Crozza: "Riforme entro 18 mesi? Si dice da Aprile: ci vorrà una riforma del calendario!"

Maurizio Crozza, nella puntata di Ballarò del 4 Giugno, è, come al solito, estremamente critico sui fatti della settimana. “Da 7 anni devono fare la legge elettorale: è durata meno la Seconda Guerra Mondiale […] perché non dicono prima che l’obiettivo è fare andare tutto a puttane?” Puntuali le frecciate al PDL Lupi, presente in studio: “Prima Lupi e Letta erano avversari, ora lo sono ancora, ma nostri! La posso chiamare Lupetta?” dice il comico, che si fa interprete del malcontento popolare nei confronti dell’inciucio.

Si continua con una nota sul finanziamento pubblico ai partiti: “Bravi, l’avete tolto. Ma non da subito, dal 2017! Perché a un tossico le dosi vanno scalate vero?“; le divisioni del PD (“Sul finanziamento è diviso, invece sul presidenzialismo… no, anche lì“). Il comico si lancia poi contro Berlusconi e Ghedini (“Dice di sentirsi come il difensore di Luigi XVI, ma lì si prendeva la Bastiglia, qui al limite qualche bastiglietta…“) e dileggia Grillo con Floris (“Vuole fare i conti con te, sono fissati per i conti, entro la legislatura puntano al diploma di ragioneria“). E ancora ce n’è per Renzi, incontratosi con Briatore, magistralmente imitato da Crozza stesso (“Per me è un punto sopra Obama ma due sotto Walter Nudo, ma se vince le elezioni scalza Ana Laura Ribas al quinto posto. Non può essere di sinistra, l’ho incontrato, non segue di certo quel Marx Mara“).

Crozza: "Grillini, dallo tsunami alla secchiata d’acqua"

Copertina anomala quella di Maurizio Crozza, che ha aperto la scorsa puntata di Ballarò con un simpatico siparietto con la Carfagna. Inevitabili i commenti sulle amministrative (“Il PD sta rischiando di vincere, non sarebbe l’ora di chiamare Bersani?“) e in particolare sul ballottaggio tra Alemanno e Marino a Roma (“Si sfidano i candidati di due partiti alleati di governo, è come scegliere tra Superman e Clark Kent: sì, uno ha gli occhiali ma è uguale!“). 
Chiusura polemica sul M5S, fuori da quasi tutti i ballottaggi (“Non esiste più neanche il voto utile: ora potranno organizzare il primo VaffaDay della storia” […] potevano cambiare questo paese ma si sono astenuti“) e su Silvio Berlusconi (“Pensa di rifarsi al secondo turno… o meglio, al secondo grado di giudizio“).