Jonathan Blow viene segnalato da Youtube per aver caricato un video sul suo gioco

Incredibile ma vero: Jonathan Blow, sviluppatore indipendente attualmente incaricato di produrre un’esclusiva temporale dal nome The Witness per Sony, viene segnalato dal nuovo e già odiatissimo sistema di norme sul copyright per aver mostrato delle immagini del suddetto titolo in un video.
Ecco il tweet dell’attonito Blow che commenta così: “Even months ago before this big change, YouTube sent me a violation notice saying my footage of The Witness was owned by Sony. Uhh, no…
I recenti cambiamenti della piattaforma di Google stanno creando fastidi e disservizi agli utenti di tutto il mondo. 
Pensate che Big G provvederà risolvendo i problemi o peggiorerà ulteriormente la situazione?

Sony investe sulla tecnologia dei sensori a 54 Megapixel a matrice non-Bayer

Negli ultimi tempi i grandi produttori di fotocamere digitali sembra abbiano deciso di darsi battaglia a suon di mega sensori. Dopo l’eliminazione del filtro anti aliasing da parte dei grandi colossi commerciali quali Canon, Nikon & Co., Sony sembra voler impegnare tutte le sue forze in un nuovo sensore da 54 Megapixel dotato di rilevazione di fase integrata e, soprattutto, senza la tecnologia Bayer, da installare sulle nuove fotocamere a partire dal 2015.
Secondo i rumors, Sony vorrebbe seguire la strada intrapresa già da Fujifilm che, con il suo sensore X-Trans, sta già sperimentando la tecnologia non-Bayer con sensori a matrice 6×6. Lo scopo è quello di ottenere immagini con la massima nitidezza e dettaglio. La scelta di eliminare il filtro anti aliasing prima, e la matrice Bayer in futuro, sembra essere la nuova frontiere delle apparecchiature digitali.
Con quale tecnologia risponderanno gli altri produttori?

Lo storico connubio tra fumetti e videogiochi: i migliori videogames basati su comics

Chi di voi, dopo aver sostanzialmente disossato un fumetto più o meno famoso, non ha desiderato che quella stessa opera venisse trasposta in videogame?
Probabilmente coloro che, temendo un possibile stupro narrativo e contestuale da parte degli sviluppatori, hanno sedato i propri istinti fanboyieschi sperando nell’ibernazione purista in cartaceo.
La storia ci insegna che le trasposizioni hanno fruttato molti flop come parecchi capolavori, da NES a PC, per la gioia e le imprecazioni di chi ha sempre agognato di poter impersonare il proprio (super)eroe.
Andiamo, quindi, a citare i migliori casi di videogames basati su comics.

Tra i pionieri di una tradizione che sarebbe poi felicemente degenerata in un trend arrivato con freschezza fino ai giorni nostri troviamo indubbiamente Spider-Man, che nel 1980 partì in sala giochi come pinball arcade e raggiunse picchi di eccellenza in PlayStation con Spider-Man, Spider-Man 2, Ultimate Spider-Man e il profondissimo Web of Shadows (PS2), per poi approdare nell’ormai previous gen con Shattered Dimension, carino ma non eccellente a livello di trama e longevità.

Batman fece il suo debutto sulla scena videoludica nel lontano 1986 con un meraviglioso action-adventure per Amstrad, gettando le basi per successivi capolavori del calibro di Batman Returns (SNES) e Vengeance (Xbox) ma che, nell’ottica moderna, si smaterializzano se paragonati ad Arkham Asylum, Arkham City e Origins, orchestrati in modo semiperfetto e capaci di appassionare anche i profani del fumetto DC.

Il 1989 fu l’anno di lancio del primo platform per NES a tema Teenage Mutant Ninja Turtles, da noi meglio conosciuto come Tartarughe Ninja soprattutto grazie alla celebre serie animata che i ’90 come me ricorderanno con nostalgia. In seguito, grazie a titoli di crescente qualità globale come TMNT The HyperStone Heist, TMNT 2 The Arcade Game, TMNT Tournament Fighters, TMNT 3 e il più famoso Turtles in Time, le tartarughe mutanti ottennero una meritatissima menzione d’onore nella memoria di ogni fumettomane/videogiocatore che si rispetti.

Anche The Punisher, affascinante ed oscuro antieroe Marvel, si trasferì su NES nel 1990 come sparatutto su binari e continua più avanti una breve ma memorabile striscia di successi su Megadrive e su Xbox/PS2/PC con l’omonimo titolo in versione action-sparatutto che all’epoca (2005) mi rubò davvero una valanga di ore spese per compiere l’epica vendetta di Frank Castiglione.

Subito dopo troviamo il gradito ingresso degli X-Men in beat ‘em up arcade, seguito da altri due omonimi titoli che si distanziarono di tre anni dal primo e i più recenti Legends I e II, apprezzati dal pubblico ma non del tutto esenti da critiche.
Nel 1993 fu la volta di Sam & Max, che non tutti conoscono come fumetto ma piuttosto come avventura grafica portata al tripudio da LucasArts e rimasta tutt’oggi una pietra miliare nel suo genere.

Le avventure poliziesche fortemente umoristiche del brillante cane e dello schizzatissimo coniglio iniziarono su DOS con Hit the Road, un’opera geniale e godibile da ogni fascia d’età, perfetta in ogni sua componente e che non invecchia con gli anni; i capitoli successivi come Save the world e Beyond time and space, allo stesso modo di parecchi giochi telltale, sono da dimenticare, mentre The Devil’s Playhouse e Culture Shock possono esser considerati dei degni (anche se 10k volte inferiori) successori del primo grande titolo.
Un altro fumetto abbastanza famoso come Aliens vs Predator venne reso un beat ‘em up a metà del 1994, complice una dilagante mania per gli arcade da parte degli spumeggianti giovani di allora. Il gioco, neanche a dirlo, fu un successo e nello stesso Ottobre Atari decise di lanciare un fps riguardante la serie su Jaguar, mettendo insieme un’atmosfera coinvolgente e spaventosa che diede una forte spinta al brand. Il primo grande passo in avanti su Windows fu lo shooter del 1999 che due anni dopo ebbe anche un seguito di discreto successo (Aliens versus Predator 2) e fu rebootato nel 2010 con risultati più che soddisfacenti, infatti viene giocato ancora oggi dai fan sfegatati a cui il recente Aliens: Colonial Marines ha provocato intensi attacchi di vomito.

A proposito di schifezze, mi viene in mente un Superman: The New Adventures (1999, N64) tristemente noto per il suo squallidume. Il gioco in questione, considerato uno dei peggiori mai creati, rappresenta di gran lunga il fail più clamoroso nella storia delle trasposizioni fumetto-videogame e merita una menzione. Il progetto di Titus Software fu talmente disastroso che ricevette una critica negativa a furor di popolo e successivamente non venne adattato su ps1 come programmato. Si è quindi riuscito a trasformare una possibile killer app per Nintendo 64 in un pugno negli zebedei a tutti (e furono innumerevoli) i fan che lo comprarono aspettandosi un meraviglioso tributo all’emblema dei supereroi DC. Se non mi credete, andate voi stessi a controllare su YouTube.
Ad onor del giusto mi sento in dovere di nominare altri tre giochi che mi hanno catturato ma che purtroppo non hanno dietro una cronistoria videoludica degna di nota, ovvero il divertentissimo Hulk (Xbox, 2003), il massive multiplayer DC Universe Online che consiglio a tutti e il fighissimo Deadpool risalente alla scorsa estate.

Dopo la sopracitata pappa storica, vorrei soffermarmi su alcuni aspetti a mio parere molto importanti che non dovrebbero passare in secondo piano. Fumetti e videogiochi potranno anche far parte dello stesso ambito che ad alcuni piace definire ‘comics’ ma non rappresentano due facce della stessa medaglia: infatti, i numerosi flop compiuti da publisher e sviluppatori che hanno cercato di riassumere milioni di pagine in decine di ore di gioco sono onestamente giustificabili se si pensa che molto peggio accade in ambito film, basti pensare a quanti titoli basati su saghe inestimabili come il Signore degli Anelli o Harry Potter (esempio lampante) abbiano letteralmente puzzato. Polimerizzare due fra i titani dell’intrattenimento è un’impresa davvero ardua che richiede tempo e maestria: se si cerca di esulare troppo dal cartaceo si rischia di deludere i fan, se si percorre la strada inversa ci sarà un rischio di eccessiva linearità e scripting selvaggio.

In barba a tutto ciò emergono le eccezioni a regola d’arte come Batman: Arkham Asylum e Sam & Max: Hit the Road, che sbrilluccicano grazie a sapienti sceneggiature e restituiscono ai fan la speranza di poter, più spesso, interagire orgogliosamente con le loro opere fumettistiche impugnando un controller o mouse e tastiera senza aggrottare le sopracciglia e tirar fuori la lingua.

Sony e Hasselblad di nuovo insieme per sviluppare un sensore rivoluzionario

Dopo una prima partnership tra la casa svedese Hasselblad e quella giapponese Sony per la commercializzazione di macchine fotografiche unicamente in serie deluxe – Sony Lunar, Stellar e Stellar Special Edition – la cooperazione tra i due colossi sembra volersi rinnovare per dar vita ad nuovo, sensazionale sensore digitale.
Si vocifera, infatti, che la caratteristica principale del rivoluzionario sensore in lavorazione sarebbe quella di poter intervenire sull’ esposizione di ogni singolo pixel dell’elemento sensibile, catturando la luce con tempi differenti, così da apportare un aumento notevolissimo della gamma dinamica ed annullare del tutto il lavoro in post produzione per creare immagini HDR.

Su quale corpo macchina sarà implementato il sensore, e altri dettagli tecnici, nulla è ancora stato rivelato. Non resta che attendere i primi mesi del 2014, data nella quale si pensa verranno svelati altri interessanti particolari.

Activision possiede ancora Crash Bandicoot e pensa a un reboot

In seguito alle voci che davano Crash in mano a Sony, pronta ad affidarlo alle sapienti mani di Santa Monica e Naughty Dog, oggi arriva la cattiva notizia: il brand è ancora in mano ad Activision.
Un rappresentante di Activision, infatti, ha smentito i rumor dichiarando che non c’è stata nessuna compravendita e in azienda stanno anche pensando di riportare in vita la serie con, probabilmente, un reboot.
Cosa aggiungere se non “speriamo che tutto ciò non sia vero”?

Risposta di Activision in merito alla questione Crash Bandicoot

Nei giorni scorsi sono circolati parecchi rumor che davano per certa una vendita del brand di Crash Bandicoot da Activision a Sony, lasciandoci non pochi dubbi in merito.
Nella giornata di oggi, un redattore della rivista Videogamer.com ha espressamente chiesto al publisher di chiarire l’attuale situazione dell’eventuale trattativa. 
Activision ha risposto con un secco “no comment”, confermando in buona parte che i sospetti abbiano una qualche fondatezza e restituendo un accenno di sorriso ai fan del mitico marsupiale.

Crash Bandicoot scompare dal sito di Activision

Mentre la serie di Crash Bandicoot sparisce magicamente dal sito di Activision insieme al sito ufficiale e alle pagine di supporto, i fan del marsupiale più famoso dei videogiochi scalpitano.
Si susseguono, infatti, i rumor che vogliono il marchio passare nuovamente a Sony che avrebbe in cantiere un nuovo titolo per PS4 da affidare (si spera) ai Naughty Dog. Attendiamo tutti news più accurate in merito.

Samsung Galaxy Gear: arriva il primo aggiornamento

Che il Samsung Galaxy Gear abbia deluso le aspettative del pubblico e degli esperti è un fatto noto. 
Fin da subito sono emersi i limiti e le problematiche del nuovo Smartwatch della casa coreana, specialmente se confrontato con il forte concorrente Sony Smartwatch uscito quasi contemporaneamente. (Ne ha parlato il nostro Stefano Benaglia in questo articolo).
Ora la Samsung ha deciso di correre ai ripari, provando a parare il colpo e a cercare di incrementare il timido riscontro di vendite avuto finora. 
Nei giorni scorsi, grazie all’aggiornamento v1.5.111304, era stata estesa la compatibilità dello Smartwatch dal solo Galaxy Note a tutti i prodotti della linea Galaxy S. 
Il 16 novembre la casa coreana ha rilasciato il nuovo firmware V700XXUAMJ8 per Galaxy Gear che va ad integrare e migliorare alcune funzioni del prodotto. 
Vediamo quali. 

Uno dei grossi limiti era rappresentato dall’impossibilità di ricevere notifiche complete direttamente sullo schermo dell’orologio, un problema che era stato parzialmente aggirato grazie ad un’applicazione sviluppata da un programmatore indipendente, ATN Manager
Il nuovo firmware permetterà la ricezione completa di tutte le notifiche di qualsiasi applicazione Android, dai Social Network, al meteo etc. 
Sarà inoltre possibile personalizzare le applicazioni che avranno accesso al Gear, accedere a più contenuti tramite notifiche fleshed-out e avere, tramite badge personalizzati, un quadro più chiaro delle notifiche e dei messaggi non visualizzati. 
Si tratta di un semplice aggiornamento che introduce novità non sostanziali ma estremamente funzionali che, a dire la verità, potevano essere previste già all’inizio. 
In ogni caso, trovandosi davanti ad una tipologia di prodotto nuova, è normale commettere errori tecnici e inciampare su cose spesso considerate banali e scontate. 

Samsung sta cercando di imparare dai suoi errori e chissà, magari questo primo aggiornamento potrebbe aprire la strada a nuove funzionalità e miglioramenti in attesa di nuovi prodotti della stessa linea o, come già si sussurra, di una seconda generazione di Smartwatch.

Galaxy Gear, che Flop! Ecco cosa dice un documento riservato di Best Buy

Da poche ore circola in rete un documento riservato di Best Buy dove si evidenzia che più del 30% dei loro clienti sta restituendo il nuovo gioiello di casa Samsung. Il Galaxy Gear non è altro che un orologio da abbinare con il cellulare della casa coreana e ricevere le notifiche direttamente sul display al polso, senza dover tirare fuori dalle tasche lo smartphone. Sicuramente l’idea non è male, anzi, nel mondo narcisistico in cui viviamo, un sacco di utenti vogliono tenere sempre sotto controllo Facebook e Twitter, ma soprattutto avere l’ultimo giocattolino tecnologico per essere dei veri Geek. 
Lo sviluppo del Galaxy Gear è stato causato da delle voci incontrollate che davano Apple al lavoro su un ipotetico iWatch, il quale sarebbe uscito a brevissimo per rivoluzionare il mercato. Il risultato? Nessun orologio è uscito da Cupertino, mentre il mercato si sta riempiendo di accessori simili e dal futuro nebuloso.

Perché il Gear è stato un Flop? Proviamo a esaminare i motivi insieme:
  • Ha un parco compatibilità ristrettissimo, praticamente 5 modelli di cellulari: S3, S4, Note 2, Note 3, Galaxy Tab Note 2014. Di questi solo gli ultimi due hanno il software già alla versione 4.3 di Android, per gli altri modelli bisogno aggiornare il software e se il telefono è stato preso con un gestore di telefonia, i tempi di attesa per l’aggiornamento possono essere abbastanza lunghi.
  • Non è impermeabile. 
  • La durata della batteria è veramente ridotta, si parla di un solo giorno a carico di lavoro medio.
  • Il prezzo è sicuramente alto per questo dispositivo che costa come uno smartphone di medio livello. 
  • Il quantitativo di App utilizzabili è particolarmente ristretto, ma questo rientra nel normale percorso di un prodotto nuovo.

Questi difetti incidono nelle vendite e sulle restituzioni anche perché i concorrenti non stanno a guardare e ad esempio Sony, con il suo ottimo Smartwatch, ha sicuramente colpito nel segno.
Per prima cosa è compatibile con un dispositivo Android anche non aggiornatissimo, è resistente agli spruzzi d’acqua e soprattutto è molto economico: solo 99 euro. Anche lui pecca in autonomia ma soprattutto in qualità del Display, molto scadente; ma nel complesso è un buon prodotto dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Sicuramente il mercato è tutto da scoprire e le due aziende si sono fatte trovare pronte alla nuova sfida. Adesso aspettiamo le mosse dei concorrenti, LG e Nokia su tutti.

Mirrorless Full-Frame Sony A7 e Sony A7r prezzo e specifiche tecniche

Nella giornata di ieri, Sony ha lanciato sul mercato due fotocamere digitali che costituiscono il primo esempio di fotocamere full-frame mirrorless con ottiche intercambiabili. Stiamo parlando delle Sony A7 e Sony A7r che anche grazie al loro design compatto e alla loro leggerezza si differenziano dal resto dei produttori.

Sebbene entrambi i modelli siano esteticamente uguali, mostrando un impugnatura molto pronunciata, un mirino EVF ( electronic viewfinder ) di grandi dimensioni, oltre a svariati tasti e rotelle di controllo, le differenze le troviamo all’interno. Parlando della più evoluta Sony A7r, troviamo un sensore ridisegnato in modo da eliminare gli spazi vuoti tra i pixel, con risoluzione di 36 MegaPixel, l’assenza del filtro ottico passa-basso che restituisce foto con maggiore dettaglio e un sistema autofocus avanzato contrast-detected che incrementa la precisione e la velocità di messa a fuoco. La sorella minore invece presenta un sensore da 24 MegaPixel anch’esso ridisegnato, con filtro ottico passa-basso ed un sistema di autofocus ibrido phase-detection + contrast-detection. Molta curà è stata riservata alla customizzazione delle funzioni: sono infatti presenti 9 pulsanti personalizzabili e ben 46 funzioni assegnabili a seconda dello stile e della circostanza di scatto. Gli utenti possono visualizzare in anteprima tutte le modifiche effettuate alle impostazioni fotografiche in tempo reale sul nuovo Tru-Finder da 2,4 milioni di pixel o sul display LCD. Entrambe sono disegnate per ottenere massimi risultati con il nuovo sistema di ottiche introdotto da Sony ( Full-frame E-mount ). Ciò non toglie la possibilità di utilizzare anche lenti appartenenti alla categoria NEX croppando il sensore o lenti dedicate al mondo Alpha tramite i nuovi adattatori LA-EA3 e LA-EA4.
Entrambe le fotocamere presentano il nuovo processore BIONZ X che assicura performance di prima categoria nella riduzione del rumore e permette di girare video FullHD a 60 fps. Presente anche la connettività Wi-Fi e NFC per la condivisione istantanea ed il trasferimento verso smartphone e tablet.
Sony A7

  • Sensore Full-frame Exmor CMOS da 24.3 MegaPixel
  • Nuovo processore BIONZ X per incrementare la velocità di elaborazione e assicurare una riduzione del rumore elevata
  • Migliorato autofocus ibrido che combina phase-detection con contrat-detection
  • Migliorato Tru-Finder XGA OLED
  • Video FullHD a 60fps
  • Uscita foto 4k per visualizzare le foto sulle nuove TV UltraHD
  • Display LCD da 3.0″ orientabile
  • Range ISO 100-25600 espandibile
  • Wi-Fi e NFC
  • Prezzo 1499€

Sony A7r
  • Sensore Full-frame Exmor CMOS da 36.4 MegaPixel
  • Nuovo processore BIONZ X per incrementare la velocità di elaborazione e assicurare una riduzione del rumore elevata
  • Migliorato autofocus che incremento del 35% la velocità rispetto ai convenzionali AF phase-detection
  • Migliorato Tru-Finder XGA OLED
  • Video FullHD a 60fps
  • Uscita foto 4k per visualizzare le foto sulle nuove TV UltraHD
  • Display LCD da 3.0″ orientabile
  • Corpo in magnesio tropicalizzato
  • Range ISO 100-25600 espandibile
  • Wi-Fi e NFC
  • Prezzo 2099€

Al momento le ottiche rilasciate da Sony per questi modelli sono solo 5:
  • Carl Zeiss Sonnar T* FE 35mm F2.8 ZA
  • Carl Zeiss Sonnar T* FE 55mm F1.8 ZA
  • Carl Zeiss Vario-Tessar T* FE 24-70mm F4 ZA OSS
  • FE 28-70mm F3.5-5.6 OSS
  • FE 70-200mm F4 G OSS

Pur coprendo un vasto range di usabilità, per i più esigenti, in attesa di nuove lenti da Sony, sarà possibile tramite adattatore montare lenti di altri produttori ed estenderne così il suo utilizzo. Nella foto sotto possiamo vedere la differenza di dimensioni rispetto alla Canon EOS 5D Mark III. Ben fatto Sony!