Le principesse Disney di Dina Goldstein: c’era una volta la triste realtà

C’era una volta, in un tempo non troppo lontano, un signore chiamato Walt Disney, che ha costruito un impero multimiliardario fondato sulle bugie. Per anni ha nutrito bambini, ma soprattutto bambine, di false speranze facendo credere loro che si potesse davvero vivere felici e contenti, che i cattivi vengono sconfitti dai buoni e che il bene trionfa sempre.

Oggi invece c’è Dina Goldstein, che nelle fiabe non ci crede più. Dina è una fotografa concettuale, per lei la fotografia è un mezzo per evocare sentimenti di vergogna, rabbia, ed indignazione nell’osservatore in modo da condurlo a riflettere sulla condizione umana. “Fallen princess” è un progetto che costringe lo spettatore a contemplare la vita reale : i sogni falliti, l’inquinamento, la guerra, l’obesità, l’estinzione delle culture indigene, il cancro e la smania di rincorrere l’eterna giovinezza e la perfezione fisica, sono questi i temi trattati nel reportage della Goldstein.

Così la dolce Biancaneve, dopo essere stata svegliata con un bacio dal suo principe non diventa la sua adorata principessa ma passa il suo tempo ad accudire i bambini e rassettare la casa, Cenerentola, dopo aver dato una bella lezione alla sua matrigna e alle sue sorellastre, finisce con l’affogare le sue frustrazioni nell’alcol in un bar, Belle, dopo aver spezzato l’incantesimo che aveva trasformato il suo principe in una bestia, passa il suo tempo dal chirurgo plastico… e così via.
Non è più il tempo di attendere il principe azzurro in una teca di vetro, o rinchiuse nella torre più alta del castello, è il momento di aprire gli occhi e di rendersi conto che il finale “e vissero tutti felici e contenti” è una prerogativa delle fiabe e non della vita reale.

Consuelo Renzetti
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