Nick Brandt e gli animali pietrificati del lago Natron: un reportage fotografico tra leggenda e scienza

Sembrerebbe una leggenda mitologica, ma gli animali pietrificati del lago Natron in Tanzania, nella Rift Valley, esistono davvero, e stavolta non è colpa di Medusa. La rivista New Scientist ha trovato un lago la cui acqua ha una alcalinità che si aggira tra pH 9 e pH 10.5 e dove la temperatura può raggiungere i 60°, luogo alquanto inospitale per qualsiasi creatura terrestre fatta eccezione per l’Alcolapia alcalica, un pesce che si è adattato particolarmente bene alle condizioni di vita estrema del lago Natron. Il lago prende il nome da un composto naturale costituito principalmente da bicarbonato di sodio portato dalle ceneri vulcaniche dell’area africana. 

Il fotografo Nick Brandt, nel 1995 si trovava lì per lavoro e dopo aver visto che sulla battigia del Natron c’erano cadaveri di uccelli e pipistrelli perfettamente conservati ha deciso di farvi ritorno e di fotografarli; Brandt non sa bene come questi animali muoiano ma chiedendo in giro, tra leggende e qualche sprazzo di verità è riuscito ad intuire che la superficie estremamente riflettente del lago faccia perdere l’orientamento agli animali che precipitano dentro le acque mortali del Natron. Le foto sono tra lo spettacolare e l’inquietante, ma sì, il trucco c’è! «Ho preso le creature esattamente come li ho trovati sulle rive del lago, poi per così dire li ho collocati in pose viventi, riportandoli alla vita» ha dichiarato il fotografo londinese. Averli trovati nella posizione immortalata nelle foto sarebbe stato davvero troppo!

Consuelo Renzetti
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