Always-on voice di Google porta la ricerca vocale sul tuo computer desktop

Oggi Google ha rilasciato un’estensione di Chrome che rende disponibile always-on voice su desktop. Con questa estensione istallata la ricerca vocale funziona esattamente come sul Nexus 5. Quando si ha il sito Google.com in primo piano nel browser, basta dire “Ok Google” e le parole da ricercare.

Probabilmente l’estensione di Chrome è solo una soluzione di passaggio a qualcosa di più integrato in tutti i browser (non solo su Chrome) visto che HTML 5 supporta nativamente la registrazione vocale.

Maggiori dettagli sulla pagina dell’estensione.

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Google e Microsoft: un algoritmo contro la pedofilia online

Via la pedopornografia da internet: obbiettivo arduo, se pensiamo alla vastità della rete, ma necessario per proteggere le fasce più deboli e i più piccoli dalle insidie del web. E, da oggi, obbiettivo che appare sempre più vicino: Google e Microsoft, infatti, hanno sviluppato insieme una serie di software che renderanno più difficile reperire immagini di minori vittime di abusi. Come spiega Eric Schmidt, presidente del consiglio di amministrazione di Google, “il sistema cancellerà dal web oltre  100 mila termini che possano ricondurre a contenuti pedopornografici. Al posto dei risultati della ricerca l’utente troverà una pagina vuota, priva di link”, e poi continua “Se pensiamo che a breve il software sarà disponibile in oltre 150 lingue è facile comprendere come l’impatto sarà certamente rivoluzionario ed efficace”. Anche Microsoft, che ha lavorato allo sviluppo del progetto, ha deciso di applicarlo al suo motore di ricerca, Bing. “L’efficacia del sistema”, dichiara ancora Schmidt, “sta nel sistema di riconoscimento facciale: quando si registra un’immagine pedopornografica con la faccia di un minore vittima di abusi, questa viene automaticamente rimossa e non è più reperibile”.
“Un’iniziativa lodevole, ma non basta”. Così Jim Gamble, ex executor chief del servizio di protezione dei minori sul web del Regno Unito, si esprime sul nuovo sistema. “I pedofili” dichiara Gamble “non vanno su Google a cliccare “immagini”, ma condividono la loro malata perversione ai limiti di internet, in siti e piattaforme in cui è difficile entrare e incidere con questi sistemi”. Anche altre associazioni di attivisti, pur apprezzando il progetto, esprimono dubbi sulla sua reale efficacia e lo stesso Schmidt, nel presentarlo, ha detto chiaramente che non è ancora possibile attuare un controllo preventivo sui contenuti messi in rete, ma solo una censura ex post. Dunque, un primo passo per vincere una battaglia che si preannuncia ancora lunga.