da Malcom Browne e che gli valse il premio World Press Photo of the Year per il 1963.
Dopo la morte, il corpo di Thích Quảng Đức fu nuovamente cremato. Il fatto che tra le ceneri fosse ritrovato intatto il cuore convinse definitivamente i buddhisti del valore della sua compassione e da allora viene venerato come bodhisattva.

23. Charles Moore – Birmingham [1963]

Fotografia realizzata da Charles Moore che documenta l’aperta ostilità verso i dimostranti non violenti sostenitori di Martin Luther King. Charles Moore è uno dei più rispettati fotoreporter del nostro tempo. Il suo lavoro è stato recensito su riviste e giornali in tutto il Paese.

24. Muhammad Ali vs Sonny Liston [1965]

Questa fotografia rappresenta uno dei momenti più famosi nella storia dello sport!

Mostra Cassius Clay (Muhammad Ali) dopo aver buttato giù Sonny Liston nel primo minuto del primo round.
Ci sono state molte speculazioni sulla caduta di Liston, molti spettatori hanno considerato l’incontro truccato, anche l’FBI indagò sul caso.
Alcuni dicono che mentre Liston si preparava all’incontro fu visitato dai fratelli Neri Musulmani che lo minacciarono di uccidere sua figlia Eleanor se avesse vinto il rematch, altri dicono che Liston si vendette per soldi.

25. Lennart Nilsson – How Life Begins [1965]

Questa fotografia è stata realizzata da Lennart Nilsson, un fotografo Svedese ed un pioniere della fotografia medica. In collaborazione con i ricercatori e con l’aiuto di tecnologie avanzate, ha documentato l’interno dell’uomo. Nel corso degli anni, ha dedicato particolare attenzione a cogliere la creazione di un essere umano, dal concepimento alla nascita.
L’immagine che vedete qui sopra è stata utilizzata come copertina della rivista LIFE ed è stata realizzata nel 1965.
Si noti come le immagini non rappresentino il rapporto tra il feto e la donna, semplicemente rappresentano il feto. Improvvisamente, con queste immagini, il feto venuto alla vita non era più solo qualcosa dentro una donna, era un individuo con un volto, un sesso, un desiderio di succhiarsi il pollice.

26. Morte di Che Guevara [1967]

La morte di Ernesto Guevara de la Serna, catturato ed ucciso in Bolivia nel 1967.
L’8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano – assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA – a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz). Il giorno successivo venne ucciso e mutilato ai polsi nella scuola del villaggio. Il suo cadavere – dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande – fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara di Cuba.
Delle varie immagini del cadavere di Guevara questa è la più famosa: l’ostentazione del corpo inanime, monito del potere costituito a tutti i ribelli, doveva chiudere definitivamente la pagina riguardante il rivoluzionario argentino.
Curiosamente ancora non si era a conoscenza della forza carismatica dell’altra immagine, quella di Korda, e mentre si pubblicava una foto che doveva seppellirlo definitivamente, se ne stampava un’altra che lo avrebbe reso immortale.

27. Jimi Hendrix brucia la chitarra elettrica [1967]


La foto che vedete risale al giugno del 1967, alla storica edizione del Monterey International Pop Festival tenutasi il 16, 17 e 18 giugno di quell’anno e generalmente ritenuta l’evento di partenza della cosiddetta lunga estate dell’amore. L’opportunità si rivelò estremamente favorevole per Hendrix: oltre alla vastissima risonanza che l’evento ebbe in tutti gli Stati Uniti, la sua performance sarebbe stata immortalata nel documentario che sarebbe stato ricavato dal festival. La Experience non si lasciò sfuggire l’occasione e si produsse in una delle esibizioni più acclamate del festival, oltre che tra le migliori della sua intera epopea live; nei 40 minuti dell’esibizione Hendrix sollecitò la sua Fender Stratocaster in un modo fino ad allora inaudito arrivando a mimarvi rapporti sessuali, suonandola con i denti, dietro la schiena, contro l’asta del microfono e contro l’amplificazione. Al termine dell’esibizione, per sottolineare la sua spasmodica necessità di estrarre nuove sonorità dallo strumento, le diede fuoco con del liquido per accendini e la distrusse contro palco ed amplificatori in una catarsi di feedbacks lancinanti.
I resti della chitarra che Hendrix distrusse quella sera furono recuperati e sono attualmente esposti all’Experience Music Project di Seattle.
La selvaggia performance sonora del trio ebbe grandissima eco in tutti gli Stati Uniti, preparando il terreno al successo che avrebbe accolto tanto le esibizioni live del chitarrista quanto le sue uscite discografiche.

28. Esecuzione di Viet Cong [1968]

Questa foto è stata scattata da Eddie Adams e gli valse il premio Pulitzer. La foto che ritrae il generale Nguyễn Ngọc Loan mentre sparava alla testa di Nguyễn Văn Lém, un prigioniero, nelle strade di Saigon.
Adams ha fissato per sempre nella pellicola l’attimo in cui il proiettile entra nella testa del prigioniero, una foto di guerra che è stata definita tra le più drammatiche e impressionanti. Era stata scattata mentre si trovava in Vietnam come inviato dell’Associated Press, agenzia per la quale ha lavorato per buona parte dei cinquant’anni della sua carriera.
La pubblicazione della foto sconvolse non solo gli Usa, e fu tra le immagini che spinsero l’opinione pubblica americana a cominciare ad opporsi in modo massiccio alla guerra.

29. Festival di Woodstock [1969]

Il festival di Woodstock si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto del 1969, all’apice della diffusione della cultura hippy, che voleva riunire con “3 days of peace and music”; ma fu anche l’ultima grande manifestazione del movimento, che da allora si diffuse sempre più pure fuori dagli Stati Uniti, dove era nato, ma senza la coesione e l’originalità che avevano permesso negli anni Sessanta eventi come il Monterey Pop festival, la Summer of Love a San Francisco e, appunto, il festival di Woodstock.
Woodstock era stato ideato come un festival di provincia (e come “An Aquarian Exposition”, il nome, dal tono modesto, con cui era pubblicizzato); ma accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo fonti non certe, addirittura un milione di persone); trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora, si alternarono sul palco; l’esibizione non smise che un giorno dopo il previsto (era stato programmato sino al 17): così il festival ebbe una grande carica simbolica, che richiama ancora oggi, ma, soprattutto, fu un grande evento della storia del rock.

30. The Beatles abbey road [1969]

Questo gruppo ha segnato un’intera epoca, nella musica, nel costume e nella moda. e di conseguenza nella pop art.
Questa foto è tra le più famose dei Beatles, ed è stata usata per l’album Abbey Road.
Intorno a questo gruppo sono nati tanti miti e leggende, alimentati dallo stesso per questione di Marketing, si pensa che Paul sia morto e che questa foto sia una delle prove che John Lennon ha disseminato per diffondere la notizia.
Nell’immagine i quattro di Liverpool, attraversano una strada in fila indiana come se partecipassero ad un funerale, e Paul è senza scarpe. Sullo sfondo si vede un Maggiolino targato “28 IF” che secondo alcune ipotesi è un riferimento all’età di Mc Cartney se non fosse morto, e “LMW”, ovvero Linda Mc Cartney Widow (vedova). Nella canzone “Come Together”, John Lennon canta “one and one and one is three”, chiaro riferimento alla mancanza di Paul. Lo stesso Mc Cartney (a questo punto, presunto), nel 1993, pubblicò l’album “Paul is live”. Nella foto di copertina la location è la stessa di “Abbey Road”, ma Paul è solo con un cane e la targa del Maggiolino è diventata “51 IS”.

31. Il primo uomo sulla Luna, missione Apollo 11 [1969]

32. Huỳnh Công Út – Phan Thi Kim Puc – Napalm Strike [1972]

Questa fotografia è conosciuta con diversi titoli oltre quello che ho usato io (“Napalm Strike”) e sono: “Terror of War”, “Vietnam Napalm” e “Children Fleeing an American Napalm Strike”.
La fotografia è stata realizzata dal fotografo vietnamita Huỳnh Công Út ma risulta spesso firmata Nick Ut, nella foto potete vedere i bambini che scappano via da un villaggio bombardato col Napalm, la bambina nuda nella foto si chiama Phan Thi Kim Puc ed ha riportato ustioni perenni lungo la schiena e il braccio per sempre.
Adesso vive in America, è moglie e madre, e ha chiamato il figlio Huan, Speranza.
Prima che divenisse una icona dalla guerra del Vietnam è stata rifiutata dall’Associated Press perché la ragazzina nella foto era nuda: per un redattore americano, il sesso esposto di una bambina, dei seni inesistenti, contarono più dello sterminio di un villaggio.
È diventata famosa perché vincitrice del premio Pulitzer nel 1973 e diventerà uno dei simboli della seconda guerra perduta dall’America, la maledetta guerra del Vietnam.
John Plummer, il comandante americano che ordinò nel 1971 all’aereo sud-vietnamita di attaccare il villaggio di Trang Bang dove viveva la bambina, disse di non sapere che l’abitato non era stato evacuato. Il napalm aveva lo scopo di stanare gli uomini nelle trincee circostanti il villaggio, ma finì per riversarsi su uomini, donne e bambini. La signora Kim racconta oggi che vagò per tre giorni con le terribili ustioni sulla pelle prima che la madre riuscisse a trovarla. La bambina lasciò l’ospedale 14 mesi più tardi, dopo 17 operazioni. Oggi Kim, che vive in Canada e ha due figli piccoli, guida una fondazione che aiuta i bambini in situazioni di guerra.
Kim Phuc oggi dice: “Non possiamo cambiare la storia né quello che mi è accaduto, ma dobbiamo essere ottimisti. Non possiamo arrenderci. C’è in ballo la salvezza dei nostri figli.” “L’ho perdonato – dice oggi – perché ho riconosciuto l’amore nei suoi occhi”. Anche Plummer è cambiato: fa il pastore metodista e parla di pace e di amore.

33. La prima macchina fotografica digitale [1975]

Un’immagine della prima fotocamera digitale del mondo: prodotta da Kodak ed ideata nel 1975 da Steven J. Sasson, pesava poco meno di quattro chili, aveva la dimensione di un tostapane e produceva un’immagine di 0,01 megapixel, che in un tempo di 23 secondi veniva registrata su cassetta digitale.
Il prototipo venne regolarmente brevettato e finì nel cassetto, etichettato come progetto divertente ma troppo in anticipo rispetto ai tempi. Alla presentazione infatti vennero poste diverse domande: chi vorrebbe vedere le proprie foto sulla TV? Come dovrebbero essere archiviate le immagini? Quando sarebbe giunta sul mercato quest’invenzione? I progettisti seppero rispondere con chiarezza solo a quest’ultima domanda, applicando la legge di Moore e stimando 15-20 anni di tempo, ovvero un anno fra il 1990 e il 1995.

34. La ragazza Afgana – Steve McCurry [1984]

Sharbat Gula in una fotografia di Steve McCurry scattata nel 1984: il suo sguardo sulla copertina del National Geographic venne a simboleggiare la condizione dei profughi in tutto il mondo. La sua identità rimase sconosciuta fino a quando fu ritrovata nel 2002.
Sharbat Gula era una rifugiata in un campo profughi di Peshawar (Pakistan). L’immagine, nota come “La ragazza afgana”, fu scelta come copertina del numero di giugno 1985 della rivista National Geographic Magazine, diventando in breve un’icona.

35. Caduta del Muro di Berlino [1989]

36. La prima foto pubblicata su Internet [1992]

L’immagine è una foto di un gruppo comico musicale conosciuto come “Les Horribles Cernettes”. Tutti i membri del gruppo erano scienziati e personalità significative del CERN di Ginevra.
La prima foto ad essere mai stata caricata sul web è piuttosto scadente, sotto tutti i punti di vista.
L’immagine fu caricata dall’inventore del World Wide Web Tim Berners-Lee nel 1992, è stata modificata su un Mac a colori usando Photoshop e salvata come file .GIF.
La foto fu scattata da Silvano De Gennaro, uno sviluppatore italiano del CERN mentre era dietro le quinte del Festival di Musica Hardronic, un evento organizzato dagli amministratori del CERN il 18 luglio 1992.
Il gruppo musicale diventò molto popolare tra i membri della comunità dei fisici europei nei primi anni ’90, catturò l’attenzione di Berners-Lee quando fece amicizia con uno dei membri del gruppo, Colette Marx-Nielsen.
Quando Berners-Lee iniziò a sviluppare una nuova versione del World Wide Web in cui potevano essere caricate e visualizzate le immagini si rivolse a de Gennaro.
Berners-Lee caricò la foto su una pagina Web riguardante i gruppi musicali del CERN, operando una grande rivoluzione attraverso l’utilizzo foto insignificante.

37. Attentato Twin towers [2001]

38. The falling man [2001]

Questa foto è stata intitolata The falling man (l’uomo che cade).
È stata scattata dal fotografo Richard Drew ed è diventata uno dei simboli dell’attentato alle torri gemelle.
Almeno 200 persone saltarono dalle torri in fiamme e morirono, precipitando su strade e tetti degli edifici vicini a centinaia di metri più in basso. Alcune persone che si trovavano nelle torri al di sopra dei punti di impatto salirono fino ai tetti degli edifici sperando di essere salvati dagli elicotteri, ma le porte di accesso ai tetti erano chiuse; inoltre, non vi era alcun piano di salvataggio con elicotteri e, quella mattina dell’11 settembre, il fumo denso e l’elevato calore degli incendi avrebbe impedito agli elicotteri di effettuare manovre di soccorso.

Qui finisce questa breve ma intensa galleria fotografica, potete prendere a integrazione di questo post i seguenti articoli:

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32 foto scattate al momento giusto!

Essere un abile fotografo e fare delle fotografie riuscite non sempre vanno di pari passo. Certo, è innegabile che per ottenere scatti di qualità, come quelli di paesaggi mozzafiato (per capire a cosa ci riferiamo guardate articoli come: “I 33 luoghi abbandonati più belli al mondo” o”40 posti da vedere prima di morire“) servano un’indiscussa tecnica fotografica e una buona attrezzatura; però non sempre ciò è sufficiente: certe volte la cosa importante è essere nel posto giusto al momento giusto.
Certe volte neppure il mezzo fotografico utilizzato conta, che sia uno smartphone di ultima generazione, una compatta, una moderna reflex digitale o una fotocamera a pellicola come quelle utilizzate per fare foto come le “40 fotografie del passato che non potete assolutamente perdervi“. A volte è solo una questione di fortuna!

Ci teniamo a precisare che questo non significa che dobbiate smettere di migliorare la vostra tecnica fotografica per ridurvi ad aspettare semplicemente che arrivi il momento giusto (cosa che finisce per non succedere mai se si affronta la fotografia con questo spirito); come recita un vecchio adagio “La fortuna è ciò che avviene quando la preparazione incontra l’opportunità“.
Detto questo diamo la parola alle fotografie.

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30 delle Fotografie più potenti mai scattate

Continua la nostra rubrica inerente le fotografie più rappresentative degli ultimi 100 anni, i nostri lettori sono stati commossi dalle “40 fotografie del passato che non potete assolutamente perdervi” e dalle “30 Fotografie di grande impatto che rappresentano l’umanità del nostro tempo“.

Visto il livello di gradimento dei precedenti articoli abbiamo deciso di approfondire la nostra ricerca, il risultato è a dir poco straordinario, ma attenzione: alcuni di questi scatti vi farà piangere.

1) Sorelle che posano insieme per la stessa foto tre volte a distanza di diversi anni.

2) Dopo lo tsunami giapponese è stata miracolosamente ritrovata tra le macerie una bambina di 4 mesi.

3) Un civile francese piange lacrime di disperazione quando i nazisti occupano Parigi durante la Seconda Guerra Mondiale.

4) Un prigioniero tedesco (della seconda guerra mondiale) rilasciato da parte dell’Unione Sovietica, si riunisce con sua figlia. Il bambino non vedeva suo padre da quando aveva un anno.

5) Una ragazza in isolamento per lo screening delle radiazione guarda il suo cane attraverso una finestra a Nihonmatsu, Giappone.

6) Una madre consola un figlio a Concord, Alabama, nei pressi della sua casa che è stata completamente distrutta da un tornado nell’Aprile del 2011.

7) Un bambino romeno dona un palloncino a forma di cuore alla polizia durante le proteste contro le misure di austerità a Bucarest.

8) Soldato dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan sull’attenti alla vigilia dell’indipendenza del Sudan del Sud dal resto del paese.

9) L’Australiano Scott Jones bacia la sua fidanzata canadese Alex Thomas dopo che è stato buttato a terra da un colpo di scudo antisommossa da un agente di polizia a Vancouver, British Columbia.

10) Earthrise: Una foto scattata dall’astronauta William Anders durante la missione Apollo 8 nel 1968.

11) Christian Golczynski, otto anni, accetta la bandiera per il padre caduto in battaglia, un Sergente dei Marine chiamato Marc Golczynski, durante una cerimonia commemorativa. Marc Golczynski è stato ucciso durante un giro di pattuglia, era il suo secondo “viaggio” in Iraq (si era offerto volontario), poche settimane prima era dovuto tornare a casa.

12) Harold Whittles sente per la prima volta dopo che un medico pone un auricolare al suo orecchio sinistro.

13) Helen Fisher bacia il carro funebre che trasporta il corpo di suo cugino (20enne) caduto in guerra, Wootton Bassett, in Inghilterra

14) Jacqueline Kennedy indossa il suo abito Chanel rosa, ancora macchiato del sangue di suo marito, mentre Lyndon Johnson fa il giuramento di ufficio a bordo dell’Air Force One.
Secondo Lady Bird Johnson, che era presente:
Anche se i capelli gli cadevano sulla faccia era molto composta… Il vestito della signora Kennedy era macchiato di sangue. Una gamba era quasi interamente ricoperta da esso e il suo guanto destro era incrostato di sangue – il sangue del marito.

15) Prigionieri ebrei al momento della loro liberazione da un campo di concentramento, “treno della morte” nei pressi dell’Elba nel 1945.

16) Le giornaliste Euna Lee e Laura Ling, che erano stati arrestato in Corea del Nord e condannati a 12 anni di lavori forzati, si riuniscono con le loro famiglie in California grazie all’intervento diplomatico degli Stati Uniti.

17) “La Jeune Fille a la Fleur”, una fotografia di Marc Riboud, mostra la giovane pacifista Jane Rose Kasmir piantare un fiore sulle baionette delle guardie del Pentagono durante una protesta contro la guerra del Vietnam il 21 ottobre 1967. La fotografia sarebbe poi diventata il simbolo del movimento flower power.

18) Un monaco prega per un uomo anziano che era morto improvvisamente in attesa di un treno, foto scattata a Shanxi Taiyuan, Cina.

19) Un uomo nordcoreano saluta con la mano un suo parente della Corea del Sud, a seguito di una riunione di pranzo in cui le famiglie divise dalla guerra del 1950-53 si sono potute momentaneamente ricongiungere. L’evento si è svolto al Monte Kumgang il 31 ottobre 2010, 436 sudcoreani sono stati autorizzati a passare tre giorni in Corea del Nord per incontrare i rispettivi parenti.

20) Un sopravvissuto a Pearl Harbor, Houston James di Dallas è sopraffatto dall’emozione mentre abbraccia il sergente Mark Graunke Jr. durante la Commemorazione al Dallas Veterans Day al Municipio di Dallas nel 2005. Il sergente Graunke, che era un membro di una squadra di artificieri ha perso una mano, una gamba e l’occhio mentre disinnescava una bomba in Iraq nel luglio del 2004.

21) Pelé e il capitano inglese Bobby Moore si scambiano le maglie come segno di rispetto reciproco in un Mondiale (quello del 1970) che era stato segnato dal razzismo.

22) Il pensionato capitano della polizia di Philadelphia Ray Lewis viene arrestato per aver partecipato alle proteste di Occupy Wall Street nel 2011.

23) PoW Horace Greasley guarda con aria di sfida Heinrich Himmler durante un’ispezione del campo. Greasley era famoso per esser fuggito dal campo per più di 200 volte ed essere ritornato indietro volontariamente, tutto questo per poter incontrare in segreto una ragazza tedesca locale di cui si era innamorato.

24) Robert Peraza si ferma davanti al nome di suo figlio durante le cerimonie del decimo anniversario all’attacco delle torri gemelle.

25) Sopravvissute all’uragano Katrina.

26) 1968, “Olympics Black Power Salute”: Gli Atleti Afro-Americani Tommie Smith e John Carlos alzarono i pugni in gesto di solidarietà ai giochi Olimpionici del 1968. Per questo gesto furono espulsi dai giochi.

27) Phyllis Siegel e Connie Kopelov entrambi di New York, si abbracciano dopo essere diventati la prima coppia dello stesso sesso a sposarsi presso l’ufficio del Clerk Manhattan City nel 2011.

28) La foto iconica del “Tank Man”, il ribelle sconosciuto che stava davanti a una colonna di carri armati cinesi in un atto di sfida, piazza Tienanmen, 1989.

29) Un altra foto del “Tank Man” (è l’uomo con le buste della spessa che si intravede infondo alla scena) poco conosciuta e presa da un punto di vista differente.

30) Le truppe dell’esercito degli Stati Uniti durante il D-Day (lo sbarco in Normandia) il 6 giugno 1944.

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Il ritratto in ‘2D’ di Alexander Khokhlov

2D or not 2D“, è la seconda serie di lavori del fotografo russo Alexander Khokhlov, che utilizza i volti umani per creare incredibili illusioni artistiche.
Il lavoro è stato svolto in collaborazione con la make-up artist Valeriya Kutsan e con il prezioso aiuto di Veronica Ershova, che ha condotto i lavori di ritocco e post-produzione.
Ad ispirare gli artisti questa volta sono stati dei poster in due dimensioni e l’idea-chiave del progetto era proprio di trasformare i volti delle modelle in immagini “2D”.
Valeriya ha utilizzato diverse tecniche di “Face Painting” dalla tinta con acquerelli alla pittura ad olio, così da ottenere dei risultati sempre differenti.
Il lavoro si riassume in una interessante combinazione di make-up, esperimenti di fotografia da studio e una particolare cura nell’opera di ritocco.

La fotografia subacquea di Todd Bretl

Todd Bretl, Clicca qui per vedere i suoi scatti su Flickr, è cresciuto su un’isola dell’arcipelago di Bermuda con l’oceano come suo immancabile amico. Dopo i primi anni di vita passati ad invidiare i molti sub dell’isola, iniziò ansiosamente la sua avventura sottomarina all’età di 12 anni.
Centinaia di immersioni più tardi e con la voglia di provare qualcosa di nuovo, acquistò una piccolo equipaggiamento per la fotografia subacquea e lo sperimentò durante una spedizione nella repubblica di Palau.
Li ebbe la fortuna di passare molto tempo con la “leggenda” delle riprese subacquee Stan Waterman, il cui inimitabile buonumore ed entusiasmo senza età lo ispirarono.
Dopo più di 2000 fotografie scattate a Palau, Todd tornò a casa completamente assuefatto a quell’insieme di arte, tecnologia, scienza e avventura che fanno parte della fotografia subacquea.
Da quel momento Todd si impegnò allo scopo di migliorare le sue capacità fotografiche, per poter catturare delle immagini uniche dell’oceano , di cui è innamorato fin da bambino.
Le sue opere sono apparse in molte pubblicazioni commerciali, vincendo inoltre diverse competizioni internazionali e venendo esposte anche all’ Oceanside Museum of Art.

Anime e Manga: l’influenza giapponese sulla produzione Hollywoodiana

L’ultimo decennio ha conosciuto un’esplosione di popolarità dell’animazione giapponese (anime) negli Stati Uniti. Muovendo da serie come Sailor Moon (1992) e Pokemon (1997) durante la metà degli anni Novanta, sino a Yu-Gi-Oh! (1998), Dragon Ball(1986), Full Metal Alchemist (2003) e Naruto(2002) nel corso degli anni 2000, l’anime è diventato una parte fondamentale dei media mainstream negli Stati Uniti e nel mondo occidentale. Gli studiosi di scienze della comunicazione, sociologia e antropologia, hanno recentemente indagato il fenomeno compiendo studi sugli elementi fantastici di anime e videogiochi, ricerche sull’ibridismo visivo dei corpi femminili e maschili in anime e fumetti, approfondendo il confronto visivo tra le produzioni occidentali e quelle giapponesi, ed analizzando il modo in cui i testi manga e anime sono consumati -quale prodotto- a livello mondiale. tutto questo, sempre da una prospettiva antropologica e sociologica.

Samurai Champloo
In un’epoca in cui la tecnologia dell’informazione genera nuove forme di media ad un ritmo esponenziale, diventa sempre più difficile tenere il passo con l’accelerazione di intertestualità, frutto dell’intreccio di contenuti diversi(come manga, anime, videogiochi e film live-action) e con la pletora di nuove strategie narrative e immagini prodotte negli anime e nei media. Sarebbe davvero impensabile poter apprezzare appieno Samurai Champloo (2004), senza prima aver visto anime create dal regista Shin’ichiro Watanabe ed altre anime Samurai, o conosciuto la scena musicale underground in Giappone durante la fine degli anni Ottanta!

Ghost in the Shell
La psicologia del personaggio è diventata una componente importante di sviluppo della storia nell’opera giapponese, ed è ancora più netta quando i manga vengono adattati in animazione. Mentre l’animazione in Occidente si focalizza sull’azione esagerata di animali umanizzati – si vedano ad esempio i cartoni animati della Disney, Looney Tunes, Warner Bros e le varie serie di Hanna Barbera -, l’animazione giapponese ha insistito sul suo stile statico, facendo per lo più ricorso a personaggi umani. Gli anime si concentrano sulle lotte emotive del protagonista, rese manifeste (ed enfatizzate) con le mutevoli espressioni facciali (ad esempio gli occhi esagerati) ed i movimenti del corpo. Uno degli anime più popolari nel mercato globale è Ghost in the Shell (1995) di Mamoru Oshii, opera che scava in profondità nel mondo simulato della psicologia umana e della realtà (più di qualsiasi altro anime prima del 1995), in cui l’eroina, Kusanagi è un cyborg che lotta con la sua identità. La storia è ambientata in un futuro distopico in cui la tecnologia agisce quale strumento di manipolazione degli umani, attraverso la ri–programmazione della memoria, denominata “Ghost”.

Dal film Blade Runner
Ghost in the Shell sarebbe stato influenzato dal film Blade Runner, sia da un punto di vista visuale che narrativo, e ricorderebbe anche Total Recall (1990). Con la cascata di dati binari verdi a riempire lo sfondo nero nella scena di apertura, sembra di guardare il monitor di un vecchio computer. L’universo gotico digitale, con il suo buio infinito dato dallo sfondo cupo, porta a sentirsi indirettamente parte di quel flusso di dati. Ghost in the Shell è un’amalgama di concetti astratti di spazio, tempo, convinzione e ricordi, non necessariamente logici né limitati da una percezione sequenziale. Esattamente questo immaginario avrebbe influenzato il film The Matrix (1999) – come testimoniano le immagini visive e l’argomento trattato -, la cui narrazione ruota attorno al tentativo di risvegliare il potere messianico di Neo, il protagonista, perché possa salvare la razza umana. La falsa realtà creata dalle macchine è uno strumento di inganno per far credere agli esseri umani di esistere in un mondo che assomiglia alla società americana fine anni Novanta.

Un altro esempio di influenza visiva di Ghost in the Shell sui media statunitensi risale al 2000 ed è rintracciabile nella serie televisiva Fox, Dark Angel, creata da James Cameron. Non solo Dark Angel utilizza tropi simili a quelli che compaiono in più anime di fantascienza – un universo distopico, questioni di identità ed emozioni ambigue nei confronti della tecnologia – ma anche condivide stili visivi e di impostazione, peraltro apparsi anche in spot pubblicitari statunitensi, film e video musicali alla fine degli anni ’90. E per quanto riguarda i videogiochi giapponesi? Qual è la loro relazione con la tecnologia e la produzione digitale occidentale?Precedentemente conosciuti per il loro immaginario piatto in 2D, i videogiochi giapponesi sono diventati molto popolari negli Stati Uniti sin dal 1980, imponendosi come uno dei principali passatempi intrattenimenti, superando addirittura la popolarità del film.

Videogioco Street Fighter 
Uno dei primi, amatissimi, videogiochi è stato Street Fighter (1987) – un rivoluzionario gioco arcade di combattimento della Capcom. In effetti, potrebbe essere stato questo incredibile successo, registrato soprattutto negli anni ’80 e ’90, a permettere agli anime di diventare una parte fondamentale della tradizionale culturale popolare degli Stati Uniti. Non solo un numero crescente di titoli anime ha guadagnato la popolarità in TV, ma gli stessi videogiochi hanno conquistato il cuore di centinaia di migliaia americani. Dato che i film hollywoodiani contemporanei sono fortemente orientati alla computer grafica, l’integrazione di immagini di anime e di approcci tecnologici potrà solo accelerare nel prossimo futuro. Ma a quegli spettatori americani che non hanno familiarità con la cultura giapponese, e che da essa tenderanno a dissociarsi, sarà ancora più difficile far riconoscere e apprezzare le forme visive originali e la sensibilità culturale Orientale.