USA, gettate la maschera! Barack Obama non può più difendere lo spionaggio orwelliano dell’NSA – L’ANALISI

Gli americani spiavano il cellulare di Angela Merkel: è questa la scioccante notizia riportata stamattina dai principali mezzi di informazione del mondo. Berlino ha il fortissimo sospetto (alcuni parlano addirittura di certezza) che l’NSA tenesse sotto controllo il telefono del cancelliere tedesco, registrando ogni sua conversazione: dalle chiamate di interesse nazionale a quelle private, dai giudizi sui leader alle discussioni sull’UE.
Gli USA, che a causa dello shutdown e del parziale insuccesso dell’Obamacare stanno vivendo un periodo nero, hanno cercato di dribblare le richieste di spiegazioni dei tedeschi. “Non spiamo e non spieremo mai Angela Merkel”: la frase non utilizza il passato, lasciando intendere che i dubbi di Berlino siano fondati. La difesa americana traballa, il bluff è ormai smascherato.
Le pesanti accuse tedesche rischiano di far crollare l’edificio di scusanti costruito dal presidente Obama a seguito dello scoppio del Datagate: la Casa Bianca si è sempre giustificata affermando che Prism, l’elaborato sistema d’intercettazioni gestito dall’NSA, servisse a sventare attacchi terroristici in tutto il mondo. “Abbiamo protetto anche il suolo tedesco”, aveva detto Barack Obama ad un’infastidita Merkel in giugno, pochi giorni dopo le scottanti rivelazioni di Snowden. Le scuse, adesso, non reggono più.
D’altro canto sarebbe ingenuo credere che gli Stati Uniti siano stati soli in questa “corsa allo spionaggio”: il gioco americano è stato certamente emulato dalle grandi potenze europee (Italia inclusa), il cui stupore post-datagate sembra quantomeno fuori luogo. Importanti, in questo senso, sono le dichiarazioni dell’ex capo del controspionaggio francese Bernard Squarcini, che ieri ha dichiarato che “i servizi sono ben consapevoli del fatto che tutti i paesi, anche se collaborano in materia di antiterrorismo, monitorano gli alleati”. Tuttavia il monitoraggio di cui parla Squarcini riguarda i piani industriali, il commercio e l’economia; di certo non la vita privata dei leader alleati.
La vera notizia sta tutta qui. Lo spionaggio americano non conosceva (e forse non conosce ancora) linee rosse invalicabili: i servizi segreti hanno raccolto informazioni di qualsiasi tipo, e hanno poi cercato di sfruttarle a fini politici e diplomatici. Non c’era nessun bene comune da proteggere, nessuno standard di sicurezza da perseguire: l’America ha agito senza alcuno scrupolo, sfruttando i dati sensibili a proprio vantaggio. Gettando al contempo alle ortiche i trattati internazionali e ogni forma di rispetto per i propri alleati.
Ancora più incredibile pare la disattenzione e la svogliatezza dei media americani nel trattare la questione Datagate. In questi giorni di caos e scandali i principali quotidiani stanno dedicando all’argomento piccoli spazi, preferendo concentrarsi sulle vicende casalinghe. Forse nel tentativo di proteggere la pace interna, gli americani si dimenticano ancora una volta di non essere soli al mondo, e di dover fare i conti con la furia dell’intera comunità internazionale.
Il prestigio dell’America obamiana si è ormai definitivamente sfaldato. La credibilità strategica è perduta, e negli alleati europei cresce una voglia di “vendetta” che certo non gioverà ai rapporti futuri. Ma il problema riguarda anche l’assetto interno, con i cittadini americani sul piede di guerra ed un numero sempre maggiore di “whistleblowers”, ovvero ex dipendenti dell’NSA che hanno deciso di rivelare le atrocità commesse dalla propria azienda.
Se Bruxelles vuole ottenere risultati concreti, il torto di Angela Merkel deve diventare il torto di tutti i leader dell’UE: la protesta del Vecchio Continente deve essere coesa e non ammettere rinvii. L’Europa stessa ha il dovere di fare chiarezza sui suoi metodi di spionaggio, e non cascare in nuove ipocrisie di sorta. Se l’assurda opera di raccolta indiscriminata di informazioni continuerà, la credibilità della classe politica mondiale scenderà ancora, provocando un’ulteriore e gravissima scollatura del popolo dalla classe dirigente. Le (disastrose) conseguenze sono facilmente immaginabili.
Giovanni Zagarella
Annunci