Latte: perchè molti non lo digeriscono? Limiti di un alimento troppo spesso sopravvalutato

Cominciamo l’analisi di questo alimento da un dato inconfutabile: l’uomo è l’unico animale in grado di bere latte proveniente da altre specie, ed è in grado di farlo da circa 10000 anni (dalla nascita dell’ agricoltura). E 10000 anni, da un punto di vista evoluzionistico, sono un battito di ciglia, un periodo di tempo assolutamente insufficiente affinché il genoma, il patrimonio genetico di una specie, possa cambiare significativamente per adattarsi a un alimento completamente nuovo. Ed infatti il DNA umano si è adattato con molta pigrizia all’introduzione del latte che, assieme ai cereali, è oggi causa di moltissime forme di intolleranza.

Questo perché gli esseri umani nascono dotati di un enzima chiamato lattasi, che permette di scindere il lattosio del latte in zuccheri digeribili. Spesso però, dopo la prima infanzia, l’attività di questo enzima si riduce e molti adulti diventano intolleranti, ossia hanno problemi a digerire il latte.
La capacità di digerire il lattosio, e quindi di mantenere alta l’attività della lattasi, muta da popolazione in popolazione, in quanto scandinavi e nord europei sembrano essersi completamente adattati all’ingestione di latte anche in età avanzata. Sfortunatamente però, ad eccezione di queste razze, l’80% della popolazione mondiale non è in grado di scindere senza problemi gli zuccheri presenti nel latte e nei suoi derivati (eccetto lo yogurt, latticino altamente digeribile, fatto fermentare proprio allo scopo di rimuovere il lattosio).

Forse, dopo altri 20000 anni, tutti si saranno evoluti al fine di poter consumare senza problemi il latte, ma oggi non è così. I disturbi derivati dalla non corretta digestione del lattosio, possono comportare disturbi anche seri, come rigurgiti, dolore e fastidio diffuso all’addome e diarrea.
Francesco Bitto

Fonti: Barry Sears, The zone
Biochimica medica Salipandi Tettamanti
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