Mitologia greca (e non): le Amazzoni

Come Amazzoni sono indicate, nel pensiero comune, delle donne-guerriere che vivono autonomamente in una comunità femminile: nella letteratura, nella cinematografia e nell’arte la figura dell’Amazzone è stata più volta ripresa, tanto che tutti ne hanno nozione. Ma il mito riguardante queste forti guerriere è complesso: ha origine nell’antica Grecia e si sviluppa nel corso dei secoli
Le Amazzoni abitavano dapprima lungo le rive del fiume Amazzonia: successivamente si spostarono sul Termodonte. Erodoto le colloca in Scizia presso il fiume Tanai. La comunità non accettava uomini: per perpetrare la specie una volta all’anno le donne si univano con stranieri. Ma la sorte del nascituro non era uguale per entrambi i sessi: i figli maschi o venivano spediti nella città del padre, o uccisi, o storpiati per svolgere lavori domestici. Le figlie erano invece allevate con cura e addestrate per combattere: alle bambine veniva bruciata la mammella destra perché potessero maneggiare senza problemi l’arco. Le Amazzoni erano eccellenti cavallerizze: prestavano grandissima cura all’allevamento dei cavalli per il combattimento, il che le rendeva guerriere di prima categoria.
Si narra che Eracle (o Ercole) dovette affrontare le Amazzoni, che rappresentavano una delle dodici fatiche. Teseo, che lo accompagnava, rapì Ippolita e in seguito la sposò: da lei nacque quell’Ippolito di cui Fedra si innamorò perdutamente. Varie e controverse sono le leggende che trattano della “visita” di Eracle, così come quelle sulla partecipazione delle donne alla guerra di Troia. Si tramanda che la regina Pentesilea si schierò con i Troiani respingendo più volte Achille, finché egli non riuscì a trafiggerla con la lancia: ma proprio in quel momento Achille provò pietà, si commosse e si innamorò di Pentesilea. Tersite schernì per questi sentimenti Achille, il quale colpì il compagno rompendogli tutti i denti e uccidendolo.
Si pensa che i Greci temessero e disapprovassero le Amazzoni: una comunità di donne abilissime nel combattere che rifiutavano il sesso maschile era del tutto inaccettabile. La loro figura impressionò poeti e scrittori di tutti i tempi: nell’Orlando Innamorato, nell’Orlando Furioso e nella Gerusalemme Liberata si parla di donne guerriere (Bradamante, Marfisa e Clorinda) che combattono alla pari con gli uomini. Nel XVI secolo gli esploratori spagnoli in Sud America giurarono di essersi imbattuti in guerriere feroci armate di arco. È del resto accertato che in Africa esistano comunità di donne dedite alla guerra che nel corso dei secoli hanno affinato le proprie tecniche. Le Amazzoni, oggi, sono protagoniste di libri fantasy, videogames, telefilm. 
Esistite o meno, le Amazzoni hanno dimostrato che anche il gentil sesso è capace di combattere (bene), sopravvivere, cacciare e riprodursi da sé. 
Giulia Bitto
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