Samyang annuncia il nuovo obiettivo "ultra-wide" 10mm F2.8

Samyang ha annunciato l’uscita del suo nuovo obiettivo “ultra-wide”, ottica dedicata ai sensori APS-C e il primo della compagnia coreana ad avere un rivestimento anti riflesso mediante l’utilizzo di nano cristalli nelle sue lenti.
Il nuovo Samyang 10mm f/2.8 ED AS NCS CS
Con una lunghezza focale equivalente a 15 mm, potrà essere utilizzato da tutte le Reflex e Mirrorless presenti oggi sul mercato.
L’apertura del diaframma verrà regolata manualmente tramite un anello presente sul corpo dell’obiettivo.
La vendita partirà alla fine di Gennaio 2014 al prezzo di 517 euro per tutte le marche tranne che per i possessori di sistemi Nikon , per i quali il costo sarà di circa 565 euro.
Il prototipo di questo grandangolo venne esibito per la prima volta al “Photokina 2012” ma non presentava ancora tutte le caratteristiche del modello definitivo, come il “Nano Coating System” e il paraluce integrato inseriti successivamente.

Samyang ha introdotto un programma di sviluppo incentrato sulla realizzazione di prodotti di alto livello che abbiano dimensioni contenute. Tutti questi studi sfociano nel nuovo “10mm” paragonabile alle migliori ottiche già presenti sul mercato.
Perfetto per la fotografia di interni, architettoniche e panoramiche, risulta adeguato anche per la fotografia sportiva e nel fotogiornalismo grazie ad un angolo di campo di 109.5 gradi che unito all’apertura massima di f/2.8 permette di ottenere ottimi scatti in condizioni di scarsa illuminazione. Perfetto connubio tra versatilità e efficienza.

NSC (NANO COATING SYSTEM)
Il sistema NCS implementa un rivestimento di nano cristalli anti-riflesso, applicato direttamente sulla superficie della lente, incrementando la trasmissione della luce, la resistenza ai riflessi e il contrasto, questo si traduce in un’ottica ad altissima risoluzione.
Il Nano Coating System garantisce un’altissima risoluzione dell’obiettivo

Caratteristiche principali:
  • Lunghezza focale: 10 mm
  • apertura minima: F2.8
  • apertura massima: F22
  • Autofocus: no
  • Distanza minima di messa a fuoco: 0.25 mt
  • Peso: 580gr
  • Diametro: *86 mm
  • Lunghezza: *77 mm
*Queste misure fanno riferimento alla versione per Nikon, le altre versioni possono subire variazioni.
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Sigaretta elettronica nei luoghi pubblici: come rilanciare un prodotto che ha fallito

Che in Italia vigano incontrastate le mode del momento si sapeva: per qualche mese abbiamo visto fioccare nelle mani dei fumatori (e anche dei non fumatori) la sigaretta elettronica, invenzione che dovrebbe sostituire la classica sigaretta facendo inalare vapore acqueo al posto del dannoso fumo. In poche settimane sono stati aperti numerosissimi negozi specializzati, e le città sono state letteralmente tappezzate di pubblicità. Un po’ come i pantaloni a zampa di elefante negli anni 80′, ma in grande. Poi, le ricerche condotte sull’effettiva salubrità del prodotto, una conseguente tassazione e restrizione e soprattutto lo sfiorire della moda (quest’ultima causa direi essere stata la più rilevante) hanno arrestato il fenomeno in modo brusco.

Come rilanciare questo prodotto, di cui non si sentiva più parlare da tempo? Nei giorni scorsi il decreto Istruzione è stato convertito in legge: con questo è stato cancellato il divieto di utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici. Giancarlo Galan, presidente della commissione Cultura della Camera, ha presentato un emendamento con il quale ha stralciato una parte dell’articolo 51 della legge Sirchia, che applicava alle sigarette elettroniche le stesse norme dei tabacchi in materia di tutela della salute dei non fumatori. La sigaretta elettronica, in effetti, anche se in minima parte, contiene nicotina e altre sostanze dannose, come hanno rilevato la Federasma e la BPCO. Molti sono i detrattori di questo prodotto, specialmente quando la qualità dello stesso e i suoi componenti non sono ben chiari.

L’apparecchio è senza dubbio meno dannoso e fastidioso di una normale sigaretta: ma c’è da chiedersi come sarebbe andare al cinema e vedere innalzarsi continuamente colonne di vapore, o sedersi in un ristorante e respirare le esalazioni spesso aromatizzate di questo prodotto. La legge serve a salvare le migliaia di attività sorte nel boom della sigaretta elettronica, ma molto presto, quando la moda di “svapare” (e si spera anche questo termine) cadrà nuovamente nell’oblio, moltissimi commercianti non sapranno più dove sbattere la testa.