Uragano Sandy, un anno dopo: le foto in mostra al City Museum di New York


Esattamente un anno fa, l’ uragano Sandy si abbatteva furioso sulla città di New York, dopo aver attraversato sette Paesi del nord e sud America, provocando 286 morti e distruzione per miliardi di dollari.

A distanza di un anno, il City Museum di New York vuole dedicare un’ esposizione di immagini a quella che, almeno finora, è stata definita la tempesta del secolo.
La mostra, dal titolo “Rising Waters: Photographs of Sandy”, inaugurata martedì 29 ottobre e visitabile fino al 10 febbraio 2014, raccoglie oltre 200 immagini provenienti da fotografi professionisti e amatori che hanno avuto la possibilità di scattare spettacolari fotografie di quell’ evento, tanto catastrofico quanto eccezionale.

Molte delle immagini in mostra sono state riprese da smartphone e condivise istantaneamente. Tutto questo conduce a riflettere su quello che è il concetto di notizia flash e di immagine di impatto: vivere e condividere, in tempo reale, ciò a cui milioni di persone stanno assistendo nello stesso momento e dall’ altra parte del mondo.

Stupirsi della spettacolarità di un evento che, probabilmente, potrebbe non essere l’ unico di simili dimensioni del nostro secolo. La tecnologia, così, ci viene incontro con la stessa tempestività con cui questi disastri si ripetono periodicamente ovunque nel nostro pianeta.
Alcune di queste immagini mostrano la distruzione lasciata dall’ uragano dopo il suo passaggio.

© Lukas Jackson (Reuters/Contrasto)
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Ricorre il quarto anniversario dell’alluvione di Giampilieri. Ma il suolo siciliano è ancora a rischio

(Imbesi)
Cade oggi il quarto anniversario del disastro di Giampilieri e Scaletta Zanclea, la terribile alluvione che l’1 ottobre del 2009 devastò parte della provincia di Messina e causò 37 morti, sei dei quali non furono mai trovati. Oltre ai due paesi maggiormente colpiti, il disastro coinvolse anche le frazioni di Altolia e Molino. 
La tremenda alluvione che si abbatté sul messinese portò a galla le grandi debolezze idrogeologiche del suolo siciliano: i danni maggiori, infatti, provennero dalle imponenti frane provocate dalla pioggia (ben 220-230 millilitri d’acqua caddero su Giampilieri e dintorni in quelle ore). Non era la prima volta che Giampilieri veniva colpita da un evento del genere: nel 2007 un alluvione minore causò danni al paese senza ferire nessun abitante, ma mettendo in allarme la popolazione. Nonostante le richieste di interventi sull’area, la mancanza di fondi ed il disinteresse politico condannarono Giampilieri alla tragedia del 2009. Quindici persone tra politici e tecnici sono state rinviate a giudizio per presunte responsabilità nel disastro, ed il processo è tuttora in corso: fra questi anche l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca ed il sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio. 
I fondi per la ricostruzione dei paesi colpiti vennero “rateizzati” nel corso degli anni, e solo nell’agosto del 2013 lo Stato elargì l’ultima tranche da 22 milioni di euro. L’ipotesi della costruzione di una “New Town”, ventilata dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, non portò a nulla: al contrario, oggi Giampilieri rischia di spopolarsi, visto che molte famiglie hanno deciso di non ricostruire le proprie case e lasciare per sempre il piccolo paese jonico. 
La situazione idrogeologica messinese e siciliana resta ancora critica. I timidi interventi effettuati dal 2009 ad oggi per la messa in sicurezza dell’area sono stati insufficienti, ed il rischio di nuovi disastri è serio e concreto. La recente alluvione che ha devastato Saponara (ancora una volta nella provincia di ME) nel 2011, ne è la prova schiacciante.

Giovanni Zagarella