Salvini attacca l’euro:"Crimine contro l’umanità"

Gravi parole di Matteo Salvini al congresso federale straordinario della Lega, nel quale l’attuale segretario, che alle primarie del Carroccio con oltre l’82% delle preferenze aveva battuto Bossi, è stato confermato nel suo ruolo. “Stiamo assistendo a un attacco mediatico senza precedenti contro la Lega da parte dei giornalisti italiani e romani. Dal prossimo congresso sarà ammesso in sala stampa solo chi mostra obiettività” – sostiene Salvini – “perché noi non ci arrendiamo fino all’indipendenza, la Padania è pronta a mobilitarsi con migliaia di sezioni pronte alla lotta. Chi attacca il Nord e arresta i nostri sindaci deve iniziare a tremare”.
Sull’euro Salvini non risparmia critiche:”Non lo accettiamo, è un crimine contro l’umanità. Dobbiamo far saltare l’euro e poi potremo riprendere la nostra lotta per l’indipendenza. La Lega ha salvato questo stato ladro dal tracollo” – dice il segretario – “e fanno pure le indagini sui rimborsi facili. Non dobbiamo giustificarci di nulla, con la Lega si risparmia.” – sostiene rivolgendosi a Cota, al centro di un’inchiesta della Procura di Torino -. “Gli altri Stati, uscendo dall’euro, recupereranno la sovranità nazionale ma a noi l’Italia non interessa, vogliamo la Padania libera e sovrana” -conclude un invasato Salvini. Parole di rara gravità che non mancheranno di scatenare polemiche nelle prossime ore. 
Roberto Saglimbeni
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Adolescenti e Manga: breve viaggio tutto italiano!

Articolo da non prendere troppo sul serio; ovviamente il concetto è serio, però viene sdrammatizzato il più possibile.
Vi ricordate il vostro primo manga? Il mio fu ai tempi delle elementari, un volume di Hokuto no Ken (Ken il Guerriero), l’anime lo amavo alla follia, così come amavo i classici per i bambini degli anni ’90: Dragon Ball (che fu il mio secondo manga), Saint Seiya (I Cavalieri dello Zodiaco), i Time Bokam (Yattaman e Calendar Man su tutti), Tiger Man, Holly e Benji o anche la roba che trasmetteva MTV, come Excel Saga, Trigun o Cowboy Bebop. Bei tempi di un’infanzia che, più o meno tutti, abbiamo vissuto allo stesso modo.
I nostri genitori e moltissimi adulti, rivolgendosi a noi bambini, definivano queste passioni delle frivolezze che avremmo dovuto accantonare crescendo; i più allarmisti invece credevano che questa dose di violenza ci avrebbe corrotto e resi pericolosi. Pausa risate.
Molti validi condottieri li abbiamo persi per strada, altri non riuscirono ad andare oltre Goku e Holly e lasciarono la nostra causa… ma altri sono cresciuti e sono entrati nell’adolescenza fieri di questo amore. 
Questa, per moltissimi, è stata l’età di Naruto e One Piece; moltissimi hanno fatto di Death Note la loro religione, mentre già alcuni si spostavano dalla massa cercando le serie subbate (audio giapponese e sottotitoli in italiano), altri ancora si son spinti verso le scan (file di immagini presi dal manga). 
 Si cominciano a delineare due atteggiamenti ben differenti nel fan adolescente:
– Da un lato abbiamo i super intenditori: coloro che grazie ad internet hanno recuperato milioni di serie, e che credono di aver abbastanza potere mentale e psicofisico per poter giudicare ogni manga o anime; alcuni di loro si considerano i portatori sani dell’eredità letteraria giapponese. 
Tra di loro possiamo trovare sia chi dice “One Piece è ‘na commercialata assurda, doveva finire 492 capitoli fa!” ma anche quelli per cui “One Piece tocca le vette più alte della narrazione et animazione nipponica”. Chiunque rientri in questa categoria non ha veri e propri punti di contatto, è facile per loro toccare ogni scuola di pensiero, ma è anche vero che, finita l’adolescenza e le superiori, è più probabile trovare tra questi ragazzi i più grandi amanti dei manga.
– Dall’altro lato i sempliciotti che, possibilmente, vedono le stesse identiche cose degli altri, ma non gliene frega più di tanto di entrare in nessuna discussione, che magari hanno visto e rivisto Highschool of the dead ritenendolo una grandissima opera piena di contenuti, e che guardano i filler di Naruto col sorriso sul viso.
Una loro grande peculiarità è di essere maggiormente attratti, inversamente ai super intenditori, dalle serie più famose, evitando le scan o venerando quasi ogni serie stia avendo successo in quel momento.
Shingeki no Kyojin ci ha portato tantissimi esempi di ogni categoria, ma sicuramente quelli un po’ più sempliciotti si sono immediatamente fiondati a definirlo il più grande capolavoro mai esistito, come pochi anni fa con Gurren Lagann. 
Loro sono sicuramente più divertenti, possono diventare la più grande gioia di ogni rivenditore di manga, gadget eccetera, dato che cercheranno di acquistare ogni singolo oggetto che ritrae la loro serie preferita. 
Ma c’è un’ombra tetra che sorvola tutti noi, due oscuri figuri cercano di fare terrorismo intellettuale, usando degli approcci totalmente agli apposti. Sono gli estremi più totali delle due categorie: gli indie e i giappominavetecapito. 
Gli uni sono pronti a criticare qualsiasi lavoro abbia successo, non importa se la gente li ami, se vendano cifre da capogiro e in più vincano qualsiasi tipo di premio: no, fanno schifo! 
Una velocissima carrellata dei loro commenti preferiti: l’autore è un venduto, i personaggi femminili sono troppo erotici, il manga ha troppi combattimenti, il manga ha, ovviamente, pochi combattimenti, non viene fatta abbastanza retorica revanscista con picchi di leninismo integrato, ohibò!
Sono capaci di amare una serie finché essa non viene scoperta dal grande pubblico e, naturalmente, le serie doppiate in italiano fanno schifo a prescindere. 
Quanto amano dire “Baka” e “Kawaii”…
Ammetto che quest’ultimo è un punto che li accomuna con i giappomembromaschile: difatti vivono con ancora più passione una importantissima crociata personale contro tutto ciò che possa essere di italica fattura, però loro non lo fanno guidati dall’odio ma bensì per difendere la purezza di quel che amano.
Si immergono totalmente nella loro, personalissima, visione della cultura giapponese. Molti di loro (alt! Non tutti quelli che fanno questa cosa sono così pessimi, ma parecchi sì) creano account facebook con nome e cognome di un loro personaggio amato, si comportano come se fossero loro per poi entrare in conversazioni pornografiche con altre ragazzine che si son create un alter-ego simile. Non sto criticando, sto informando. 
Famosissimo il loro odio viscerale per chi osa paragonare i fumetti ai manga e gli anime ai cartoni animati, con alcuni picchi intellettuali del tipo: “i cartoni animati sono quelli che trasmette Italia 1, che sono fatti con disegni brutti e con trame brutte, con soli combattimenti… come Dragon Ball! Mentre gli anime sono più intelligenti e con disegni migliori, come Death Note!”. Problemi esistenziali gravissimi
Crescendo, il vero nemico per chi ama manga e anime, non è tanto la società: perché, ammettiamolo, dopo un po’ si fa il callo, e l’adolescenza rende più divertente fare il contrario di quello che l’adulto dice. Il vero problema sono i modi estremi con i quali i giappofili adolescenti italiani (un acronimo da non coniare) vivono la loro grande passione. 
Tornando seri, non credo sia un problema… del resto non è questo il bello? Vedere la loro passione, anche se a volte mal indirizzata, l’ardore col quale si commenta una determinata serie, rende la nostra comunità più viva e sicuramente più divertente. 
Siamo giovani, anche quelli più adulti sono giovanissimi dentro, e amiamo lasciarci trasportare follemente dalla fantasia; immaginarci con la nostra Zangetsu o magari dentro un Eva, però si finisce spesso a litigare su delle sottigliezze. Forse abbiamo paura che qualcuno, chiunque, possa ancora giudicare male il nostro amore, o forse, abituati a lottare da soli, non conosciamo il vero significato della parola “comunità”. Nonostante tutto l’importante è seguire tutto ciò che amiamo, alla fine saranno sempre di più i punti che ci uniscono rispetto quelli che ci dividono. 
Alex Ziro

BIG vincitore del concorso per il Museo del Corpo Umano a Montpellier

BIG vince il concorso internazionale di design per nuovo Museo del Corpo Umano a Montpellier.
Il futuro edifico espositivo analizzerà, attraverso attività culturali, mostre, spettacoli, workshop, il corpo umano con un approccio prettamente artistico, scientifico e sociale.

Il progetto, basato su ossimori, natura-architettura e  parco-città, si estende su un’area di 7800 mq e sarà costituito da padiglioni inclinati, sormontati da tetti giardino e terrazze panoramiche. Come dita incrociate, i singoli spazi si intersecano formando percorsi tra natura e costruito.

Il museo sorgerà nella zona del Parc Marianne, ai margini della città e i lavori inizieranno nel 2016, si prevede che l’apertura al pubblico avverrà nel 2018.

www.big.dk

I 30 Second To Mars in concerto a Rock in Roma e a Torino nel 2014

Da bravi appassionati di musica rock e dintorni, seguiamo anche noi il grande Festival di Rock in Roma che, dopo l’annuncio dei Metallica come primi headliner la scorsa settimana, adesso ha svelato il nome di un’altra famosa band statunitense: i 30 Second To Mars, che tornerà a calcare le scene del Festival la prossima estate con un live che si terrà il 20 giugno. E non solo, perché il 19 giugno saranno anche al Palaolimpico di Torino, per la gioia di tutti i fans.

Il leader Jared Leto aveva già promesso, in occasione del Festival del Cinema di Roma, di riportare in concerto la sua band nella Città Capitolina. Proseguirà quindi anche nel 2014 il tour per promuovere l’album “Love, Lust, Faith and Dreams”, che lo scorso 2 novembre ha registrato un sold out al Forum di Assago a Milano. La location del concerto per il Postpay Rock in Roma è l’Ippodromo delle Capanelle, e i biglietti sono già disponibili presso i canali di vendita on line al costo di € 35,00 più i diritti di prevendita.
 

L’ONU autorizza le forze francesi all’intervento nella guerra civile della Repubblica Centrafricana

Un’altra guerra civile causa centinaia di morti in Africa. Questa volta è la Repubblica Centrafricana a sprofondare nel caos e le vittime civili delle ultime settimane hanno convinto l’ONU a votare una risoluzione. L’unanimità dei membri del Consiglio di Sicurezza ha autorizzato l’intervento in forze da parte della Francia e di diversi stati africani. 
Per decisione di François Hollande, i transalpini invieranno nei prossimi giorni un contingente di 650 soldati. La Francia non rinuncia quindi al suo ruolo di influenza nelle ex colonie, una conferma in più dopo l’intervento dell’anno scorso in Mali. Il governo assicura che la sua discesa in campo sarà veloce quanto la risoluzione del conflitto verso la pacificazione. 
François Bozizé
La risoluzione dell’ONU è arrivata dopo gli scontri di martedì che, nella capitale Bangui, vedevano fronteggiarsi le forze lealiste di Bozizé, l’ex presidente deposto a marzo da un colpo di stato, e le attuali forze governative. In questa giornata si sono contati 105 morti e numerosi feriti. 
Lo scontro non è solamente tra fazioni politiche diverse, ma è un vero e proprio conflitto religioso tra cristiani e musulmani. Il leader di questi ultimi, Michel Djotodia, è diventato primo ministro a marzo, ed è sostenuto dalla coalizione di ribelli islamici Seleka. La maggioranza cristiana del paese non ci sta e affronta il governo illegittimo di Djotodia, nato dal colpo di stato islamico, per riportare il proprio capo al potere, Bozizé appunto. 
L’obiettivo dell’intervento è sicuramente la tutela umanitaria e la difesa della sicurezza dei civili. L’operazione Sangaris, così è stata rinominata, prenderà il via dalla capitale Bangui per poi espandersi a tutte le aree del paese dove sono esplosi gli scontri. 
La tragicità del conflitto si abbatte, come avviene la maggior parte delle volte, sulla popolazione civile che negli ultimi mesi ha dovuto sopportare il brigantaggio delle milizie di Seleka che si macchiano di infamie come gli stupri, i saccheggi e gli attentati. 
Si annuncia come progetto di pace di breve durata, secondo i più ottimisti una situazione pacifica si dovrebbe intravedere entro due mesi. In ogni caso la votazione dell’ONU è finalmente un segno di intervento comune e di rapidità nelle decisioni prese, tra l’altro, con consenso unanime. 

Emanuele Pinna

Beck is back: "Morning Phase" il nuovo album in arrivo a Febbraio

Che fine aveva fatto Beck? Da un po’ di tempo se ne erano perse le tracce. L’ultima sua apparizione nei negozi di dischi risale al 2008 con l’uscita dell’album studio Modern Guilt e il singolo estratto Youthless; adesso però il silenzio sembra finito. Il prossimo febbraio potremo infatti ascoltare il suo nuovo lavoro dal nome Morning Phase, che sembra possedere molte sorprese. 

Al cantante e musicista americano non è mai mancata l’eccentricità. A questa si è aggiunta quella di Jack White, che ha partecipato alle registrazioni del nuovo disco di Beck. 
L’inaspettata cooperazione deriverebbe dal fatto che circa otto anni fa Beck avrebbe frettolosamente buttato giù alcuni pezzi rimasti nel suo cassetto, almeno fino ad oggi. Così l’artista, preso dalla voglia di rispolverarli, avrebbe chiesto all’ex White Stripes di collaborare per portare a termine il progetto.

Va detto che dalla loro amicizia è nato anche un vinile pubblicato per la prima volta nel 2012, proprio dall’etichetta di White, la Third Man Records, contenente due singoli: I just started hating some people today e Blue randy .

Stando alle parole di Beck, il nuovo disco in uscita si avvicina molto ad uno stile “California music”. “Ho ascoltato molto Byrds, Crosby Stills and Nash, Gram Parsons e Neil Young.” rivela il cantautore americano, che spiega a grandi linee da dove ha tratto ispirazione per comporre Morning Phase, il suo dodicesimo lavoro. 

In una intervista fatta in Argentina, durante la serata conclusiva del “Pianeta Terra Festival 2013“, Beck ha spiegato i motivi della sua lunga assenza dalle scene legata a gravi questioni di salute, causati da alcuni incidenti dei quali non si sa poi molto. Seri problemi alla spina dorsale non gli hanno permesso di lavorare e i tempi di recupero sono stati molto lunghi, un’attesa che dev’essergli sembrata interminabile fino a quando non ha potuto impugnare nuovamente la sua chitarra, adesso sembra essersi ripreso anche se recentemente ha dichiarato: “Non credo che potrò muovermi più come prima, anche se posso sempre offrire molto sul palco”. Un’atteggiamento non certo da “Loser”.

Francesco Bonistalli

Foo Fighters: grande ritorno a dicembre con il primo live a Città Del Messico

Si preannuncia un dicembre caldo per i Foo Fighters che hanno annunciato la loro prima data sold out a Città Del Messico, allo stadio Foro Sol, prevista per l’11 dicembre. Lo stesso Dave Grohl su facebook ha pubblicato la foto di una chitarra insanguinata con messaggio al seguito “Prima prova durata troppo a lungo. Attento Messico”. Nell’ottobre del 2012 il rocker aveva dichiarato che la band statunitense si sarebbe presa un periodo di pausa. “ Non so quando suoneremo di nuovo” aveva affermato Grohl.
Il riposo però è durato ben poco. Nel numero di agosto di Rolling Stone il chitarrista Chris Shiflett ha detto che il gruppo era già al lavoro per la realizzazione di un nuovo disco, che dovrebbe uscire all’inizio del prossimo anno. “E’ stata una breve pausa” ha dichiarato Shiflett, e anche Grohl ha confermato l’intenzione della band di pubblicare un nuovo album dopo Wasting Light uscito nel 2011. Nel frattempo Dave Grohl si è esibito per il concerto di beneficienza per le vittime dell’uragano Sandy lo scorso anno il 12-12-12, insieme a Paul McCartney (nei panni di Kurt?!) e all’ex compagno dei Nirvana il bassista Krist Novoselic e Pat Smear, con cui ha anche diretto il film documentario “Sound City “ relativo alla chiusura degli Sound City Studios di Los Angeles, dove tra l’altro i Nirvana registrarono Nevermind; e si è dilettato a suonare la batteria con i Queens Of The Stone Age per il loro nuovo album “Like ClockWork”.
E in Italia? Dopo lo strepitoso ultimo concerto avvenuto a Villa Manin (Udine) nell’agosto del 2012, restiamo in attesa per l’ufficialità del nuovo tour nel 2014 in cui è prevista una data anche da noi. Non ci resta che incrociare le dita!