Bibliomigra: la biblioteca ambulante di Torino

Bibliomigra: è questo il nome della piccola e colorata roulotte carica di libri, riviste e giornali in lingua originale (più di 20) che dal 2005 attraversa i quartieri di Torino che registrano con la più alta presenza di stranieri della città, da Vanchiglia e San Paolo a San Salvario, tristemente noto per episodi razzisti ed alta tensione tra residenti ed immigrati. Negli ultimi due anni la roulotte si è spostata a Barriera di Milano, inserita all’interno del progetto Urban Barriera, finalizzato ad un migliore ed omogeneo sviluppo urbano e sociale nella zona nord del capoluogo piemontese. 

Ad occuparsene è l’Associazione Arteria Onlus, che sperimenta programmi educativi di strada e di promozione culturale rivolti sia a cittadini italiani sia ad immigrati stranieri, permettendo un più diffuso ed amplio accesso alla lettura, nonché all’informazione, da parte della popolazione, tappa obbligatoria e fondamentale nel tentativo (o forse meglio nella sfida) di ridurre gli squilibri culturali e di promuovere una maggiore integrazione e cooperazione fra le varie etnie e fasce di abitanti dei quartieri periferici e non. 
La biblioteca è aperta tutti i mercoledì pomeriggio dalle 16 alle 18 in Piazza Crispi, sotto le arcate dell’omonimo mercato coperto ed al lodevole servizio di prestito libri offre anche svariate attività per i bambini e i ragazzi del quartieri, come giochi, animazione ed aiuto-compiti. Se ci si dimentica di riconsegnare i libri, non si incorre in nessuna multa o penalità: << Siamo molto elastici sui tempi di riconsegna, anche 2 o 3 settimane, perché vogliamo instaurare con gli abitanti del quartiere un rapporto di fiducia>>, spiega Ivano Casalegno dell’Ass. Arteria.
Un bell’esempio di multiculturalità ed integrazione in una zona d’Italia profondamente spaccata dalle divisioni e subissata, nelle varie realtà metropolitane o semplicemente cittadine, dalle lamentele, dalle incomprensioni e dai dissensi dei cittadini comuni, incapaci o non volenterosi nel creare relazione con l’altro, con il diverso che condivide magari il nostro stesso pianerottolo ed abita proprio alla porta accanto. Anziché ignorare il diverso, proviamo a comunicare: crediamo non possa esistere un campo migliore di quello offerto dalle parole e dalla letteratura in generale. <>, affermava già Terenzio in una sua commedia del 165 a.C.

Lucia Piemontesi

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