Ricami architettonici: sottrarre materiale per riempire gli spazi con la luce

Giorni fa, in questo articolo, avevamo focalizzato l’attenzione sui rivestimenti metallici, sottolineando le caratteristiche di riflessione della luce che donavano alle opere sinuose di F. Gehry, come di altri progettisti, l’aspetto splendente di “architetture-gioiello”. 

Oggi vogliamo riprendere il tema dei rivestimenti e soffermarci non più sulla capacità dei materiali di riflettere la luce, piuttosto su quella di lasciarsi attraversare da essa. Potete, qui di seguito, ammirare il MuCEM, museo dedicato alle civiltà, culture e tradizioni d’Europa e del Mediterraneo, realizzato a Marsiglia, sul quale è distesa una sorta di “stola ricamata” o, in maniera più esaustiva, una “pelle ornamentale in cemento filigranato” [cit. www.professionearchitetto.it]. 

La sensazione che questa finitura da nel complesso è quella di un decoro leggero, elegante e delicatamente laborioso, che serve ad arricchire le linee semplici del progetto che coinvolge. 
MuCEM, France – www.mucem.org
MuCEM (detail), France – www.thepostinternazionale.it
MuCEM (detail), France – www.archiportale.com
La sottrazione del materiale in facciata fa sì che intere parti “si stacchino” dal resto e lascino occupare il loro posto alla luce, naturale o artificiale che sia.

El Espacio de Arte Contemporáneo, Spain – www.archiportale.com
GEL Green Energy Laboratory, China – www.archea.it
GEL Green Energy Laboratory, China – www.archiportale.com
Mikimoto Building in Ginza, Japan – www.design-milk.com
Polish Pavilion Expo 2010, China – www.dezeen.com
In quest’ultimo caso è possibile osservare come l’attenzione dei progettisti sia ricaduta anche sul “negativo” del rivestimento-trama, ovvero la parte sottratta alla facciata viene (simbolicamente) “estrusa” e diventa arredo per i visitatori.
Ravensbourne College of Design and Communication, UK – www.inhabitat.com
Un mosaico accosta il “ricamo” con tema circolare. 
Ravensbourne College of Design and Communication, UK – www.inhabitat.com

Centro Civico del Bicentenario (torre degli uffici e percorsi), Argentina – ©Claudio Manzoni in www.progettarearchitettura.it
Nel caso del Simmons Hall, dormitorio del MIT progettato da Steven Holl, la “porosità verticale” è regolare e quadrata ma suggerisce come per gli altri casi la volontà di distribuire la luce facendole attraversare il complesso. Gli studi fatti sulla circolazione della luce e dell’aria attraverso le parti del progetto sono un aiuto in più per capire la necessità di avere un edificio “traforato” e quindi dinamico. 
Simmons Hall at MIT by Steven Holl Massachusetts – ©Burçin YILDIRIM in www.flickr.com
Simmons Hall at MIT by Steven Holl (S. Holl’s sketch) – ©Andy Ryan in www.archdaily.com
I materiali impiegati in questa operazione di “foratura” sono molteplici. Come si è potuto vedere le trame in facciata possono essere realizzate in conglomerato cementizio, in metallo, ma anche in ceramica.
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Fascino metallico: rivestimenti splendenti per architetture insolite

La seconda metà del ‘700 vede l’inaugurarsi dell’ “architettura del ferro” e dare il via a un nuovo utilizzo di questo materiale. Inizialmente utilizzato per costruzioni temporanee come padiglioni espositivi, il ferro ha da subito mostrato i lati positivi delle sue caratteristiche tecniche: alta resistenza e facilità di connessione dei singoli elementi hanno portato alla realizzazione di strutture gigantesche in pochissimo tempo e la possibilità di smontarle e rimontarle altrove in altrettanto poco tempo. Il Crystal Palace è uno degli esempi di edilizia, espositiva temporanea, che ci viene in mente se pensiamo alle prime applicazioni dei metalli per quel che riguarda la struttura portante dell’opera architettonica. 
Crystal Palace, France – www.marcmaison.com
Il ferro ha dato modo a grandi progettisti di esprimersi in modo eccellente e raffinato anche per quel che riguarda la realizzazione di ponti, con un fine attraversamento dei corsi d’acqua grazie a una struttura tanto elegante quanto resistente.
Pont des Arts, France – ©Benh LIEU SONG in www.wikipedia.org
Questo materiale si fa anche portavoce di città, manifestando in tutto il suo vigore il simbolo della patria. E’ il caso della Tour Eiffel, realizzata per durare il tempo dell’Esposizione Universale del 1889, mantenuta in vita per lo sviluppo delle telecomunicazioni e oggi ritrovo turistico d’eccezione. 
Tour Eiffel (vista dal basso), France – ©Ricce in www.wikipedia.org
Facendo un salto ai giorni nostri è possibile vedere come il ferro (anche se sarebbe meglio parlare di leghe metalliche) assume oggi un volto nuovo, in certi casi anche insolito. Senza citare tutte le sue sfaccettature, il contributo di resistenza nei conglomerati cementizi armati e i sistemi costruttivi intelaiati, spesso in facciata abbinati al vetro, riaffiora oggi verso l’esterno sotto le forme più strane di rivestimento, sostenuto dalla fantasia di uno dei progettisti più influenti della storia dell’Architettura Contemporanea: Frank Gehry
Guggenheim Museum Bilbao, Spain – www.bbamediastudio.wikispaces.com
Gehry Tower, Germany – ©Axel Hindemith in www.wikipedia.org
Walt Disney Concert Hall, California – www.blogs.newzealand.usembassy.gov
Gehry Building, Germany – www.best5.it
Cleveland Clinic Lou Ruvo Center For Brain Health, Nevada – www.best5.it
Cleveland Clinic Lou Ruvo Center For Brain Health (detail), Nevada
Beekman Tower, NY – www.arkidesignblog.it
La scelta di rivestire con lastre metalliche si sposa perfettamente con il desiderio di Gehry di avvicinare i suoi progetti all’arte scultorea. Il metallo dà la possibilità, a lui come a molte altre archistar, di “piegare” e “accartocciare” le costruzioni secondo il loro volere, regalando all’osservatore un articolato gioco di luci e ombre e, allo stesso tempo, facendo sì che i dettagli tecnico-costruttivi garantiscano le esigenze funzionali richieste. I rivestimenti metallici rispondono, infatti, a esigenze di comfort e benessere, essendo una valida alternativa alle classiche tamponature: garantiscono la tenuta stagna, quindi escludono la possibilità di infiltrazioni d’acqua; permettono il controllo di permeabilità all’aria e resistenza alle azioni del vento; consentono l’isolamento termico-acustico (esistono innumerevoli sistemi di pannelli sandwich in lamiere metalliche con all’interno schiume isolanti); permettono la gestione del guadagno solare e delle radiazioni ultraviolette; sono la risposta ai problemi in termini di tempi di assemblaggio in cantiere; danno, come si è visto, al progettista la possibilità di rivestire architetture dalle forme inusuali garantendo la continuità superficiale. Gehry non è l’unico progettista che col metallo ha fatto opere d’architettura/scultura. Altri progetti si lasciano manipolare con una dose simile di creatività e anche questi spesso vengono rifiniti con “vesti” metalliche. 

Zaha Hadid’s: The Eli and Edythe Broad Art Museum (overview and detail), Michigan  – www.archpaper.com

Massimiliano and Doriana Fuksas’: Georges-Freche School of Hotel Management (overview and detail), France – www.alpolic-usa.com
Per concludere, un riferimento visivo va anche al Dalian Conference Center, completato di recente, di cui non mancherà, in seguito, una trattazione su questo giornale.

Dalian Conference Center (overview, external and internal details), China – www.archiportale.com