Pink Punch: installazione "green" in rosa

L’installazione Pink Punch è stata realizzata dall’architetto e designer Nicholas Croft e dalla designer del paesaggio e artista Michaela MacLeod
Lo scopo di questa attraente installazione, realizzata in occasione del “2013 International Garden Festival” ai Giardini di Métis/Reford a Grand-Métis (Quebec, Canada) è quello di attirare i visitatori al di fuori dei soliti percorsi battuti, attraverso queste “camere-giardino” all’interno della foresta. 
La realizzazione delle “camere” viene svolta tramite il solo utilizzo della tecnica tradizionale del “tree wrapping”, l’avvolgimento dell’albero, utilizzato per proteggerli dagli urti esterni. 
Il colore rosa acceso serve invece, oltre ad attirare l’attenzione su di esso, anche a dividere la zona più selvaggia dalla vera e propria “camera”, in una maniera assolutamente non tradizionale. 
Si tratta di un’installazione temporanea, che varia a seconda del sito, ma che segue sempre il set di istruzioni dei progettisti. 
Questo paesaggio rosa è stato realizzato tramite l’utilizzo di una corda in lattice di gomma naturale avvolta intorno ad ogni albero da un’altezza di circa 3 metri fino a raggiungere il suolo ed espandendosi a terra per un altro metro circa. 
Quando un piccolo gruppo di alberi sono completamente avvolti fino ad unirsi sul suolo, si viene a creare una vera e propria zona salotto comune alla base di ogni albero, realizzando un luogo di contemplazione e osservazione della natura circostante. 
Fotografie: Sylvain Legris
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I Ritratti Genetici di Ulric Colette: quando si dice ‘tale padre, tale figlio’

Figlio: Nathan (7 anni) & Padre: Ulric (29 anni)

Quante volte una qualche vostra zia vi ha detto che siete la copia sputata di vostro padre, ma, guardando una qualche vecchia foto, non avete colto i tratti che vi assimilavano a lui? Tratti che, magari, si evidenzieranno con i segni del tempo che solcheranno il vostro viso con il passare degli anni? 

Ulric Collette, Fotografo e Grafico residente a Quebec City, centro urbano dell’omonima provincia canadese, ha pensato quella che potrebbe essere la più sorprendente idea per le fotografie della famiglia mai realizzata prima! Qualcosa capace di mettere in mostra il modo in cui il DNA rende evidenti ai nostri occhi i legami di sangue.
Durante un progetto del tipo “un’immagine al giorno” Ulric ha provato ad invecchiare il proprio figlio utilizzando Photoshop, arrivando, in via del tutto accidentale, al suo primo ritratto genetico (la prima immagine della sequenza). I ritratti genetici, se non risultasse abbastanza evidente alla prima occhiata, sono stati realizzati unendo i ritratti dei due parenti coinvolti, portando a risultati spesso sorprendenti; infatti, abbastanza stranamente, i ritratti ottenuti dalla combinazione di questi volti hanno un aspetto relativamente normale, o, in certi casi, non troppo anormale. 
È stato lo stesso Ulric ad attribuire il nome di “Ritratti Genetici” a questa sua serie di lavori fotografico-informatici e pare avere ancora altre idee legate al potenziale della tematica genetica in fotografia. 
In ogni caso, dopo aver lanciato queste sue creazioni, ci aspettiamo di vedere nuovi pionieri di questa tecnica fotografica; magari anche voi appassionati potreste provarci e scoprire chi trai vostri fratelli e sorelle assomiglia di più a vostra madre e vostro padre, e, se proprio non somigliate abbastanza ai vostri parenti stretti, potrete sempre provare a combinare insieme i volti di vostri amici e conoscenti.

Adesso però godetevi le foto che Ulric Colette ha realizzato per questa serie.

Sorelle: Gabrielle (28 anni) & Lèa (25 anni)
Gemelli: Alex & Sandrine (20 anni)
Figlia: Ismaëlle (10 anni) & Padre: Ulric (29 anni)
Figlia: Ariane (13 anni) & Padre: Andrè (55 anni)
Figlia: Marie-Piere (18 anni) & Madre: N’sira (49 anni)
Sorelle: Isabelle (32 anni) & Amèlie (33 anni)
Madre: Johanne (54 anni) & Figlia: Roxane (22 anni)
Madre: Julie (61 anni) & Figlia: Isabelle (32 anni)
Figlio: Nathan (9 anni) & Padre: Ulric (32 anni)
Sorelle: Roxane (22 anni) & Jill (25 anni)
Figlia: Amèlie (33 anni) & Padre: Daniel (60 anni)
Padre: Daniel (60 anni) & Figlia: Isabelle (32 anni)
Sorelle: Catherine (23 anni) & Vèronique (29 anni)
Figlia: Veronique (29 anni) & Madre: Francine (56 anni)
Madre: Francine (56 anni) & Figlia: Catherine (23 anni)
Fratelli: Christophe (30 anni) & Ulric (29 anni)
Padre: Denis (60 anni) & Figlio: Mathieu (25 anni)
Sorella: Karine (29 anni) & Fratello: Dany (25 anni)
Cugini: Justine (29 anni) & Ulric (29 anni)
Fratelli: Mathieu (25 anni) & Ulric (29 anni)
Gemelle: Laurence & Christine (20 anni)
Padre: Laval (56 anni) & Vincent (29 anni)
Madre: Julie (61 anni) & Figlia: Amèlie (33 anni)
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Il Nobel per la Letteratura va ad Alice Munro, la ‘maestra del racconto contemporaneo’

Ha 82 anni, è canadese ed è la vincitrice del Nobel per la letteratura del 2013. Alice Munro, definita dalla giuria di Stoccolma “maestra del racconto breve contemporaneo”, non ha presenziato alla cerimonia di premiazione tenutasi nella capitale svedese: schiva come sempre e fedele al suo carattere, la Munro è stata rintracciata dal comitato di premiazione tramite un messaggio telefonico che le è giunto nel cuore della notte. “Mi ero dimenticata di questa cosa, ma è meraviglioso. Ora spero ci sia più attenzione per gli scrittori canadesi” ha dichiarato la Munro a caldo, dalla sua casa canadese di Clinton, Ontario.
La Munro è la tredicesima donna ad aver vinto l’ambitissimo premio: prima di lei tanti nomi illustri, tra i quali quello dell’italiana Grazia Deledda. La scrittrice riceverà un premio in denaro di 8 milioni di corone (circa 900.000 euro). In passato aveva già ricevuto numerosi premi, tra i quali il Governor General’s Award, importante riconoscimento canadese conquistato per ben tre volte. È stata anche nominata Duchessa dell’Ontario.
I racconti della autrice canadese sono famosi per la loro fine introspezione psicologica: la loro ambientazione tipica è quella delle cittadine di provincia dell’Ontario, e i soggetti ritratti sono spesso persone comuni. I temi trattati dalla Munro negli anni sono stati molteplici, e hanno riguardato il matrimonio, l’adolescenza, il divorzio e la vecchiaia. La scrittrice ha spesso riservato la sua attenzione alle donne e al loro ruolo nella società.
In Italia è arrivata grazie ad Einaudi (nel 1989), che ha curato quasi tutte le sue pubblicazioni. All’estero i suoi racconti sono spesso pubblicati da giornali illustri, come il The New Yorker ed il The Paris Review; tra i più famosi vi sono “Chi ti credi di essere?”, “Segreti svelati” e “In fuga”. Nel giugno scorso aveva annunciato di non voler più scrivere: resta da chiedersi se l’aver ricevuto l’ambito premio, per il quale era in lizza già da diversi anni, le farà cambiare idea.

Giovanni Zagarella

Disastro ferroviario in Canada: convoglio di greggio deraglia nel centro di una cittadina del Québec

Mathieu Belanger (Reuters/Contrasto)
Nella notte tra sabato e domenica, un treno che trasportava greggio in grande quantità è deragliato nella città di Lac-Megantic, in Québec, Canada; il carico altamente infiammabile ha generato un enorme incendio, che ha distrutto gran parte del centro della cittadina (circa 30 edifici) e ha ucciso un numero ancora non precisato di abitanti. I dati ufficiali parlano di 13 vittime e 37 dispersi, ma le indagini non si sono ancora concluse.
Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente: il treno, in fase di stazionamento su una collina sovrastante la città, è ripartito mentre il conducente era ancora a terra. La compagnia ferroviaria afferma che è stato tutto fatto seguendo le regole, ma alcuni ingegneri sospettano che il sistema frenante non fosse stato attivato correttamente. Questo, assieme alla pendenza della collina, avrebbe provocato il deragliamento del convoglio nel centro di Lac-Megantic.
La città sfigurata non sa come reagire, né sa come e se riuscirà a rialzarsi. “Come sindaco, quando uno vede che la maggior parte del centro cittadino è distrutto, ti chiedi come potrai sopravvivere a tutto questo”, ha dichiarato il sindaco Colette Roy-Laroche ai giornalisti. 
Le immense fiamme generate dalle 800 tonnellate di greggio trasportate dal convoglio, sono state estinte dai vigili del fuoco soltanto nella notte di ieri. Il petrolio ha anche avvelenato il fiume che attraversa la città, rendendo così inutilizzabile la principale fonte di acqua potabile della zona.

Il primo ministro canadese Stephen Harper si è subito recato a Lac-Megantic (che si trova a 250 km da Montréal) per esprimere il suo cordoglio alle vittime. “Tutti i Canadesi sono con voi” ha dichiarato Harper, assicurando che il Governo farà il possibile per ricostruire quella che adesso sembra “una zona di guerra”. 
Tra i cittadini di Lac-Megantic c’è già chi chiede giustizia. Molti si chiedono se fosse giusto far transitare carichi così pericolosi nel bel mezzo di una città e chi, più in generale, pensa che il trasporto di petrolio su ferrovia andrebbe vietato perché troppo pericoloso. Gli abitanti della città colpita dalla catastrofe sentono la responsabilità dello Stato in tutta la vicenda: le indagini degli investigatori della Transportation Safety Broad, già sul posto, faranno chiarezza sull’accaduto.

Giovanni Zagarella